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La Voce del Savuto

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Grimaldi, Santa Lucerna, un tuffo nel passato
martedì 26 gennaio 2016
 
santa lucerna.jpg
 di Aldo Vetere
Nell'affrontare il tema sento frenetico il richiamo di due odi poetiche: quella famosa di Leopardi "il naufragar m'è dolce in questo mare" e quella non meno suggestiva del Pascoli nel dilemma appassionato "mi ride il cuore o piange al ricordo del paesaggio tanto amato".
 
Un fremito d'emozione, una tenera sensazione, mi colgono dopo avere costeggiato la piccola altura dove sorgevano maestosi e solenni i pini di Don Bruno, che erano alle pendici del Monte dove si spaziava il pianoro che ne costituisce la base e dove si ergeva il primo tratto della scalata alla cima di Santa Lucerna.
Ma erano i personaggi che hanno animato ed espresso il fascino della montagna i naturali riferimenti del commosso ricordo del passato: il brio poetico e fattivo di Vincenzo Falcone, l'imprenditoria terriera dell'intrepido e tenace Romeo Cuzzetto, la propulsione da pionere del lavoro premiale all'estero di Fedele Vecchio, la bonomia accattivante e signorile di Pietro Miccoli, la struggente passione per la montagna di Pietro Nucci, un insieme che manifestava la partecipazione affettiva alla natura con uno slancio ed un attaccamento degno di nota.
Ma l'attrazione più struggente, sotto il profilo naturalistico, erano i massi, luccicanti e fulgenti al tiepido sole d'Aprile ed infuocati e folgoranti durante la calura estiva, attingendo i quali, attraverso sbalzi e passaggi tortuosi, si accedeva pian piano alla cima del monte.
In mezzo ai varchi sassosi si apriva il rifugio estivo di Antonio Rose, costituito da un'apertura il cui ingresso era assicurato da un grosso masso simile a quello che chiudeva la caverna di Polifemo. Dalla cima del monte lo sguardo spaziava sul lussureggiante verde dei pianori sottostanti, che coprivano ogni aspetto di vita fino ai margini del mare Tirreno, di cui si intravedevano il luccichio ed il flusso delle onde, specialmente nella stagione estiva.
Dall'alto, ciascuno si sentiva inavvertitamente il padrone del mondo poiché si assimilava, nella conseguita scalata alla cima, il senso della conquista, con il medesimo slancio del giovane rappresentato nella celebre ode l'Excelsior del Grande poeta inglese. E inoltre la commozione folgorava l'ascesa, nel pensiero che la conquista della vetta rappresentava il culmine del desiderio umano, tradotto in verità sostanziale dalla finalità della scelta dell'alto per esprimere il Credo religioso e la potenza umana: basti pensare al Monte del Sinai, all'Olimpo pagano, alla Montagna della Beatitudine, alle alture del Santo Vescovo d'Ippona, che professava la sua fede e il suo magistero, alle Montagne del Petrarca e del Tasso, che componevano i messaggi poetici ispirandosi, come fonte perenne, all'Alto del Cielo.
Ma lo scenario più esaltante del sito fascinoso era contraddistinto dal carattere della spiritualità. Narra la credenza popolare che, ai piedi della Montagna, era stata eretta una Porziuncola con massi accatastati senza legami di malta, e con l'entroterra un vano dove trascorreva la vita un uomo solitario. Era uno di quegli eremiti non investiti della funzione da un ordine religioso o da un settore conventuale, che avevano scelto la vita solitaria ed appartata per dedicarsi alla preghiera e alla meditazione. Viveva delle poche risorse che gli fornivano i pastori, dei prodotti della terra che accumulava per assicurare i suoi alimentari bisogni nella stagione invernale, e di parte del parco cibo che portavano dietro i contadini che si recavano dal paese sulla terra da lavorare. Era ammantato da pelli legate tra loro che servivano non solo per coprire le nude spalle ma anche come copertura per la notte, che assicurava il riposo sulla paglia.
Con la voce rauca ed orante, che si spandeva nella valle, recitava l'Ave che veniva ripetuta dai contadini credenti che si ergevano dritti dalla terra su cui erano curvi, per recitare a loro volta la preghiera. Era questo un messaggio di pace e d'amore. Possa il Signore, con lo stesso proposito e la stessa passione, illuminare il nostro cammino sulla via della Verità, animati dalla Fede della natura e dagli alti valori umani. 
Nella foto, uno scorcio del monte "Santa Lucerna"
Ultimo aggiornamento ( martedì 26 gennaio 2016 )
 
 
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