Password dimenticata?
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color

La Voce del Savuto

Thursday
May 23rd
Home arrow Notizie arrow Forum (opinioni) arrow La rappresentanza politica e la sfiducia degli elettori
La rappresentanza politica e la sfiducia degli elettori
mercoledý 22 luglio 2009

Imagedi Michele Arnoni

Sono sotto gli occhi di tutti, a partire dalla città di Cosenza, gli spregiudicati tentativi di dare Un senso politico all’attività di piccoli e grandi esponenti istituzionali,

che trovano nel consiglio comunale una palestra d’eccezione. Una palestra che si caratterizza per la presenza di uomini e donne incapaci di credere in un progetto politico, di agire secondo convinzioni ideali, di rappresentare i frutti di dibattiti culturali antichi e nuovi o adesioni a proposte di ampio respiro in favore della comunità. Esponenti che, comunque, credono fortemente nella assoluta necessità della loro presenza nei civici consessi, al di là del bene e del male. Bisogna dare atto al mondo politico calabrese di produrre uomini come il Governatore regionale, che dimostrano, di mese in mese, di non aver bisogno di supporti partitici, di colorazioni ideali, di contributi provenienti da gruppi politici tradizionali e radicati sul territorio. Ce lo dice la sua storia personale, ce lo dicono le liste create attraverso la gestione delle ASP, ce lo dicono gli appelli diretti a un popolo che si pensa di guidare con la presentazione di ologrammi e amebe a colori. Bisogna, altresì, sottolineare le qualità di coloro che premiano e puniscono a livello individuale, che gestiscono e garantiscono equilibri, sfruttando gli appetiti e le debolezze di una società sempre più legata alla politica, intesa come alternativa di vita e di utilitaristico progresso. E la provincia di Cosenza è da troppi anni leader in questo. Non è utile - sarebbe riduttivo - soffermarsi sui singoli consiglieri comunali o regionali e sui singoli tentativi di giustificare composizioni di Giunta e contentini variegati; è opportuno, invece, allargare le vedute sul problema di fondo, che vede un crescente distacco tra rappresentanza elettoralmente espressa ed effettiva “rappresentatività” degli esponenti proposti agli elettori. Quella rappresentatività di regola fondata sull’apprezzamento e la valorizzazione di uomini e donne presenti nella realtà delle cose e conosciuti ai più per capacità umane, civili e culturali; che consente di offrire ai partiti le soluzioni giuste o quantomeno condivisibili nella “costruzione” di una rappresentanza. Bisogna forse chiedersi quanto i gruppi politici locali siano capaci di far maturare scelte e opinioni prima delle date prestabilite per la presa dei fortini governativi e oltre le sfere puramente legate agli apparati personali degli addetti ai lavori; quanto, inoltre, siano capaci di riprodursi ed essere attrattivi, non soltanto in base alla mera gestione dell’immagine di chi governa e detiene il potere. Un solo dato per alimentare il dubbio: la solidità del partito degli astensionisti. La scarsa volontà di mettersi in gioco e confrontarsi quotidianamente con sostenitori e attivisti è dimostrata dal progressivo abbandono dei luoghi di discussione politica, dallo scarno e deludente dibattito, spesso manifestato in stile carbonaro o, al contrario, cinematografico. Credere, ad esempio, nel bipartitismo e impedire la proliferazione di listine e partitini monopersonali, comporta, probabilmente, offrire, in alternativa alle sinistre o comunque ai vecchi gruppi di potere locali, una discussione aperta sui problemi, giorno per giorno, confrontandosi con i cittadini e gli elettori al di là dei piccoli e grandi bisogni individuali, pretendendo e condividendo il contributo ideale e fattivo di tutti (prima e dopo le elezioni e senza troppa ansia da prestazione gestionale). E così combattendo il distacco tra politica e società, tra rappresentanza e rappresentatività di eletti e nominati in Calabria. Finché basterà ricordare (e sognare) politici che hanno lasciato un contributo e una spinta ideale e propositiva per molte generazioni - senza aver mai governato o gestito un centesimo - (si veda, da destra, Giorgio Almirante), allora si può alimentare la speranza e la dedizione anche nei più giovani. Il ricordo senza l’esempio, tuttavia, rende difficile ogni ottimistica previsione per un’inversione di tendenza nella nostra regione.


*Avvocato e consigliere circoscrizione Pdl – Cosenza


Ultimo aggiornamento ( lunedý 11 luglio 2011 )
 
 
Benvenuti sul portale de La Voce del Savuto!
 
Entra in Chat                                                         

LA VOCE DEL SAVUTO

IL CALENDARIO DEL SAVUTO