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Emigrazione / Il sogno americano della famiglia Veltri
martedì 23 agosto 2011
vincenzo veltri.jpgdi Claudia Vaccaro
La famiglia Veltri ha rappresentato per molti grimaldesi la realizzazione del sogno americano. Vincenzo, Giovanni e Raffaele, tre immigrati vincenti, tre self-made man divenuti, ai primi del Novecento, appaltatori di costruzioni ferroviarie in Canada.
La vicenda emblematica dei Veltri mette in risalto molteplici meccanismi della catena migratoria la Grimaldi all'ovest canadese, dispiegatasi sull'arco di più decenni dalla fine dell'Ottocento, quando il fratello maggiore, Vincenzo, si recò in Nordamerica, agli anni Cinquanta di questo secolo, quando il figlio di Giovanni, Raffaele ottenne alcuni vantaggiosi contratti nel nord dell'Ontario vi chiamò numerosi compaesani.
In Grimaldi il nome Veltri implica grande rispetto ammirazione, tua soprattutto gratitudine. Gratitudine da parte dei tanti compaesani che hanno avuto la possibilità di uscire dall'incubo della disoccupazione e della miseria. Il sindaco, Pino Albo, sta pensando di dedicare una stanza del museo cittadino proprio ai Veltri. Ha già contattato il direttore del museo di Thunder- Bay in Canada che custodisce i documenti originali che testimoniano la vita di questi straordinari personaggi.
La loro casa, su corso Trento, è rimasta intatta, ma silenziosa. Ormai è disabitata, ma conserva tuttora la semplicità dei suoi abitanti, quando la lasciarono per tentare la fortuna in America.
Vincenzo, il pioniere, fu tra i primi calabresi a partire e a toccare insieme ai friulani la costa canadese. Correva l'anno 1880. Ottenne le prime commesse sul tratto ferroviario compreso nel territorio di Winnipeg, circa settanta chilometri di strada ferrata. Tenne le redini dell'azienda fino al 1929 per poi cederla al fratello Giovanni. Un contadino che divenne impresario di ferrovie, così lo ha definito John Potestio uno dei più grandi studiosi della famiglia Veltri.
La carriera di Giovanni Veltri è contraddistinta da una miscela di diffidenza contadina e di indissolubili legami, dovuti alle comuni origini grimaldesi. Tutta la sua vita americana è stata contraddistinta da periodi di lavoro, prima in Montana, Oregon, Washington, poi in Colombia Britannica, Aberta, Manitoba ed Ontario, intervallati da lunghi viaggi in Italia. Anche quando Veltri fa venire la famiglia in Canada e si anglicizza il nome in John Welch non fa che preparare il ritorno definitivo, a Gritualdi, suo paese natio, avvenuto nel 1931. Sarà il figlio Raffaele a proseguire le orme paterne, a trasformare l'impresa in una grande holding e a richiamare in America tanti grimaldesi e portoghesi.
A raccontare la storia di Raffaele è uno dei pronipoti, Matteo Saccomanno. "Quando il padre, cavaliere Giovanni Veltri, si ritirò dagli affari dopo 45 anni di duro lavoro e, quindi, d'indicibili sacrifici e fece ritorno in Italia nel 1931, - racconta Saccomanno - lasciò la ditta in mano a suo figlio Raffaele il quale, nonostante le varie crisi economiche in Canada, riuscì a farne un grande ed importante complesso. Poiché la ditta era denominata Welcb, interamente di sua proprietà, cambiò il suo cognome da Veltri in Welch. Infatti oggi il suo cognome s'identifica con la denominazioni della Ditta: R.F. Welch-Limited. Emigrato in Canada con il padre nel lontano 1904 studiò nel collegio cattolico di San Bonoface Manitoba e, successivamente, completò presso l'università della stessa provincia del Manitoba. Terminati gli studi entrò, come socio, a far parte della ditta di costruzioni ferroviarie di proprietà del padre. Raffaele ebbe sempre contatti con la Canedian National Railways (ferrovie Nazionali Canadesi) e si occupò della quasi intera rete del Canada dalla provincia del Quebec alla Provincia della British Columbia fino a Vancouver sull'Oceano Pacifico". Il pensiero dei suoi compaesani non lo abbandonava mai. "Nel 1951, per alleviare la disoccupazione e la piaga della miseria del suo paese che gli aveva dati i natali e di altri paesi della provincia di Cosenza, - continua nel racconto Saccomanuo - chiese ed ottenne dal governo Canadese l'autorizzazione a chiamare dall'Italia, con regolare contratto di lavoro, seicento lavoratori che Raffaele Veltri volle fossero tutti della provincia di Cosenza. Per facilitare il reclutamento e snellire le pratiche di procedura, chiamò al suo fianco una commissione canadese di selezione con sede a Cosenza. Negli anni successivi 1952 - 1953 - 1954 e 1957 ottenne dallo stesso governo Canadese altre autorizzazioni per 1'assuiizioiie di alcune migliaia di lavoratori aprendo, così, la via della grande emigrazione calabrese verso il Canada. La ditta Welch - prosegue Saccomanno - ha occupato alcune migliaia di lavoratori in maggioranza italiani. Ha continuato, così, la tradizione del padre Giovanni che ha sempre preferito lavoratori italiani per il loro attaccamento al lavoro, per la loro serietà, precisione ed onestà".
Raffaele era conosciuto in Canada ed in Italia soprattutto per la sua generosità. "Faceva generose elargizioni a vari Istituti religiosi – aggiunge Matteo Saccomanno - dove erano ricoverati bambini bisognosi di affetto e di cure mediche. Ne sono testimoni i religiosi del convento di Laurignano, il reverendo Maletta di Cosenza, l’orfanotrofio femminile di Grimaldi ed in modo particolare ebbe un attaccamento verso l'allora ospizio dei vecchi, ora Casa di riposo di Grimaldi la cui ricostruzione, in parte, si deve proprio a lui. In Italia ed un Canada chiunque si e rivolto a lui ha trovato un amico pronto a dare una mano e venire incontro, nei limiti del possibile, a quanti, specialmente in terra straniera, chiedevano il suo aiuto nei vari settori della vita in terra lontana dove, maggiormente, si sentì la mancanza di un vero amico.
Raffaele Francesco Veltri (Welch) - conclude fiero Saccomanno - è morto in Canada lasciando ai figli l'intero patrimonio materiale ma un immenso testamento di amore e di carità verso il prossimo indelebile nella storia dei personaggi illustri del nostro paese".
Da "La Provincia cosentina" 7-08-02
Ultimo aggiornamento ( martedì 23 agosto 2011 )
 
 
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