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La Voce del Savuto

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La maestra Lina Nucci ricorda la povera Fabrizia
venerd́ 13 giugno 2008

di Antonietta Malito

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MALITO - «Carissima Franca, carissimi fratelli e sorelle, sento il bisogno di esprimervi tutta la mia solidarietà in questo momento così tragico ed assurdo che ha coinvolto anche me».

Così comincia la lettera che la professoressa Lina Nucci ha inviato in questi ultimi giorni ai familiari di Fabrizia Germanese, l’agente di polizia penitenziaria di 44 anni, che in seguito all’arresto per possesso di droga si è tolta la vita in una cella del carcere di Castrovillari dove era stata rinchiusa.

Lina Nucci, che è stata un’insegnante di Fabrizia, e che quindi l’ha conosciuta fin da quando era bambina, ha avvertito forte il desiderio di esprimere la sua vicinanza e il suo affetto a questa famiglia travolta da una vicenda tragica ed inimmaginabile. «Vi voglio dire – si legge di seguito nella missiva - che niente potrà mai cambiare idea sulla stima e l’affetto che nutrivo per Fabrizia, ragazza perbene, alunna zelante, responsabile ed educata, come tutti voi di famiglia». Del resto, il pensiero della professoressa Nucci rispecchia quello di tanti che hanno avuto modo di conoscere e frequentare Fabrizia Germanese, una donna riservata e molto dedita al suo lavoro che svolgeva con passione, una donna appartenente ad una famiglia molto stimata a Malito, il comune in cui viveva da sola. Neanche la sua ex insegnante sa spiegarsi il perché di un simile epilogo e ritiene che la morte tragica ed improvvisa di Fabrizia sia da attribuire alla perdita dei valori, capisaldi della società di un tempo. «È stata una vittima sacrificale del cambiamento dei tempi - sostiene Lina Nucci - dei valori tradizionali scaduti e non ancora sostituiti. Sappiamo bene – conclude l’insegnante - che tale cambiamento non si evolve mai indolore, è come una calamità, la cui voracità punta sulle anime sensibili ed ingoia le persone migliori, senza riguardo alcuno».Sull’intera vicenda che ha investito l’ex agente di polizia penitenziaria e sulla sua morte si sta indagando. Intanto, la piccola comunità di Malito si domanda ancora incredula come tutto ciò possa essere avvenuto e continua a manifestare la propria vicinanza ad una famiglia straziata dal dolore.

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 13 giugno 2008 )
 
 
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