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La Voce del Savuto

Monday
May 01st
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TRADIZIONI RELIGIOSE / 'U VENNARI SANTU
giovedý 13 aprile 2017
cristo crocefisso.jpg
di Fiore Sansalone
Nel triste giorno del Venerdì Santo, le donne non riordinano la casa, non rifanno i letti ed evitano di pettinarsi manifestando così la loro partecipazione alle sofferenze del Cristo e al dolore della Madonna.
Alle prime luci dell’alba il sagrestano, a suon di “troccula”, sveglia l’intero paese per annunciare ai fedeli la cerimonia più attesa della Settimana Santa: la processione del Cristo crocifisso sta per rinnovarsi in tutta la sua drammaticità! Quel suono lugubre si spande in poco tempo per tutto il paese e nelle vicine contrade; la gente, mesta e rattristata, accorre in chiesa a pregare dinanzi alla statua dell’Addolorata e a quella del figlio crocifisso.
Intanto continuano le visite ai Sepolcri in attesa della processione.
Da ogni angolo del paese e dalle campagne vicine la gente giunge numerosa e per le vie si snoda lentamente il lungo corteo processionale; la folla imponente, con nenie e preghiere solenni, venera il Gesù crocifisso con profonda e commovente spiritualità.
Dietro, alta, solenne, dal vestito nero dorato, con il fazzoletto bianco ricamato alla punta delle dita e col velo nero, senza la corona, si scorge l’Addolorata dal viso cereo e dagli occhi grandi e spaventati dal dolore, portata dalle donne, che mai si stancano di ripetere i canti della passione, come  a pingere con Lei.
La cerimonia religiosa termina in chiesa con la predica del parroco. Si conclude così, nella preghiera e nel silenzio più assoluto, quel mistico clima del Venerdì Santo.
Ultimo aggiornamento ( giovedý 13 aprile 2017 )
 
 
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