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La Voce del Savuto

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Aiutiamo il piccolo Riccardo Pio
giovedì 10 gennaio 2008
Ho subito un trauma alla nascita e all’età di cinque mesi mi è stata diagnosticata la sindrome di West (una malattia rara). Ho tre anni e sette mesi, non parlo, non cammino, non reggo la testa e la mia mamma mi alimenta con un sondino. Ho bisogno del vostro aiuto, confido in voi tutti”. Inizia così il blog (http://riccardopio.blog.tiscali.it) di Riccardo Pio d’Avanzo, un bambino di tre anni, che ha bisogno della nostra solidarietà.  Questo che mi accingo a scrivere non è un articolo qualsiasi. E ‘ un appello che a nome mio,del mio direttore, Fiore Sansalone, e di tutti i colleghi, faccio a voi numerosi lettori de “La Voce Del Savuto”.

Aiutiamo questo piccolo eroe, a curarsi. Questo che mi accingo a scrivere non è un articolo nel quale parlo da cronista. E’ un articolo nel quale parlo da mamma. E’ un articolo che vuole arrivare al cuore di quanti leggete il nostro giornale o visitate il nostro sito web. E’ un articolo nel quale i protagonisti Riccardo Pio e la sua mamma sono parte di un dramma. Riccardo, ha poco più di tre anni. Vive a Spezzano Sila.  Alla nascita ha subito un trauma. Un trauma che per essere compreso fino in fondo, deve essere raccontato da mamma Giulia, colei che ogni giorno combatte insieme a papà Franco per il suo piccolo, colei che per nove mesi ha portato in grembo la sua creatura. La sua prima maternità. L’esperienza più bella e completa per una donna. “All'età di 5 mesi a Riccardo è stata diagnosticata la Sindrome di West una malattia che colpisce un bambino ogni 150.000 che porta ritardo mentale e psicomotorio. E’ terribile quello che stiamo vivendo, vedere un figlio che non cammina, non sentire la sua voce chiamarti. In gravidanza era tutto perfetto, lui stava bene, si muoveva. Non dimenticherò mai, quando un giorno( ero al sesto mese di gravidanza) durante un’ecografia, sembrava ci facesse ciao con la manina e poi la mise vicino l'orecchio. I 9 mesi di gravidanza, sono stati i più belli della mia vita. Chi si poteva immaginare che tutto sarebbe cambiato totalmente.
Non mi dispiace sacrificarmi per il mio tesoro, darei la vista dei miei
occhi se servisse anche solo a dimezzare i problemi che ha. Sono stata sempre sfortunata. _Non ho avuto una vita tanto facile e quando mi accorsi di essere in dolce attesa credevo che finalmente fosse uscito il sole anche per me e invece il giorno che doveva essere il più bello della mia vita, è stato il più doloroso. Riccardino, non ho avuto neanche la gioia di tenerlo tra le braccia alla nascita, perchè fu trasferito presso un'altro ospedale, distante 50 chilometri dal mio. Vidi mio figlio dopo 3 giorni: era in un’incubatrice pieno di tubi e aghi. Era in coma farmacologico. Lo stesso giorno che lo vidi, il primario ci disse che era gravissimo e, che secondo loro non ce l'avrebbe fatta a vivere. Non vi dico il dolore. Fino ad oggi il piccolo Ricky ha vinto tante battaglie. Lui è un piccolo grande guerriero. Ora speriamo solo che chi legge, ci aiuti”.  Riccardino ha una speranza. “Abbiamo trovato un ottimo centro riabilitativo dove trattano i bimbi come mio figlio con l'ossigenoterapia oltre che alla fisioterapia, una tecnica che qui in Italia non tratta nessuno. Questo centro l'ho trovato navigando su internet per mesi. Anche il pediatra di Riccardo, il dottor Raffaele Bartolomeo è d'accordo, perchè dice che da questo tipo di terapia può trarre diversi benefici. Questo centro si trova negli Stati Uniti, altri bimbi come mio figlio sono riusciti a camminare e a parlare. Ad una bimba, dopo 4 mesi di terapia i medici, hanno detto ai genitori, che la loro piccola, non aveva più bisogno del sondino per alimentarsi. Sarebbe un miracolo per me. Questa terapia è molto costosa.  Mio figlio dovrebbe fare circa 3 anni di questo tipo di riabilitazione. Ogni anno verrebbe a costare circa 300.000 euro. Chiedo aiuto a tutti voi. Aiutate un bimbo a scoprire cosa si prova a vivere. Mio figlio non lo sa.  Conosce solo la sofferenza”.

                                                       FRANCESCA GABRIELE
 

 
 
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