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La Voce del Savuto

Sunday
Jan 20th
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Comunità montana del Savuto
luned́ 16 novembre 2009

 

Image  Intervista al presidente uscente Anna Aurora Colosimo 

di Antonietta Malito

 

PIANO LAGO - Da un paio di mesi circa lei non riveste più la carica di presidente della Comunità montana del Savuto, oggi attribuita a Giovanni De Rose. Un risultato, a quanto pare, per lei inatteso, come emerge da una sua recente dichiarazione rilasciata al nostro giornale. Con quali sentimenti ha vissuto e sta vivendo questo esito elettorale?

«Inatteso non è stato il risultato, bensì – ribadisco – il metodo che la nuova compagine amministrativa ha inteso seguire. Credo, senza timore di essere smentita, che la vicenda abbia suscitato in tanti, non solo in me, stupore e sorpresa (tanto per usare degli eufemismi). Per quanto riguarda, invece, la mia personale posizione tengo a sottolineare che con la nuova nomina in seno al consiglio comunitario a seguito delle elezioni di giugno, dopo anni di impegno in prima persona, non pensavo di ipotecare la carica di presidente. Avevo la consapevolezza che a conclusione del più lungo mandato nella storia della Comunità Montana del Savuto (sei anni), poteva essere maturata l’esigenza di un rinnovamento degli organigrammi, non fosse altro che per dare spazio alle legittime aspirazioni di territori da anni assenti dall’esecutivo dell’ente montano. Mi sono, quindi, accostata al nuovo percorso con serenità ed in punta di piedi, aperta, certamente, ad un confronto che necessariamente, a mio parere, doveva svilupparsi per dare spazio a soluzioni nuove, in grado di proseguire con rinnovato entusiasmo un’esperienza amministrativa, quale quella della giunta da me presieduta, che, indiscutibilmente, ha segnato un punto di svolta e di rottura con il passato. La stabilità politico-amministrativa, la riconosciuta visibilità del territorio, la rivendicazione costante di un ruolo e di una nuova dignità per l’Ente montano, le tante discussioni che, insieme ai sindaci, hanno sempre visto protagonista la Comunità Montana su tutti i temi dello sviluppo sono risultati riconosciuti e dovevano essere messi a frutto in un’ottica di costruzione del futuro, soprattutto in un momento assai difficile per le Comunità Montane e per il territorio in genere. Tirando le somme, quindi, di un cammino lungo ed esaltante, grazie soprattutto alla coesione ed alla lealtà dimostrate dalla giunta, non posso che essere soddisfatta ed appagata. Rimane sinceramente il rammarico dell’incapacità di una classe dirigente di portare avanti le discussioni con chiarezza e trasparenza politica, minando in tal modo le basi di un autentico cambiamento. I tatticismi politici, le lotte intestine, le ipocrisie di tanti personaggi possono e sono serviti a cercare di affondare chi è ritenuto scomodo, ma certo non serviranno a vincere la scommessa decisiva, quella, cioè, della crescita del territorio». 

- Come sarà la sua opposizione alla giunta De Rose?

«Voglio chiarire che, in questa fase, più che di opposizione intendo rimarcare il disconoscimento politico da parte del mio gruppo di un organigramma nato in maniera poco chiara, sulla base di programmi ed alleanze rabberciati. Senza anticipare giudizi su quello che sarà l’operato della giunta, non posso però non porre un punto di domanda: qual è il collante, il filo conduttore, la concezione e visione politica che connota l’attuale amministrazione? Per adesso non mi riesce di individuare tali elementi caratterizzanti». 

- Nei diversi anni in cui ha amministrato l’Ente montano del Savuto quali sono stati i principali progetti avviati e le opere realizzate?

«Sono tantissimi i progetti realizzati ed avviati nel corso di questi anni, sia nel campo dei lavori pubblici, sia nei settori della protezione civile, dell’ambiente, della cultura e dell’agricoltura. Ricordo, tra le tante opere, quelle di carattere comprensoriale, come le reti acquedottistiche, gli importanti impianti di depurazione (tra tutti quello di Rogliano-Marzi-Belsito) per importi di circa 4 milioni di euro, gli interventi su reti viarie interpoderali, la realizzazione del centro visite, i fontanili pubblici, le pensiline, alcune opere di salvaguardia ambientale, il laboratorio di analisi dei terreni presso la Comunità Montana del Savuto, il piano intercomunale di protezione civile, il catasto degli incendi boschivi ecc. L’intera attività è stata ispirata dall’obiettivo di dare centralità e visibilità al territorio del Savuto, ponendolo sempre come interlocutore necessario dell’area urbana, ma cercando di esaltare, nel contempo, le specificità e le risorse proprie del territorio. Il tutto tenuto dentro ad una visione organica e funzionale, tradotta, da subito, in un importante piano di sviluppo, condiviso con istituzioni e parti sociali. Le tante iniziative culturali e di comunicazione, ricordo tra tutte la fiera itinerante del Savuto “Saperi e Sapori”, il “Festivalle”, il marchio d’area per i prodotti tipici, le pubblicazioni sulle acque e sul fiume Savuto, quelle sugli artisti ed artigiani ecc., hanno sicuramente contribuito con forza a rendere evidente e riconoscibile un territorio che ha sempre stentato ad affermarsi». 

- Quali sono invece le questioni e le opere rimaste incompiute?

«Sono tante ed attuali le questioni che rimangano sul tappeto, direi, sintetizzando, che non bisogna mai abbassare la guardia sulle tematiche dello sviluppo, in particolare su quelle direttrici portanti che, insieme ai sindaci, in tante discussioni e documenti, abbiamo individuato come indispensabili per la crescita del territorio. In tale ambito, insieme allo sviluppo dell’area industriale, un ruolo fondamentale rivestono le infrastrutture ed i trasporti che devono favorire la mobilità sul territorio, migliorare la qualità della vita dei cittadini del Savuto e, quindi, bloccare l’inesorabile spopolamento delle zone montane. In ciò rientrano anche il completamento e la messa in sicurezza della Medio-Savuto che con forza, da anni, abbiamo posto all’attenzione delle istituzioni regionali e provinciali e che, se verranno mantenuti gli impegni assunti dall’Assessore regionale ai Lavori Pubblici e dal presidente della Provincia nella primavera scorsa, nel corso di una pubblica assemblea, dovrebbe presto arrivare ad una svolta». 

- Di cosa avrebbe bisogno il Savuto secondo lei?

«Il Savuto ha essenzialmente bisogno di coesione e sinergie tra le istituzioni e le parti sociali. Deve fare gioco di squadra, avendo in mente una visione chiara e condivisa degli obiettivi da raggiungere. Le classi dirigenti dovranno farsi carico di tale, forte responsabilità, liberandosi definitivamente dalle tentazioni di piccoli cabotaggi e interessi di basso profilo e sposare con lealtà la causa del territorio». 

- Corre voce di una sua candidatura alle elezioni regionali della primavera 2010, cosa ci dice a tal proposito?  

«Non ho idea se e quanto sia vera la voce di cui lei parla. Posso dirle che sarebbe una bella scommessa…». 

- Lei è anche consigliere comunale presso il Comune di Colosimi. Quali sono state, in questi cinque mesi, le azioni messe in campo dall’amministrazione guidata da Raffaele Rizzuto?

«Il rapporto che mi lega al Comune di Colosimi è forte e naturale; con Raffaele è ormai da anni, prima io sindaco, ora lui, che condividiamo un lavoro comune per il nostro paese; lo facciamo con la voglia e la speranza di mantenere in vita, anche per il futuro dei nostri giovani, quel progetto che ci ha appassionato da sempre e che è “Nuova Colosimi”. Tutto ciò che stiamo facendo anche negli ultimi tempi è funzionale a quel progetto ...». 

- In questi anni di impegno politico, amministrativo ed istituzionale, si è fatta molto apprezzare per le sue grandi capacità comunicative, per la determinazione, l’impegno e la serietà profusi nel suo lavoro che la porta ad essere sempre presente sul campo 24 ore su 24. Come donna, quali difficoltà ha incontrato ed incontra nell’assolvere queste funzioni?

«Non ho mai pensato e, soprattutto, non ho mai permesso a nessuno, di porre limiti alla mia vita ed al mio pensiero sulla base di una presunta differenza per l’appartenenza di sesso… non ho nulla da recriminare, non ho nessuno da ringraziare per favori fatti al gentil sesso. Mi auguro che le giovani donne che si affacciano alla politica (spero tante) potranno in futuro affermare la stessa cosa. So per certo che dovranno credere nelle loro capacità e non sentirsi mai più deboli perché donne». 

- Cosa si augura per il futuro del nostro territorio?

«Tutto il bene possibile… forse è troppo. Accontentiamoci in maniera laica di ciò che responsabilmente sapremo individuare come bene per il nostro territorio». 

Ultimo aggiornamento ( luned́ 16 novembre 2009 )
 
 
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