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La castagna, una risorsa per l'economia locale | La castagna, una risorsa per l'economia locale |
| Monday, 16 November 2009 | |
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di Francesco Minardi
Secondo i dati ISTAT del 2000, la specie castagno si estende su una superficie di circa 101,6 mila ettari (48,1 mila di fustaia e 53,5 mila di cedui puri), pari a ben il 6,7 % della superficie territoriale calabrese e al 21,1 di quella boschiva.Esistono esemplari di castagni calabresi che arrivano fino a 400 anni di età, ma la castagna è un prodotto che ha accompagnato la stessa vita dell'uomo: in periodi di carestia l'ha addirittura sfamato e, non a caso, viene detto l'albero del pane. Storicamente, infatti, il castagno ha avuto un’importanza elevatissima come fonte primaria di cibo per essere umani, bestiame e animali selvatici. L’intera catena alimentare era basata sulla produzione annuale di castagne.Il castagno era conosciuto ed apprezzato persino dai Greci che ne hanno sviluppato la coltivazione, selezionandone nuove varietà e consumandone i frutti in vario modo. Frutti e piantine giunsero a più riprese nell’Italia meridionale, quando era conosciuta come Magna Graecia specialmente in Calabria, dove si incontrarono favorevoli condizioni per la castanicoltura.I castagneti sono ubicati per il 72,2 % in montagna, per il 26,9 in collina e solo per lo 0,9 in pianura. La provincia a maggiore estensione di castagneti è quella di Cosenza (50,2% della superficie castanicola regionale), seguita da Catanzaro (31,5%), Reggio Calabria (11,1%), Vibo Valentia (4,8%) e Crotone (2,4%). Il “nostro” bacino del Savuto è tra i maggiori centri di coltivazione del castagno, in particolare le zone di Rogliano e Parenti.Le varietà più diffuse sono la "Riggiola", la "Nserta", la "Curcia" e la “Ruvellise”.In alcune zone del Comune di Rogliano è diffusa la c.d. “Arturo” a maturazione precoce, con frutti di grossa pezzatura e di buon valore merceologico.L’ottimo adattamento della specie nel piano altimetrico compreso tra i 600 e i 1.000 m s.l.m, costituisce un patrimonio di notevole entità e di elevata importanza economica, nonchè di alto valore estetico. Il nostro territorio ha uno stretto legame con la produzione castanicola, fatto di valori culturali tradizionali e funzioni paesaggistiche ed ecologiche.Il prodotto calabrese, apprezzato per sapore e genuinità, è molto richiesto sul mercato del fresco, nel quale la domanda è in continua espansione.Tuttavia vi sono diversi punti di debolezza, come il frazionamento del mercato con elevato numero di intermediari fra produttori e consumatori, l’aumento progressivo del costo della manodopera, con innalzamento delle spese di raccolta e di trasporto, l’eccessiva frammentazione della proprietà in montagna e la riduzione delle aziende castanicole.Nel Comune di Rogliano (località Cutura) è presente una delle poche realtà produttive che trasformano direttamente il prodotto, l’azienda A.L.P.A. della famiglia Gualtieri A & C.Il conferimento del prodotto a tale realtà produttiva, da parte di tanti piccoli proprietari della zona, rappresenta una forma di importante di integrazione dei redditi di molti residenti del comprensorio.La castanicoltura nel Savuto ha radici antiche; i frutti rappresentano la vitalità di una specie che ha ancora qualcosa da offrire per il miglioramento complessivo dell'ambiente e della qualità della vita. |
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| Last Updated ( Monday, 16 November 2009 ) |
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