Password dimenticata?
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color

La Voce del Savuto

Sunday
Mar 24th
Home arrow Notizie arrow Tradizioni arrow 'U SACCUNE
'U SACCUNE
marted́ 16 agosto 2011
camera da letto.jpgdi Antonietta Malito
Un tempo il letto consisteva in un modesto giaciglio e il materasso veniva riempito, il più delle volte, con foglie di granturco, oppure con linazza (il cascame del lino) o ancora con ‘u crinu (una comune erba).
Era questo il cosiddetto saccune, un grosso sacco che veniva adagiato a terra o sul talamo nuziale, costituito solo da poche tavole disposte su due piedistalli. ‘U saccune era presente nelle case contadine, laddove non c’era la disponibilità economica necessaria per permettere alla famiglia di riposare su un letto più comodo e confortevole.
Inoltre, nelle famiglie contadine di un tempo, accadeva spesso che i coniugi condividessero l’umile giaciglio con i figli. In questo caso si dormiva anche in tre o quattro, chi di pedizzi (dalla parte dei piedi), chi di capizzi (dalla parte del cuscino).
Nelle case contadine l’unica fonte di riscaldamento era rappresentata dal focolare o dal braciere e, spesso, nelle rigide notti invernali, per resistere al freddo gelido, prima di andare  a dormire si usava riporre vicino al fuoco per qualche ora dei mattoni che, una volta diventati roventi, venivano avvolti in uno straccio di lana e adagiati nel letto, per intiepidirlo.
Le famiglie benestanti, invece, riposavano sui materassi di lana che, annualmente, veniva lavata e, se necessario, lasciata al sole e all'aria aperta per poi essere cardata a mano al fine di districare i nodi e ridare vigore ai fili del prezioso tessuto.
Ultimo aggiornamento ( marted́ 16 agosto 2011 )
 
 
Benvenuti sul portale de La Voce del Savuto!
 
Entra in Chat                                                         

LA VOCE DEL SAVUTO

IL CALENDARIO DEL SAVUTO