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La Voce del Savuto

Thursday
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Cenzu 'U Zagarognu... i ricordi e la nostalgia di Rogliano
marted́ 23 agosto 2011
vincenzo marasco.jpgdi Antonio Simarco
Una voce, un pensiero, un ricordo, una informazione. Questo vuole essere La Voce del Savuto in Canada, un contatto quasi diretto con chi appartiene a questa Italia che di certo non ha dimenticato i suoi figli emigrati.

La parola "emigrato" si sente spesso, chiunque in ogni casa del nostro Meridione e non solo, ha parenti nelle Americhe, nel nord Italia, e altrove, chiunque cerca di mantenere sempre vivo un contatto che permetta dall'altra parte dello stivale, di poter respirare un po' di quell'aria che appartiene loro sin dalla nascita, che ha dato loro ossigeno e che li ha visti crescere nei momenti più belli della loro vita.
Per un emigrato è importante essere continuamente informato su ciò che avviene nel borgo natio e, soprattutto, su ciò che ne concerne la vita culturale, sociale e politica. Ecco perché trovandoci in Canada e con il primo numero de "La Voce del Savuto", abbiamo cercato di avvicinare qualche nostro amico della valle per coinvolgerlo più da vicino, per dimostrargli la stima e l'affetto, per porgergli un po' di quel calore umano che è dato dalla piena consapevolezza che non è solo in Italia che batte il cuore degli italiani, ma anche lontano, tanto lontano da quella terra che profuma sempre di sole e dove il sorriso dell'uomo diventa una peculiarità.

cenzu u zagarognu.jpgSiamo a Toronto, grandissima città dell'Ontario, milioni di persone, tutte le razze del mondo, dove l'aria è un po' pesante a causa del tasso di umidità altissimo. Le giornate trascorrono in modo inesorabile tra lavoro, casa, giardino, tra il caos della città e il rumore assordante dei clacson, ma comunque, dove tutto viene regolato in modo molto disciplinato e soprattutto rispettoso. Negli enormi centri commerciali ("Eatons") si trovano tutti i tipi di prodotti e tutta una serie di negozi che vanno dal "Versace" italiano al "Boss" americano, al "Chang Tou" cinese al "Los Paella" spagnolo e tantissimi altri.

In occasione di uno dei tanti bar-be-cue party, organizzato da Tonino Salvino, roglianese puro-sangue, incontriamo un altro compaesano tale Vincenzo Marasco, meglio conosciuto come "Cenzu u' Zagarognu".

Il suo timbro di voce mantiene ancora intatto il gusto di quella Rogliano di 30/40 anni fa, il suo sorriso nasce dalla tradizione roglianese, il suo essere aperto, pronto e disponibile lo classifica immediatamente.

È felice di trovarsi accanto qualcuno che viene dalla sua Italia, con in mano La Voce del Savuto, un giornale che porta le notizie di tutta una serie di paesi raccolti nella valle del fiume secolare; gli dà subito un'occhiata e immediatamente ritorna ad essere bambino, la sua mente vaga nel ricordo della memoria storica dei tempi andati che, impressi nella mente, rendono quasi palpabili alcune delle sensazioni che ormai appartengono al passato.

Vincenzo Marasco è nato a Rogliano nel 1939, non può non ricordare con gioia il forno che apparteneva alla mamma Ernestina, nei pressi del Duomo (San Pietro), o quello della nonna Peppinella (a' Zagarogna) nel Corso Umberto, dove trascorreva interminabili giornate. Nel 1962 lascia l'Italia nel periodo del grande sfollamento, altri fratelli lo aspettano già in Canada, dove ci sono più possibilità di lavoro.

È un abile barbiere e subito trova lavoro a tal punto da consentirgli una casa ed una moglie. Sposa Elisabetta Cagnotti che viene dalle parti della Ciociaria. Dal matrimonio nascono tre figli: Michele, Salvatore e Candida. Per Vincenzo Marasco, quindi, una vita di lavoro, di soddisfazione, di problemi, se vogliamo, ma di tanta nostalgia.

- Quante volte sei ritornato in Italia?

Dal '62 ad oggi sono ritornato tre volte e sempre con quella voglia di riabbracciare la mia gente e di rivedere i posti a me più cari. L'ultima volta nel 1994 ho trascorso veramente delle belle vacanze respirando la nostra bella aria e gustando i nostri buoni prodotti.

- Ritorneresti in Italia per sempre?

È una domanda molto difficile e, come si dice dalle nostre parti, da 100 milioni di dollari; certo è sempre il paese chi mi ha dato i natali, però gran parte della mia vita l'ho passata in Canada, dove c'è la mia famiglia, gli amici il lavoro, sarebbe un po' difficile riabituarsi ad un ritmo di vita diverso e un diverso modo di intendere la vita.

- Cosa ti piace ricordare dell'Italia?

Mi piace ricordare un po' tante cose della mia Italia, e tra tante aggiungerei i bellissimi momenti che trascorrevo nei pressi del "Vullo" del fiume Savuto in compagnia degli amici, oppure il profumo dello spezzatino che assaggiavamo nella cantina di Vincenzo Salvino situata nei pressi di Via Regina Elena. Comunque ricordi di altri tempi che non possono più tornare.

- In che modo ricevi informazioni italiane e quali contatti hai?

Con il lavoro di barbiere di certo non mi manca l'informazione, ed essendo Toronto una città multirazziale, sono sempre informato su tutto. Ma è chiaro che quando arriva il paesano nel salone, cerco sempre di approfondire “l'argomento Rogliano”. Non manca occasione di leggere di tanto in tanto qualche giornale come La Voce del Savuto che parla soprattutto delle nostre tradizioni.

- Ti piacerebbe che l'Italia fosse...?

Mi piacerebbe che l'Italia potesse funzionare come il Canada. Certo, se questo fosse possibile o almeno se funzionasse di più sarebbe il massimo della perfezione.

- Quale ricordo ti lega di più all'Italia?

Quando ero giovane passavo interminabili ore al campo sportivo con gli amici, tra questi ne ricordo uno in particolare, Carmelino Amato detto "Sciawa", successivamente emigrato in Svizzera; erano veramente momenti di aggregazione di un'età, forse, anche spensierata che certamente non ritornerà mai più. Chiaramente i parenti tutti, sia a Rogliano che nelle zone limitrofe, mi legano sicuramente più di ogni altra cosa.

- Quale messaggio manda agli Italiani?

Io raccomando sempre a tutti gli italiani in Italia di aiutare più gli emigrati, di essere più sensibili e di continuare ad avere sempre più rispetto verso chi da tempo vi dedica sempre un momento della sua giornata.

- Cosa pensi de La Voce del Savuto?

Penso che finalmente qualcuno si muove, e speriamo che si muova sempre in questa direzione senza cadere poi nel dimenticatoio. Il giornale è molto interessante, perché parla di noi, della nostra gente, della nostra storia, una storia vissuta e provata da mille situazioni; poi, quello che mi piace moltissimo sono le tradizioni roglianesi, i detti antichi e le “fiuette”.

Complimenti vivissimi, cercate insomma di tenere accesa quella piccola fiammella che non solo illumina la nostra bella Italia, ma anche il cuore di chi vive lontano.

Buona fortuna!
Intervista realizzata nel 1998 a Toronto e pubblicata
sul numero Luglio/Agosto ‘98 de La Voce del Savuto
 
Vincenzo Marasco sfoglia uno dei primi numeri de La Voce del Savuto. Insieme a lui, nella foto,
un gruppo di parenti e amici canadesi, italo-canadesi e roglianesi
Ultimo aggiornamento ( marted́ 23 agosto 2011 )
 
 
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