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La Voce del Savuto

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I funghi, un'importante ricchezza da non sottovalutare
sabato 03 settembre 2011
funghi.jpgdi Fiore Sansalone
Il fungo, prelibato dono della natura, noto sin da tempi remoti, è conosciuto addirittura dagli uomini delle caverne. Presente nelle mense di Egiziani e Babilonesi, i romani ne ricavavano dei piatti fantasiosi nei loro ricchi banchetti. Dai libri di storia apprendiamo che l’imperatore Claudio fu un golosissimo dell’ovulo (l’Amanita cesarea, nome degno dei cesari).
Il gusto e la prelibatezza dell’ovulo fu oggetto di un ode del poeta romano Sabino. Diciamo che nell’antica Roma l’ovulo era considerato un “cibo da re” come ci ricorda Guido Stecchi. Nella ricca e sterminata letteratura fungina, c’è da ricordare personaggi famosi vittime dei funghi.
Con le prime piogge settembrine, nelle pinete dell’altopiano silano e per i querceti e i castagneti collinari fanno la loro prima apparizione i prelibati funghi. Dappertutto è un via vai di gente che muniti di “grastelli” e capienti panieri vanno alla ricerca del prelibato prodotto, dispensa indispensabile per l’imminente stagione invernale. Centinaia le specie fungine che crescono nella nostra regione, questo grazie alla ricca vegetazione arborea e al clima ideale del mediterraneo.
Raccogliere funghi ha un fascino del tutto particolare ed è ormai entrato a far parte della cultura della nostra gente. Se da una parte il fungo, per la sua prelibatezza, esercita un forte richiamo, dall’altra vi è una certa prudenza ed attenzione da parte delle persone nel raccogliere e scegliere il prodotto commestibile da quello non commestibile: infatti alcune di queste specie sono velenosissime ed in alcuni casi mortali. Pertanto il calabrese è molto attento nel raccoglierli; recita un vecchio detto : “chine mora de li fungi, ammazzatu chine ‘u chiangia”. Nessun compianto dunque e nessuna giustificazione per una morte causata da funghi velenosi. E’ consigliabile quindi andare sul sicuro anche perché altri tipi di funghi non mancano, grazie a madre natura che nella nostra bella terra ne fa crescere in abbondanza. Diciamo dunque che il saggio calabrese si mantiene fedele alla tradizione e fornisce la dispensa invernale del buon prodotto.
Con l’arrivo delle prime piogge autunnali centinaia di persone battono in lungo ed in largo i suggestivi boschi di Calabria e quasi a gara vanno alla ricerca del prelibato dono. Tra le specie più ricercate ricordiamo: il porcino comune “sillu” (boletus edulis), il più noto e uno dei più apprezzati funghi mangerecci: vive nei boschi di conifere e di latifoglie, in modo particolare sotto le querce, i castagneti e i faggi; fa la sua prima comparsa in primavera e ricompare in abbondanza nei mesi autunnali. Ricercato e molto prelibato l’ovolo (Amanita caesarea) in gergo “vuita”; vive sporadico nei boschi soleggiati di latifoglie, querceti e castagneti: è uno tra i più prelibati funghi commestibili noto da tempi remoti e presente nei banchetti ai tempi dei romani. La mazza da tamburo (macrolepiota procera) fungo alquanto vistoso per le dimensioni ragguardevoli che può raggiungere; vive nei campi, nei prati, nei pascoli, nelle radure dove compare dall’estate all’autunno; un fungo molto prelibato del quale si utilizzano i soli cappelli, si preferisce fritto o ancora meglio alla graticola. Molto ricercato “’u rusitu” (Lactarius deliciosus), fungo noto fin dai tempi antichi, in auge presso i romani, vive nei boschi di conifere fino al tardo autunno, ottimo cucinato alla graticola. Il Gallinaccio (Cantaarellus Cibarius) uno dei più noti funghi mangerecci, vive in tutti i boschi sino al tardo autunno.
La Calabria è ai primi posti in Italia per la produzione del delizioso frutto che, per la sua squisitezza ed il suo profumo inconfondibile è richiesto da molte parti della penisola. Un’industria fiorente ed abbastanza remunerativa che ha fatto la fortuna di molti ricercatori calabresi, un’importante ricchezza dunque da non sottovalutare. Nella nostra zona alcuni privati hanno organizzato modeste fabbrichette per lo più a conduzione familiare risolvendo in molti casi il dramma della disoccupazione. 
 
 
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