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La Voce del Savuto

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Smarrisce la sua gattina e la ritrova nel giorno di Pasqua
giovedý 10 aprile 2008

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ROGLIANO – Immaginate per una persona sola cosa può significare la compagnia e l’affetto di un animale domestico. Immaginate il dolore di perdere questo legame e di ripiombare nella più totale solitudine. E’ quello che è successo ad una signora di Rogliano.

L’incontro tra Antonietta e Serafina - E’ il mese di settembre del 2007. La signora Antonietta Rota (nella foto), è come sempre sola in casa, nel pieno centro storico di Rogliano. A distrarla dalle faccende domestiche è il vociare di alcuni bambini che inseguono un gattino trovato a rovistare nei bidoni della spazzatura. Antonietta scende in strada e si innamora subito di quell’esserino spaurito in cerca di cibo. Lo accoglie in casa e scopre che si tratta di una gattina alla quale da il nome di Serafina. Antonietta e Serafina iniziano così a condividere le lunghe giornate invernali di totale solitudine.
Il distacco - Il 14 febbraio del 2008 una brutta influenza costringe a letto Antonietta. Serafina esce per fare un giro nei dintorni, dopo qualche minuto ritorna. Miagola impaziente dietro la porta. Vuole entrare. Antonietta corre ad aprire, ma non trova più traccia della gattina. Un intero vicinato si mobilita alla ricerca di Serafina, anche gli operatori ecologici la cercano, ma tutto risulta essere inutile. Serafina non si trova.  
Il ritrovamento - Domenica 23 marzo è il giorno di Pasqua. Sono all’incirca le ore 17.00, quando Antonietta passeggia tranquillamente lungo la periferia roglianese nei dintorni dell’ospedale Santa Barbara. In prossimità della statua di San Pio sente un miagolio. Si gira. Una gattina le corre incontro. E’ proprio Serafina. Antonietta visibilmente commossa dopo 49 giorni di ricerche la prende subito in braccio. Serafina ha chiaramente vissuto fuori e deve avere girovagato a lungo: è dimagrita. Immediatamente viene portata a casa per essere accudita.
L’appello di Antonietta – Antonietta vive da sola, lo abbiamo già scritto. Non ha una situazione economica serena. Ogni giorno pranza alla mensa messa a disposizione dal comune. «Nonostante vivo di elemosina – ci racconta - sono una persona felice. Alla mensa sono bene accolta. La signora Palmina prepara dei pranzi squisiti. Consiglio a tutte le persone sole di dare il proprio affetto ad un animale perché non può esserci migliore compagnia». Antonietta recentemente ha perso il proprio telefono cellulare. Auspichiamo che qualcuno tra i nostri lettori leggendo la sua storia possa darle una nuova gioia regalandole un telefonino, anche usato. Non importa.

                                                                                 Francesca Gabriele                                                                                 

Ultimo aggiornamento ( giovedý 10 aprile 2008 )
 
 
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