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ROGLIANO / Amministrative 2011. Intervista a Gennaro Convertini, candidato del centrodestra
luned́ 21 marzo 2011
gennaro_convertini.jpgdi Fiore Sansalone
Gennaro Convertini (nella foto), 47 anni, enotecnico, attuale direttore del Consorzio Vini Calabria Citra e presidente dell'Ais Calabria (Associazione Italiana Sommelier), è il candidato a sindaco di Pdl e Udc. Guiderà un raggruppamento civico, espressione del centrodestra, sostenuto da rappresentanti dell’associazionismo locale, dalla società civile e da un gruppo di ex amministratori del centrosinistra.
Persona molto stimata in paese, ha già maturato in passato esperienze amministrative dal 1995 al 1997. Convertini sfiderà nella competizione elettorale di primavera il sindaco uscente Giuseppe Gallo, sponsorizzato dal Partito democratico, Rifondazione comunista e Sinistra, Ecologia e Libertà.
- Come è nata la sua candidatura?
«Ho apprezzato l'iniziativa di Udc e PdL di incontrare gruppi e associazioni presenti in paese, allo scopo di ascoltare i loro punti di vista e le loro indicazioni rispetto al contesto politico e sociale attuale della città. Gli incontri e le attività che si sono susseguite ci hanno consentito di conoscere meglio gli intenti e le prerogative di ciascuna componente del gruppo, fino alla indicazione della mia persona, da parte delle associazioni prima, quale loro rappresentante in un gruppo di lavoro ristretto, e dei partiti poi, quale possibile candidato Sindaco, fino alla conferma da parte di quello che io definisco il "gruppone", costituito dai due partiti, da tutte le associazioni e dalle componenti "civiche" che hanno aderito all'iniziativa dei due partiti promotori. Ho riflettuto e accettato con la responsabilità e la consapevolezza di poter costruire un progetto di impegno, di reazione ad una crisi di partecipazione, ad un individualismo cui tutti sembriamo ormai pericolosamente rassegnati»
- Con quale spirito affronta questo suo impegno?
«Fare il Sindaco di una cittadina quale è Rogliano, storico punto di riferimento dell'intera area del Sa-vuto, richiede grande senso di re-sponsabilità e, in questa difficile contingenza economica e sociale, grande propensione all'impegno, al lavoro. Quando si è chiamati a sfide importanti come questa è d'obbligo concentrare tutte le risorse disponibili e finalizzarle al raggiungimento degli obiettivi. La mia ambizione è quella di incidere sul metodo, mi piacerebbe creare le condizioni per una amministrazione partecipata, non voglio deleghe in bianco e arrivederci fra cinque anni».
- Come sarà contraddistinta la sua lista?
«In questi mesi ho registrato una grande disponibilità, una grande apertura dei partiti promotori a proporre una lista "fresca" con prevalenza di giovani e molto spazio alle presenze femminili, persone disponibili a intraprendere un reale percorso di cambiamento e, soprattutto di lavoro».
- Sarà una lista di centrodestra?
«Se la scelta della figura del Sindaco è ricaduta su di me, che non ho alcuna tessera di Partito, è evidente che è una lista civica, aperta al contributo di tutti quanti non hanno condiviso il percorso amministrativo e, perchè no, anche il comportamento politico della compagine uscente. Sebbene l'iniziativa sia stata avviata dai Partiti è diventata patrimonio di tutti quanti sono intervenuti, e sarà patrimonio di tutti quanti si uniranno».
- Verso quali obiettivi programmatici punta?
«È prematuro parlare di programmi, abbiamo ancora da ampliare il "gruppone", e vogliamo aprire una fase di concertazione con i cittadini e con le categorie che incidono nella vita economica e sociale del paese, insisto nel metodo. Io, i Partiti, le Associazioni promotrici ci siamo incontrati su molti punti strategici, discutendo al momento su obiettivi di medio e lungo periodo, individuando quale priorità assoluta una inversione di tendenza rispetto all'atteggiamento verso le nostre risorse endogene, mai "calcolate" negli ultimi vent'anni. A Rogliano, che aveva una economia incentrata sul commercio e sulle attività legate al settore pubblico, si osserva un inesorabile impoverimento economico e il costante allontanamento delle risorse giovani in cerca di lavoro. Non voglio sembrare demagogico, ma credo che le poche iniziative che una amministrazione locale possa attivare per frenare questi processi non siano state nemmeno accennate. Entreremo nello specifico nel corso dei nostri incontri con i cittadini».
- La Rogliano degli ultimi anni è migliorata o peggiorata nei suoi livelli di vivibilità?
«Credo che Pino Gallo, che ritengo persona corretta, sia partito male fin dalla "costruzione" della sua candidatura, concordata nel chiuso delle segreterie e nel ristretto giro di dirigenti di partito che, all'epoca, hanno "costruito", appunto, i percorsi dei singoli, piuttosto che privilegiare il gruppo, un percorso di "esclusione" piuttosto che di "partecipazione". I soliti sistemi verticistici, che hanno mortificato la vivibilità democratica di quei Partiti, privilegiando una sommatoria di sigle, in alcuni casi rappresentati da singoli. Una profonda negazione della politica sana, una deviazione del nobile ruolo dei Partiti quale luogo di discussione democratica e di elaborazione di idee. Un sistema, questo, che impone al Sindaco scelte di altri, dettate da criteri che non sempre portano alle migliori risorse disponibili, in termini di impegno, e propensione al necessario gioco di squadra. E, in tali casi, prima o poi i nodi vengono al pettine, solo litigiosità e, di conseguenza, scarsa efficienza amministrativa. Salvo pochi casi sporadici di iniziative personali di questo o quell'Assessore, non si è visto un insieme, non c'è stata strategia, non c'è stato lavoro di gruppo. La risposta? Io credo che Rogliano stia indietreggiando, ma questo è il mio punto di vista, evidentemente di parte, mi sarei augurato di dover dire il contrario e di dover confrontarmi solo su come migliorare ulteriormente, piuttosto che su come frenare l'arretra-mento».
- Un giudizio sulla giunta uscente.
«Credo di aver risposto già a questa domanda con la mia analisi precedente, voglio solo precisare come le stesse problematiche si siano manifestate fin dal '93, compresa la parentesi civica del 2001, per cui credo non sia un problema di capacità o volontà personali, che non posso assolutamente permettermi di giudicare, quanto, invece, un problema di atteggiamento politico, di approccio alle scelte, orientate alla ricerca o al consolidamento del consenso per assicurarsi la rielezione, piuttosto che alla soluzione dei problemi o alle strategie di sviluppo del territorio».
- Se dovesse vincere la sua lista che amministratori avranno i cittadini roglianesi?
«Vuole già i nomi degli assessori? Ancora è da completare il "Gruppone", ci sono ancora tanti cittadini e gruppi organizzati, partecipi alla discussione politica e attivi nell'ani-mazione sociale del paese, che aspettavano la scelta di un candidato Sindaco quale interlocutore certo. Per la composizione della giunta credo avremo l'imbarazzo della scelta».
Ultimo aggiornamento ( luned́ 21 marzo 2011 )
 
 
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