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Il simbolismo nell'iconografia di Maria SS. Mediatrice
sabato 14 gennaio 2012
maria ausiliatrice.gifdi Carmen Stillitano
L’arte visiva è stata sempre presente fin dalle origini della fede cristiana per evocare, nella logica del segno, il mistero rappresentato. Ciò che con la scrittura si coglie attraverso la parola, nell’immagine è lo sguardo che, tramite la contemplazione, “assorbe” forme e colori.

Nelle rappresentazioni iconografiche di Maria si concentrano e si uniscono realtà e simbolo, fede e religione, arte e teologia. Complessi significati carichi di storia e d’interpretazioni delimitano la sua globalità e la sua complementarietà. Per arrivare a sfiorare il Suo mistero si apre davanti a noi, un ventaglio di strade riconducibili tutte ad una corsia preferenziale: Cristo.
Il termine “μεσιτες” (intermediario, mediatore) che ha valore assoluto soltanto se riferito a Cristo - unico mediatore tra Dio e l’uomo - in Maria, assume un senso relativo e subordinato. E’ la mediazione di una Madre che si unisce all'offerta Redentrice di Cristo per la salvezza universale e che riceve una missione di cooperazione materna alla diffusione della Grazia.
Mediatrice davanti al Mediatore. Maria ha esercitato la mediazione materna già in terra santificando Giovanni Battista nel seno d’Elisabetta ed anche a Cana, il Figlio, ha realizzato il Suo primo miracolo per richiesta della Madre. Che cosa potrebbe negare Gesù a colei che Lo ha generato e Lo ha portato in grembo per nove mesi, e gli è stata sempre vicino, da Nazareth fino alla Sua morte in croce?
Papa Leone XIII c’insegna: «Nulla ci può essere comunicato dell’immenso tesoro della Grazia di Cristo […] se non per mezzo di Maria. Di modo che, come nessuno può accostarsi al Padre Supremo, se non per mezzo del Figlio, così ordinariamente nessuno può accostarsi a Cristo, se non per mezzo di sua Madre».
Il Concilio Vaticano II non ne ha proclamato il dogma ma ha espresso i princìpi sui quali si fonda. Maria è Mediatrice di Grazia perché è “Madre di misericordia” ed intercede per gli uomini presso il figlio. S. Efrem, diacono e teologo della tradizione siriana, è stato uno dei Suoi più grandi cantori, e già nel 300, la invocava “Mediatrice”.

“Mia Santissima Signora
Madre di Dio
Tu, il canale di tutti i beni
la Regina di tutte le cose dopo la SS Trinità,
la Mediatrice del mondo presso il Mediatore (Gesù)
Tu il ponte misterioso che lega la terra al cielo…”

A Collevalenza, frazione del comune di Todi (PG), nelle mistiche colline dell’Umbria, sorge un moderno santuario dedicato a “Gesù Amore Misericordioso”. E’ nella sua basilica che si trova il grande quadro (m.6x3) del quale il santino della foto ne è la riproduzione. Il dipinto è opera dell’artista contemporaneo, Elis Romagnoli nato a Morrovalle (MC) nel 1925 e morto nel 2006. Egli, pervaso da un irrequieto spirito artistico, dotato di un’elevata sensibilità espressiva, ha sentito i richiami di una profonda spiritualità che ha tradotto nelle sue tele che riflettono la sua francescana genuinità.
La figura di Maria Mediatrice è ricca di simboli biblici che non sfuggono allo sguardo dell’osservatore attento che si pone con stupore davanti a questo dipinto/santino.
Ella sorge maestosa sul globo terrestre circondato da nubi per portare la luce nel mondo. La potenza di Dio trionfa sulla morte e Maria, nuova Eva, schiaccia la testa del serpente, simbolo del male, trattenendo con il piede la falce di luna segno di mutevolezza e di rinnovo. Dietro di Lei l’arcobaleno, che sta ad indicare l’alleanza tra Dio e gli uomini, è il segno profetico di una promessa di salvezza mentre, lo Spirito Santo, aleggia sul Suo capo sotto le sembianze di una nivea colomba. La corona, premio celeste per una vita posta al servizio di Dio, Le copre il capo rivestito da una veletta bianca. Indossa un mantello azzurro segno della Sua maternità, spiritualità e trascendenza, e una veste rossa come ad indicare che Ella è preservata da ogni contagio di colpa. Le braccia aperte nell’estensione più ampia hanno lo stesso atteggiamento orante del sacerdote che presenta a Dio le suppliche dell’umanità. Ella, ostensorio vivente, porta sul petto, nella coppa del giglio dal lungo stelo, il pane della vita, l’Ostia. Funzione materna quella di Maria verso gli uomini che, non oscura né diminuisce l’assoluta “mediazione” di Cristo ma, ne dimostra l’efficacia.
 
http://www.collezionaresantini.com
Ultimo aggiornamento ( sabato 14 gennaio 2012 )
 
 
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