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La Voce del Savuto

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Affidamento / Roman, da Kobrin a Grimaldi per un futuro migliore
mercoledì 17 agosto 2011
yelena e roman.jpgdi Antonietta Malito
GRIMALDI - Sarà una bella estate questa del 2011 per Roman, il bambino bielorusso preso in affidamento dai coniugi Flavio e Maria Mauro, un'estate che certamente non dimenticherà mai. Lui, 12 anni, un bel viso e un sorriso dolce, ha finalmente trovato una famiglia che lo ha accolto a braccia aperte e lo sta colmando di attenzioni e di affetto.
Ma chi è Roman? Forse alcuni lettori ricorderanno quando nel mese di agosto del 2010 la signora Francesca Bufano scelse La Voce del Savuto per lanciare un appello: «Sarebbe veramente bello - disse - se una famiglia di Grimaldi o dei paesi limitrofi decidesse di prenderlo in affido. Farebbe felice Roman ed anche Yelena. Per questo chiedo alle persone di aprire il loro cuore, perché basta poco per far felice un bambino». La risposta che Francesca attendeva è arrivata circa un anno dopo e Roman, quest'anno, grazie alla famiglia Mauro, può trascorrere le sue vacanze vicino a sua sorella gemella Yelena, che la signora Bufano e suo marito Francesco Pa-gnotta hanno in affido dal 2009.
I due bambini vivono a Kobrin, in Bielorussia, in una casa famiglia insieme ad altri piccoli e alle educatrici.
Dal 2009 Yelena passa regolarmente le vacanze estive e quelle natalizie a casa dei signori Pagnotta, che considera ormai i suoi genitori, ma fino a poco tempo fa, ogni volta che lei partiva per l'Italia, Roman restava a Kobrin. Oggi, finalmente, la sua vita ha subìto una svolta: anche lui può contare sull'affetto di un papà e di una mamma, e non solo, perché i coniugi Mauro hanno tre figli: Giovanni, 16 anni, Aldina, 12, e Michele, 10, che per Roman sono già dei fratelli, così come lui lo è per loro.
Com'è accaduto questo piccolo miracolo? Ce lo racconta Maria. «Non avevo letto l'appello pubblicato sul giornale ed ho appreso dell'esistenza di Roman solo due mesi fa, il giorno in cui ho incontrato Francesca dalla parrucchiera. Lei mi ha parlato di Yelena, mi ha mostrato la sua foto, poi mi ha detto del bambino e del suo rammarico per non essere ancora riuscita a trovare una famiglia che lo prendesse in affido. Senza pensarci su due volte, le ho risposto che ne avrei parlato con mio marito, sicura che avrebbe accettato. Così è stato e siamo felici d'avere accolto Roman nella nostra casa, anche i nostri figli lo sono, d'altronde desideravano un altro fratello».
È proprio vero, sono felici di questa scelta e gli si legge in viso quando mi accolgono nel giardino della loro villa immersa nel verde, dove i ragazzi sono liberi di giocare spensierati, a contatto con la natura e con tanti animali. Nella grande proprietà trovano infatti spazio cani, gatti, oche, anatre, tacchini e persino un cavallo, ma tut-to intorno è incredibilmente in ordine.
Qui Roman è contento, si vede che è a proprio agio, anche se ancora non si esprime bene in italiano, comunica perlopiù a gesti, ma è molto intelligente ed imparerà presto. Aldina - mi dice la mamma - a sua volta, sta imparando il russo. Prima ancora di incontrarsi, i ragazzi si sono messi in contatto su Skype perché il desiderio di conoscersi era grande. «Ogni sera, io e Michele contavamo i giorni che ci separavano dal suo arrivo», ammette Aldina con tenerezza.
Il 13 giugno scorso, quando Roman è arrivato a Lamezia Terme insieme a Yelena e ad altri ventitré bambini dati in affido nella provincia di Cosenza, Maria è andata a prenderlo con sua figlia. «È stata una grande emozione, ho provato tanta tenerezza», afferma.
Lei, 42 anni, cassiera in un supermercato, e suo marito Flavio, 45 an-ni, vigile urbano, sono proprio due persone speciali. Lo avevano già dimostrato in passato, sostenendo per dieci anni un'adozione a distanza.
«Ora che Roman è entrato a far parte della nostra famiglia - ammette Flavio - vogliamo seguirlo ed educarlo proprio come un figlio, vogliamo essere il suo punto di riferimento».
Insieme a Roman, i coniugi Mauro stanno ospitando la signora Natalia, direttrice della casa famiglia di Kobrin, e con lei anche un'educatrice.
La loro partenza è prevista per il prossimo primo settembre. Ma è presto per pensare al ritorno in Bielo-russia. Ora è tempo d'estate per Ro man e per sua sorella, è tempo di sorrisi e di coccole, di giochi e di passeggiate all'aria aperta, di golosi gelati da mangiare, di sole e di mare. È tempo di spensieratezza, da vivere a piene mani.
E Roman lo sta già facendo, per la gioia di mamma Maria, di papà Flavio, di sua sorella Yelena e della si-gnora Francesca, che oggi ringrazia la famiglia Mauro: «Con la loro grande sensibilità - dice - hanno permesso a due fratelli gemelli di restare uniti ed hanno dato una speranza a questo bambino, che mi auguro, possa avere un meraviglioso futuro. Spero - continua Francesca lanciando un nuovo appello - che questo nobile gesto possa aprire il cuore di altre coppie, perché sono tanti i bambini bisognosi dell'affetto di una famiglia. Per esperienza personale posso dire che questi gesti sono belli per chi li fa e per chi li riceve, perché offrire una nuova vita ad un bambino che soffre è un regalo che facciamo a noi stessi».
Nella foto, Yelena e Roman
Ultimo aggiornamento ( mercoledì 17 agosto 2011 )
 
 
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