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Rogliano. Il sindaco Gallo: «Non si giochi con il 'S. Barbara'»
martedì 20 settembre 2011
«Le recenti dgiuseppe_gallo.jpgichiarazioni del Direttore Generale Gangemi circa un utilizzo del S. Barbara solo per post acuzie e riabilitazione, ci lasciano fortemente perplessi. Intanto, l’impegno che Gangemi ha assunto con me nell’ultimo incontro tenutosi a Cosenza, è che una volta firmato il decreto regionale che sancisce la permanenza del S. Barbara nell’Azienda Ospedaliera, avremmo dovuto incontrarci per concertare le funzioni da attribuire alla struttura roglianese nell’atto aziendale. 
Mi auguro che il Direttore Generale mantenga questo impegno e ci si possa incontrare per un confronto nel merito, posto che il Decreto deve solo sancire la permanenza del S. Barbara nell’A.O. nell’invarianza dei costi come peraltro raccomandato dal Presidente della Commissione parlamentare sugli Errori Sanitari, On. Leoluca Orlando, in una missiva inviata al Presidente Scopelliti, posizione ribadita ed inclusa nella Relazione approvata dal Parlamento nel mese di luglio scorso. Dico questo perché se il Decreto dovesse, al contrario, prevedere aggiunta di spese e richieste di nuovi posti letto, è evidente che la sua modifica verrà fatta solo per essere bocciata al Tavolo Massicci.
Io chiedo che con il S. Barbara non si giochi e che si abbandonino idee dirette al suo smantellamento. Non serve a nulla e soprattutto ai cittadini mantenere il s. Barbara nell’Azienda Ospedaliera senza una sua missione che possa continuare a dare risposte di buona sanità come sin’ora ha fatto. Si stanno assumendo una gravissima responsabilità coloro che in queste ore a Rogliano, in incontri più o meno clandestini, avallano scelte che sanciscono la fine del nostro Ospedale. Per fortuna è vicina allo zero e destinata a fallire, quella schiera politica locale che attraverso il losco tentativo di coinvolgimento del personale ospedaliero e di pezzi della società civile, sta vendendo il Santa Barbara e cerca proseliti per una morte camuffata del nosocomio roglianese. Una cosa è certa: una volta firmato il Decreto la palla passa alla Direzione Generale che non potrà più accampare scuse di competenze e che dovrà confrontarsi con le istituzioni locali e con le forze sociali che in questi mesi stanno lottando per salvare una struttura fondamentale per il nostro comprensorio e che potrebbe diventare fondamentale anche per Cosenza se si guardasse ad essa nella sola ottica di migliorare i livelli di assistenza e non per interessi politici».
Ultimo aggiornamento ( martedì 20 settembre 2011 )
 
 
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