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La Voce del Savuto

Thursday
Jan 17th
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Viaggio nel degrado di Rende
luned́ 06 aprile 2009
Image“Fino a pochi anni fa il Centro Storico di Rende, aveva preservato un paesaggio di rara bellezza, sicuramente tra i più integri della Calabria. Ciò grazie ad amministratori come Cecchino Principe che con la sua lungimiranza,
avevano preservato questo borgo dalla  devastazione, dall’abusivismo edilizio e da uno sviluppo disordinato e caotico. Così il comitato spontaneo di cittadini rendesi sorto in difesa del Centro storico. Rende paese – continuano - non era solo la parte antica, con le sue chiese, le sue viuzze pulite e ordinate, il suo maniero e le sue tradizioni. Era il centro economico e commerciale di tutto il circondario. Il paese era vivo, aveva una sua identità. Oggi purtroppo  non è più così – denuncia il Comitato. Bisogna registrare fenomeni di marcato spopolamento, degrado sociale e un atavico isolamento geografico, non solo verso il resto della regione, ma, cosa ancora più grave, verso il resto del territorio cittadino. Un esempio su tutti: Uno studente che vive ne Centro storico per raggiungere l’università deve percorrere  solo 4 Km, ma impiega in media  qualcosa come circa 1 ora e 45 minuti, tanto quanto ne impiega chi deve andare a Catanzaro. Chi abita nel vecchio borgo per comprare il giornale deve prendere l’auto e arrivare fino a Saporito, così come chi deve comprare il pane o il latte o comprare la carne, qui non c’è una macelleria, non c’è un’edicola, non c’è un barbiere e fra non molto non ci sarà l’ufficio postale, come non ci sarà la farmacia e non avrà ragione di esserci la banca. “Se l’assessore al Centro Storico Peppino Giraldi, asserisce su un articolo apparso su Calabria Ora alcuni giorni fa, che al Centro Storico di Rende le cose vanno a gonfie vele, e nessuno dei suoi colleghi aggiusta il tiro, allora è lecito presumere – ammoniscono i cittadini - che gli amministratori e il Sindaco non hanno contezza di quello che da anni succede al Centro Storico o quanto meno non conoscono le esigenze, i bisogni e i problemi di chi vive il Paese, avendo preferito una vita più  comoda a valle. Ma ormai – aggiungono i membri del comitato -  al Centro Storico la gente si è affrancata, ha maturato una sua coscienza e non si lascerà intimorire. L’avere letto poi della levata di scudi del consigliere Lombardi apparsa sulla stampa locale a difesa dell’amministrazione e contro i cittadini, che nei suoi confronti sono stati, invece, molto generosi, facendo confluire sul suo nome tanti consensi, è stupefacente. Soprattutto, considerato il suo impegno Lombardi per la crescita del  luogo dove è nato. In verità inesistente. Ma il consigliere  dove vive? Qui i veri eroi sono quelle persone, che nonostante tutto continuano a restare legati al luogo natio, è eroe chi nel Centro Storico ha acquistato casa, l’ha ristruttura e fa vivere i suoi figli, è eroe chi qui ha aperto una attività commerciale pur sapendo di non fare grandi affari. E se il proprietario dell’unico bar alle ore 20,00 chiude, il consigliere Lombardi invece di rimproverarlo per questo, dovrebbe lodarlo. Anche lui è un eroe perché resiste e nonostante tutte le difficoltà presta un servizio ai suoi concittadini.

Negli ultimi tempi si parla di rilancio del turismo culturale – continuano - rilancio che dovrebbe coincidere con il trasferimento del Municipio nella zona valliva, con l’utilizzo delle belle chiese restaurate e i palazzi nobiliari riportati all’antico splendore che l’amministrazione comunale negli ultimi anni ha acquistato. Ma-si interroga il Comitato -  le aspettative e i bisogni degli abitanti sono questi? come si può parlare di rilancio turistico se oggi anche le zone di pregio iniziano ad essere ormai chiaramente aggredite dal degrado e da quel cancro che ormai è la cattiva programmazione dell’amministrazione?  Se ciò però non dovesse corrispondere a vero, allora, cosa c’è veramente dietro questa scelta di degrado voluto? Quali sono gli interessi che gli amministratori rendesi perseguono? E tornando, infine, al ricordo dello splendore degli anni d’oro del Centro Storico di Rende ciò che sarebbe opportuno fare concludono i cittadini è un serio progetto di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico – culturale cercando di utilizzare l’immensa risorsa data dalla vicinanza dell’Università. Operare oggi in tale direzione darebbe un grande impulso al riscatto del Centro Storico e rappresenterebbe un valido modello da proporre al resto della regione. Allora si che il turismo potrebbe divenire un fattore di crescita per l’economia locale. Ma fin quando saranno gli scheletri delle antiche mura a dare il benvenuto ai turisti, sarà lecito dubitarne.”

                                                                  Comitato spontaneo in difesa del centro storico di Rende
 
 
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