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Rogliano / "Sull'altopiano", il libro di Santo Spadafora e Massimo Veltri al Tea letterario
luned́ 20 maggio 2013
altopiano.jpgPresso la Casa delle Culture di Rogliano è stato presentato il libro di Santo Spadafora e di Massimo Veltri dal titolo "Sull'altopiano", edito da "cittàcalabriaedizioni" nel luglio del 2012. Ha introdotto i lavori, alla presenza d'un pubblico attento ed interessato, il dott. Antonio Simarco (nella foto), Assessore al Comune di Rogliano, il quale ha ringraziato i presenti tutti e gli autori del lavoro ed ha proposto la lettura di alcuni passi del libro.
Sul testo ha relazionato il professore Eugenio Maria Gallo che, nel delinearne le coordinate di fondo, ha rinvenuto il tema portante del lavoro nel "nostos", cioè nel ritorno, «un ritorno - ha detto - che si svolge sul doppio filo della realtà e della memoria, dei luoghi della natura e di quelli dell'anima. C'è, infatti, in queste pagine, - ha sottolineato ancora - un forte connubio fra realtà e memoria, fra natura e anima, un connubio che fa sì che villaggi, spazi, laghi, case, cielo stellato o illuminato dal sole esercitino un fascino irresistibile per il cuore dell'uomo, come per quello degli autori di questo libro, un fascino che rende sempre più stringente l'esigenza del ritorno». Ed è proprio per questo, nonché per il proprio fascino e per la propria forte ascendenza che «i luoghi dell'altopiano, - ha affermato ancora il prof. Gallo - luoghi dell'adolescenza, della gioventù e dell'età adulta, assumono, in Santo Spada-fora e in Massimo Veltri, la misura d'una dimensione essenziale e profonda, una dimensione esistenziale, la dimensione del paese».
Subito dopo la parola è passata agli autori. È intervenuto per primo il dott.  Santo Spadafora, che presentando delle foto dei luoghi dell'altopiano, ha sottolineato che la Sila «è un dono della natura». Nel corso del proprio intervento il dott. Spadafora ha evidenziato la differenza, per raggiungere l'altopiano, fra il vecchio percorso e quello nuovo. Quest'ultimo è, senz'altro, più rapido ed agevole, mentre quello antico aveva le caratteristiche e la misura d'un vero e proprio viaggio. Ha preso, quindi, la parola il prof: Massimo Veltri che ha voluto sotto lineare che il libro, come detto nella prefazione dal prof. L. M. Satriani, «è un atto d'amore». «È un amore maturo - ha affermato il professore Veltri - un atto d'amore verso una parte di noi stessi, verso una parte della Calabria, verso una parte della storia». Da questo nasce ed è nato il bisogno di risalire alle radici. Poi, commentando una serie di fotografie, ha aggiunto che il «libro ha una sua specificità: è un mettersi a metà strada fra saggistica e narrativa». E, a dire il vero, stando alle parole del professore Gallo, che ne propone le pagine come «pagine scritte in una prosa fresca e piacevole, sostenuta da un velo di fiaba e da un senso mitico», appare evidente che il testo si offre alla lettura con la fluidità con cui si propone la lettura d'un testo di narrativa. Nel corso della serata, conclusa con tè e con pasticcini, sono stati eseguiti due brani musicali dal giovane Roberto Maguzia.
Ultimo aggiornamento ( luned́ 20 maggio 2013 )
 
 
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