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Iacucci dovrebbe spiegare chi Ŕ in realtÓ la Balzarani
mercoledý 19 agosto 2009

Imagedi Andrea Bruni^

Si è tenuta ieri la presentazione del libro “Perché io, e perché non tu” di Barbara Balzerani. Presente   alla manifestazione culturale, promossa dall'amministrazione comunale del luogo, la stessa autrice.

Il Sindaco Franco Iacucci,  ha tenuto a definire l’evento unico in Calabria, di straordinaria rilevanza culturale. Tuttavia l’amministrazione comunale ha ben pensato di non spiegare ai cittadini chi in realtà è Barbara Balzerani, meglio conosciuta come primula rossa. Si tratta di un’ex Brigatista che si è macchiata di numerosi delitti per i quali è stata condannata a tre ergastoli, ottenendo soltanto nel 2006 la libertà condizionata. Coinvolta nel rapimento di Moro in via Fani, dal carcere rivendica l’omicidio dell’allora sindaco di Firenze Conti. Questo solo per citare alcuni dei crimini commessi. Ad oggi la primula rossa si definisce sconfitta ma non pentita o ravveduta. Più che di un evento culturale, si tratta di un insulto nei confronti delle vittime del terrorismo brigatista. L’UDC locale, erede di un partito che fu di De Gasperi e Moro, nel rivendicare i propri valori e la propria identità cristiana, condanna e prende le distanze da questo tipo di iniziativa che non ha valenza culturale alcuna, ma che sembra assumere i caratteri di un inno al terrorismo. Non ci scandalizzerebbe tanto il fatto che nel contesto di un evento culturale una ex brigatista macchiata di numerosi delitti di sangue porti la propria testimonianza riguardo al periodo degli anni di piombo, se a presiedere l’evento fosse stato un giornalista, un filosofo oppure un intellettuale. Quello che ci scandalizza è il “matrimonio” tra le istituzioni locali e una ex leader del terrorismo brigatista. Non è ammissibile che il primo cittadino che in un piccolo comune come il nostro rappresenta la massima autorità istituzionale, accolga e presenti un esponente di spicco delle BR che rappresentano l’anti - stato per eccellenza. Non è tollerabile che il Sindaco, la massima istituzione locale, presenti un personaggio che non riconosce le istituzione stesse e che si ispira a valori e ideali che  tendono ad esautorare lo Stato. Ciò che contestiamo non è l’evento culturale in se, quanto il contesto in cui l’evento si è svolto: alla presenza e per volontà delle massime autorità istituzionali che sembra abbiano perso il senso stesso dello Stato.

 

^Commissario Giovani UDC - Aiello Calabro

Ultimo aggiornamento ( mercoledý 19 agosto 2009 )
 
 
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