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La Voce del Savuto

Wednesday
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L'Opinione / Il problema Africa
sabato 19 marzo 2011
rivolta_in_libia.jpgdi Vitantonio Di Gioia
Cosa sta accadendo nel Nord Africa? Cosa sta accadendo al mondo così come lo abbiamo conosciuto? Ci troviamo in un nuovo 1989? Sicuramente in questi giorni si sta riscrivendo la storia mondiale; Tunisia, Egitto, Libia hanno innescato un processo di profondo e radicale cambiamento, forse ancora più determinante di quanto successe nel 1989 con la caduta del Muro di Berlino.
Purtroppo l’utopia che l’abbattimento di un muro potesse donare ricchezza e benessere a tutti si è materializzata in una profonda crisi che ha inghiottito ad effetto domino tutto il vecchio, "ricco" Occidente, per lasciare qualche briciola in più ai paesi cosiddetti emergenti.
L’analisi economica e storica non lascia dubbi; l’Occidente si è fatto carico del divario economico che esisteva al di là di quel muro, impoverendosi per media matematica, e sempre per la stessa media non ha donato la ricchezza e l’equità sperata a quei paesi poveri. Gli unici Paesi a trarre un enorme vantaggio sono stati quelli con una struttura economica e sociale ferme al Medio Evo. La possibilità di una maggiore circolazione di merce e di persone, in zone prima, praticamente, irraggiungibili ha spinto imprenditori e speculatori occidentali a investire lì dove costo del lavoro e diritti umani hanno un prezzo bassissimo, il risultato è che il vecchio, "ricco" Occidente si è impoverito, è andato in crisi, ha arrestato la propria crescita; i Paesi del blocco sovietico sono cresciuti di poco, giusto quel contentino necessario a dimostrare la bontà dell’azione. Resta il problema Africa, ma non quella delle tribù, quella che si affaccia sul nostro stesso mare, quella che ha vissuto l’odore del cambiamento ed è rimasta frustrata per le tante occasioni mancate. Ma cosa pensava il Mondo? Di poter divenire equo e giusto? Davvero ci si era illusi di poter distribuire il benessere senza intaccar nulla a chi già lo deteneva, e garantendo una corretta distribuzione a chi era sulla porta ad aspettare? Poveri illusi! Il Mondo è così da sempre, dal Diluvio Universale, dal Big Bang, non può garantire a tutti pari opportunità ed egual ricchezza. Il Nord africa si è visto sfumare sotto gli occhi enormi opportunità di crescita, si è trovato tra due poli che hanno interfacciato tra loro, lasciando tutto ciò che sta al centro immutato. Tunisia, Egitto, Libia hanno da sempre convissuto con il desiderio di crescere, con la speranza di farcela, ovviamente a "spese" dell’Occidente, e quando oggi la crisi ha chiuso i "rubinetti" anche dei sogni e delle speranze ecco lo scatenarsi di queste rivolte e di questi gridi disperati. Il problema non sono i regimi, non è il grido di libertà, la questione principale è che sono stati tolti i sogni a questa fascia di abitanti del mondo che si è dovuta svegliare bruscamente da un lungo sonno in attesa che qualcosa cambiasse.
Ora che la miccia è innescata, sarà difficile spegnerla in modo indolore, a meno che l’Occidente non si faccia ancora carico della disparità sociale. Internet, televisioni digitali, enormi progressi in tema di tecnologia della comunicazione sicuramente non aiutano perché spesso è meglio non vedere l’erba del vicino per poi asserire che questa è sempre più verde. È doloroso dover constatare che ancora una volta non è possibile trovare una soluzione che accontenti tutti. In questa matriosca mondiale, solo la bambola grande è quella più piccola possono convivere sotto le luci della speranza; gli altri devono continuare a vivere la propria esistenza in secondo ordine. Nessuno investirà mai nei Paesi del Nord Africa che staranno sempre di più a guardare quello che i media filtrano del "ricco" Occidente; è lo stesso Occidente investirà sempre di più in Cina dove per produrre qualsiasi cosa bastano pochi centesimi. Un salto lungo mezzo Mondo.
Ultimo aggiornamento ( marted́ 16 agosto 2011 )
 
 
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