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La Voce del Savuto

Tuesday
Mar 26th
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Sandro Principe, il Governatore ideale per la Calabria del domani
domenica 01 novembre 2009

di Aldo Vetere 

Image  Sono cresciuto, formato e maturato sulla sponda opposta rispetto a quella in cui si coltivavano idee avveneristiche

del sistema politico per la Gestione della cosa  pubblica, ma la mia insistita e cosciente osservanza del credo della continuità, nel cui ambito si rinviene il substrato del sociale del mondo cristiano, non ha frapposto  ostacoli al riconoscimento dei meriti di uomini politici che hanno scritto le storie del mutamento del dopoguerra. Uomini della statura politica e morale, quali Fausto Gullo, Pietro Mancini, Francesco Principe, Giacomo Mancini, schierati sul fronte della sinistra, Gennaro Cassiani, Don Luigi Nicoletti, e, in successione di tempo, Dario Antoniozzi, Riccardo Misasi (di Guarasci e Buffone ho parlato in altro scritto) alfieri dello schieramento cattolico, hanno segnato il corso della vita politica calabrese apportando, ciascuno con le esclusive peculiarità, ma tutti con lo spirito di un rinnovamento sentito come esigenza primaria della comunità, dopo il periodo di chiusura ad ogni confronto ideologico con fervore operativo di conquiste sociali di elevato spessore.Mi sono chiesto ripetutamente, e sempre con più accentuata insistenza, in quale diversità si esprimesse la contrapposizione ideologica e pragmatica dei distinti schieramenti, posto che i temi della dialettica, e dell’impostazione ideologica dei problemi sociali, nei punti essenziali dei progetti apparivano identici, ma la risposta non è risultata appagante. Ho tentato, forse con molta approssimazione di cogliere il senso della contrapposizione, sul piano strettamente progettuale, delle forze politiche, ma certamente  mi sarà sfuggito, nei momenti di ricerca delle ragioni della distinzione, rilevare che gli opposti movimenti erano condizionati e relegati  al silenzio dalla conflittualità virulenta e accesa sulla concezione della vita, nei suoi valori e nella sua essenza di crescita e di sviluppo, sui metodi per realizzare i fini primari della società, sui presupposti ideologici che dovevano guidare il percorso della conquista di nuovi orizzonti di giustizia e di benessere.Sugli opposti poli della diversità ideologica si attestavano, in salde ed inamovibili posizioni strutturali, le organizzazioni che si ispiravano al credo cristiano, e quelle che abbracciavano l’impostazione politica del Comunismo, oggi, per la verità, ridimensionato nella sua assolutezza dogmatica, con  residuati e sempre più labili collegamenti con la sinistra italiana, e con interesse adesivo di frange della vecchia organizzazione politica di limitata consistenza.Il preambolo serve per l’introduzione, nella trattazione dell’oggetto dello scritto, del tema di studio, inteso ad  individuare il soggetto che, nell’attuale momento storico, possa assumere il ruolo di pioniere del progetto di sviluppo della nostra comunità, e di realizzatore delle condizioni per farla assurgere a modello di riferimento di pregevole crescita, anche sul piano della competitività con le altre regioni sfruttando il patrimonio delle risorse naturali della Calabria.L’analisi  viene condotta con assoluta imparzialità e senza condizionamento di interesse, essendo notorio, alle poche persone che mi conoscono, che no ho, né posso avere, alcuna ambizione in campo politico, né bisogno di accattivarmi simpatie e riconoscimenti, non avendo alcuna ambizione da coltivare né alcun bisogno da soddisfare.Studierò e valuterò, anche se  con esigua motivazione, i tratti salienti del politico soffermandomi su :1)       la personalità del soggetto politico;2)      il carisma dell’uomo, come fonte di insostituibile dote per il contatto diretto con la popolazione;3)      l’impegno politico;4)      le accertate realizzazioni di opere di impegnativo valore;5)      il pregio e la prognostica serietà dei progetti da realizzare. Giorni fa, alla fine dell’usuale lavoro di studio, un Collega mi propose di visitare la   Nuova Rende, e specialmente l’area antistante la Chiesa intitolata a San Carlo Borromeo, arricchita di nuove opere e di insediamenti commerciali, corredati di servizi pubblici che rendono gradevole la sosta nel luogo.Estasiato dal quadro d’assieme della zona, armonicamente ripresa sullo sfondo di una mirabile realtà urbanistica, che fa di Rende una città tra le più pregevoli d’Italia, ho legato la realizzazione dell’opera a merito di chi l’ha pensata e voluta, esternando il mio giudizio positivo  a Sandro Principe in un affettuoso incontro nella zona.L’attestato meritorio all’artefice dell’opera mi ha suggerito l’idea di circoscrivere la scelta dell’uomo politico per la ripresa della Calabria su Sandro Principe, deducendo, nel processo di comparazione necessaria tra l’esperimentato modello dell’esistente realizzato e le prospettive del domani, la naturale conseguenza così emergente: se Rende è, per il pregio architettonico che ne caratterizza l’assetto urbanistico, completo di ogni accessorio (strade ampie, viali muniti di ogni conforto per la sorte dei cittadini, verde e luce a dismisura),  unanimemente considerata e definita Rende – Principe, non si vede come non si possa ipotizzare, sotto la guida di chi ha dato prova di capacità realizzatrice del meglio in campo operativo, la Regione- principe, di cui l’attributo è esplicativo del ruolo primario che potrà assumere la nostra regione.Eloquio sobrio ed essenziale, tenace nei propositi, determinato nell’azione a volte permaloso ma solo quando deve tenere ferma la sua volontà riformista in grado di sovvertire la pigrizia  e l’incertezza dell’agire con la necessità di creare nuove forme di intervento per lo sviluppo del territorio.Non si vince il guado delle acque impetuose se non si armonizzano gli sforzi fisici con la conoscenza dei punti più affidabili da superare.Si esce dal torpore animando, con forza e tenacia, gli stimoli dell’operosità; si vince il sonno sfruttando il fascino dell’interesse ad operare da svegli e coscienti; si esce dalla sofferenza accettandola non come prostazione invincibile, ma come naturale accadimento che serve da sprone per vincere le avversità della vita ed andare avanti.La qualità più appariscente dell’uomo è rappresentata da una forza ineguagliabile di superare ogni ostacolo per attingere le cime del possibile, senza soste, senza cedimenti, senza titubanze.  Ho piena consapevolezza che la scelta privilegiata del politico come uomo-guida della Calabria, creerà malumori e delusione in chi ritiene di possedere le appropriate qualità per essere indicato come futuro Governatore della Regione, ma la mia dichiarata opzione deve essere intesa e valutata come particolare riconoscimento al politico che ha saputo coniugare perseveranza e continuità nelle scelte del suo ministero di uomo di Governo e di apprezzato rappresentante delle autonomie locali, in una perfetta simbiosi che potrà assicurare  la forza ed il prestigio dell’Autorità in una realtà regionale che ha bisogno di una guida forte e sicura.La limitatezza dello spazio a disposizione non mi consente di annotare ed illustrare, il programma che, sulla base delle maturate esperienze e dei positivi risultati conseguiti, si propone di adottare l’On.le Principe, ma è certo che se la volontà attuativa degli interventi futuri è sussumibile da quanto realizzato nella variegata attività dell’uomo politico, possiamo dedurre che il futuro della nostra regione sarà assicurato dalla persona giusta.

Ultimo aggiornamento ( luned́ 02 novembre 2009 )
 
 
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