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La Voce del Savuto

Monday
Oct 23rd
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Savuto, l'ultima provocazione
luned́ 22 agosto 2011
eugenio maria gallo.jpgTempo fa, da queste colonne, avevo lanciato un appello per una tavola rotonda di rappresentanti del territorio, allargata a tutti i cittadini, che vogliano partecipare e fornire il proprio contributo d’idee. La proposta, pur avendo trovato d’accordo qualcuno, non ha avuto l’attesa ricaduta. Eppure il territorio sta a cuore a tutti; sarebbe, pertanto, importante non perdere quest’occasione. I problemi dobbiamo risolverceli da soli, non possiamo sederci ad attendere una “manna”, che non cade più e non può cadere. D’altronde i problemi sono nostri e nessuno li conosce meglio di noi. 
E, vichianamente, io sono convinto che noi siamo capaci di conoscere, fino in fondo, solo ciò, che ci appartiene, e ciò, che è opera del nostro pensiero, delle nostre scelte e delle nostre azioni, dei nostri silenzi e delle nostre richieste, non importa se gridate o sussurrate, delle nostre assenze e delle nostre presenze, in poche parole ciò, che costituisce la nostra storia. E se siamo capaci di conoscerla, questa nostra realtà, ancor più siamo capaci, volendo, di modificarla in meglio, con opportuni interventi.
Tanto vale, allora, rilanciare l’idea, chissà che qualche amministratore non l’accolga e non si attivi per questo incontro allargato. Tanto vale rilanciarla, ma, attenzione, per l’ultima volta; se continuassi, magari a causa di un’altra risposta mancata, rischierei di divenire saccente e noioso e finirei col non ricevere neppure un consenso, badate bene, all’idea non alla persona, non presumo, infatti, dal punto di vista personale, di sollecitare alcun consenso. Ed allora rilancio l’invito, lo ripeto, quasi come una provocazione, l’ultima, ovviamente in merito alla proposta della tavola rotonda allargata, e speriamo che qualcuno, apprezzando l’idea, la faccia propria e risponda chiamando a discuterne amministratori, forze politiche, imprenditori, lavoratori, cittadini e giovani.
In fondo, cari lettori, io resto dell’avviso che, in questi prossimi anni, si deciderà il destino dell’intero territorio della Valle del Savuto. Noi dobbiamo esserci. Proprio per questo sollecito un incontro, perché questo futuro si muova non solo nel senso della rinascita del nostro territorio, ma anche secondo delle linee capaci di fondere insieme le nostre tradizioni e le nostre attese, i nostri intenti ed i nostri impegni, le nostre competenze e le nostre intelligenze, la nostra storia e la nostra naturale vocazione, in breve la nostra weltanschauung. Questo possiamo e dobbiamo farlo solo noi.
Io credo ancora nella possibilità che i nostri paesi non diventino paesi dormitori, ma sono altresì convinto che il ruolo primario, perché questa possibilità diventi realtà, dobbiamo interpretarlo proprio noi. Perché, se è vero che noi conosciamo molto bene noi stessi e la nostra storia, nonché il mondo da cui veniamo, è altresì vero che solo noi possiamo intervenire, tra le anse del nostro cammino, per correggerne la meta, i percorsi e gli sviluppi. Del resto chi meglio e più di noi? Ecco, pertanto, perché mi permetto di insistere su un’idea, che, se valutata e portata avanti insieme, fuori dalla logica degli “ismi” (campanilismi, partitismi, ideologismi, sentimentalismi, tradizionalismi, centralismi, opportunismi ecc.), potrebbe effettivamente dare inizio a quel cammino di comune rilancio e crescita, che, ritengo, noi tutti auspichiamo. E, allora, non ve la prendete, amici, se ci riprovo, è l’ultima provocazione.
Nella foto, il professore Gallo
 
 
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