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La Voce del Savuto

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Sanità, la Commissione chiama i manager
lunedì 16 giugno 2008

di Francesca Gabriele

Nella foto, il manager Cesare Pelaia
Nella foto, il manager Cesare Pelaia
Saranno ascoltati il prossimo 19 giugno, alle ore 11, dalla terza Commissione sanità e servizi sociali i direttori delle Asp (Aziende sanitarie provinciali), delle Asl e dell’Ao (Aziende ospedaliere).

Un confronto importantissimo. In tale sede è certa la presenza di Franco Petramala (Asp) e di Cesare Pelaia (Ao). Una situazione particolare quella dei due manager cosentini: la proposta di Psr vorrebbe fare rientrare l’ospedale Santa Barbara di Rogliano nella Asp, mentre un Atto aziendale chiede nero su bianco la permanenza del presidio sanitario roglianese all’interno dell’Azienda ospedaliera di Cosenza insieme all’Annunziata e al Mariano Santo.

Intanto, l’assessore alla salute Vincenzo Spaziante ha reso noto di volere essere presente a tutte le riunioni della Commissione, audizioni comprese. Per la prima volta, l’onorevole Nicola Adamo (capogruppo de L’Unione in consiglio regionale) sarà relatore di un disegno di  legge: proprio quello che fa riferimento al Psr.

RELAZIONE DELL’ASSESSORE ALLA SALUTE VINCENZO SPAZIANTE

«La rilevanza del Piano sanitario regionale è dovuta essenzialmente alla necessità di predisporre una riforma della sanità che risponda concretamente alla messa in discussione della stabilità ed alla delicatezza dell’intero comparto, in particolare riguardo le risorse finanziarie e, quindi, la capacità della Regione di mantenere a sè il governo della sanità, evidenzia che tra il finire del 2007 e l’inizio del 2008 è stato predisposto un Piano di rientro dei disavanzi accumulati negli anni tra il 2001 ed il 2006, attraverso l’esibizione di una situazione di disavanzo altalenante ( con tanto di indicazione dei criteri di copertura) che al tavolo di verifica si è dimostrato maggiore, rispetto a quello prospettato. Alla luce di ciò, informa che dopo tre mesi di verifiche è stata inviata alla Regione Calabria una lettera a firma dei due Ministri competenti (Sanità e d Economia) che rilevava tutti i disavanzi scoperti, mettendo soprattutto in discussione l’affidabilità dell’intero sistema sanitario e l’attendibilità delle certificazioni del disavanzo. Riferisce, quindi, che nella stessa lettera veniva annunciata la nomina di un advisor, scelto dal Governo nazionale, incaricato di verificare la stabilità del sistema amministrativo contabile ed il reale disavanzo economico. Riferisce, poi, ai consiglieri che ad oggi non è giunta alcuna indicazione circa l’advisor, ma che la Giunta regionale ha, comunque, conferito ad un soggetto tutore il compito di svolgere tutte le attività preliminari che potrebbero favorire l’attività dell’advisor, qualora venisse nominato, chiarendo che esigenza primaria è avere consapevolezza del reale disavanzo e delle capacità di copertura dello stesso. A suo dire, quindi, le azioni ad oggi intraprese consentiranno di collaborare con l’advisor, in un contesto delicato e poco chiaro che non consente una quantificazione precisa dei disavanzi, stante che le verifiche stanno avendo luogo per singola azienda. Ricordate le difficoltà della sanità nella Regione Lazio che è vicina al commissariamento esterno del comparto, auspica un epilogo differente per la Calabria, spiegando che molte delle azioni inserite nel bilancio 2008 sono mirate alla riappropriazione del sistema sanitario prima che lo stesso giunga ad una situazione di irreversibile ingovernabilità. Riferisce, anche, che il Piano sanitario, licenziato dalla Giunta regionale nel dicembre 2007, rappresenta un elemento fondamentale per la stesura del Piano di rientro concordato con i ministeri competenti, e che lo stesso ha consentito alla Regione Calabria di ottenere un forte credito da due agenzie di rating internazionali che hanno espresso forte apprezzamento per il documento che consentirà una razionalizzazione della spesa ed un contenimento della stessa. Informati i consiglieri che alcune misure contenute nel Piano di rientro sarebbero di difficile applicazione senza l’approvazione del Piano sanitario regionale che giudica vitale per l’autonomia sanitaria della Calabria, ricorda che le problematiche del sistema sanitario calabrese sono da ascrivere al sistema nel suo complesso, dalle sue origini ad oggi. Afferma, quindi, che, nonostante le notevoli difficoltà economiche connesse al documento, il Piano non prevede restrizioni o riduzioni in termini assistenziali ma interventi mirati a risolvere le evidenti inefficienze e disfunzionalità di un intero comparto. Sostiene, dunque, come esistano dei problemi di natura tecnico politica che si scontrano con obiettive difficoltà, la cui risoluzione richiede una disponibilità ed un consenso politico elevatissimo che consideri le differenti realtà locali con i relativi bisogni. In particolare riferisce come, ad esempio, sia elevato in alcune strutture e territori il rapporto tra il personale dipendente ed i posti letto, rendendosi necessario, da un punto di vista tecnico, un riallineamento tra il personale e le strutture. Riallineamento che però si scontrerebbe, a suo dire, con una sorta di “conforto sociale” rappresentato dalle strutture esistenti in situazioni ad alta marginalità geografica e con la rappresentatività regionale delle strutture sanitarie o solo ambulatoriali in tali zone. Evidenzia, inoltre, come sempre per ragioni di opportunità o di interesse sociale non sia intervenuto nella riduzione del numero di voli dell’elisoccorso a carattere secondario - rappresentato dai trasporti sanitari che non rivestono carattere di urgenza ma di utilità sociale - benché fosse in tendente aumento, stante che, a causa dell’orografia della regione, l’elisoccorso rappresenta un elemento capace di infondere sicurezza nei cittadini».

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE DAMIANO GUAGLIARDI (Prc) . «Afferma che l’impostazione della relazione dell’assessore preoccupante poiché pone un problema legato ai disavanzi: c’è il rischio del commissariamento della sanità in Calabria, ma ritiene che esistano le condizioni per affrontare una discussione vera sullo stato della sanità. Evidenzia che fra i tanti mali della sanità c’è un male che sfugge: ci sono persone assunte senza titoli che svolgono determinate funzioni, e su queste problematiche ritiene necessario dover intervenire; ed ancora individuare i responsabili che negli anni passati davano un quadro positivo del comparto ingannando tutti. In merito all’organizzazione dei lavori, a suo avviso, è necessario conoscere la situazione vera della sanità affinché si possa affrontare la discussione in modo serio».

INTERVENTO DEL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PIETRO AIELLO (Pdl– Fi)

 « Dopo aver ascoltato la relazione dell’assessore, nella quale si evince anche che si sono persi due anni, trova singolare la resistenza a discutere sulla relazione ministeriale. Sottolinea che il Presidente Loiero con una lettera ha chiesto l’intervento forte del Presidente Prodi il quale ha emanato un decreto nominando l’assessore Spaziante Commissario delegato di protezione civile, per cui gli sarebbe bastata una firma per decidere la realizzazione degli ospedali. Ribadita la richiesta discutere prioritariamente della relazione dei commissari governativi, fa rilevare che il Presidente Bova ha sottolineato che una cosa è parlare di organizzazione della sanità, altro è l’insoddisfazione del cittadino dal momento che il sistema non garantisce le prestazioni. Evidenzia che il dato eclatante che emerge è che si può discutere tanto, ma quello che si aspettano i cittadini sono risposte serie e concrete e conclude affermando la necessità di approvare un piano di qualità nei tempi appropriati e senza fretta che certamente non aiuta il cittadino»

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE PINO GENTILE (Pdl – Fi)

«Osservato che dall’andamento del dibattito è emersa la volontà di affrontare seriamente la problematica, invita ad utilizzare il Piano sanitario per ribadire l’esistenza delle regole, nonostante sia consapevole che il documento non possa rappresentare la panacea del sistema sanitario. Giudicata, preoccupata e preoccupante, la relazione dell’assessore, afferma che la minoranza non intende fare né ostruzionismo né strumentalizzazioni, ma contribuire attivamente, auspicando di poter al più presto avere contezza della relazione Riccio/Serra che, a suo avviso, meriterebbe una discussione approfondita in una seduta ad hoc. Evidenziato, quindi, che sarebbe opportuno esaminare le motivazioni per le quali ad un aumento della spesa non è corrisposto un aumento dell’offerta sanitaria, dichiara la propria disponibilità ad apportare le dovute modifiche al documento per addivenire ad una sua approvazione, con un aumento dei controlli ed una particolare attenzione rivolta ai centri di emergenze che dovrebbero essere caratterizzati da efficienza, umanità ed accoglienza, rappresentando il filtro indispensabile per un corretto funzionamento dei reparti ed una riduzione dei ricoveri, contrariamente alle condizioni attuali che spesso non rispondono a criteri di igiene accettabili. Proposto, poi, che si preveda un aumento dei controlli farmaceutici ed una riduzione dei tempi delle liste di attesa che spesso inducono il cittadino a rivolgersi alle strutture private, stigmatizza la volontà diverse volte espressa di voler chiudere alcuni ospedali, invitando i consiglieri ad avere il coraggio di riconvertire le strutture esistenti, migliorando i servizi da offrire ai calabresi, anche attraverso una riqualificazione costante del personale che consentirebbe anche l’utilizzo di macchinari di nuova tecnologia, a suo dire spesso inutilizzati per carenze di personale adeguato al corretto utilizzo. Invita ad una riqualificazione dell’intero settore, con una particolare attenzione rivolta all’emigrazione sanitaria, attraverso processi di razionalizzazione e modernizzazione del sistema sanitario che avvenga anche favorendo i punti di eccellenza già esistenti e la concessione di incentivi che consentano ulteriori miglioramenti dei servizi già offerti. Criticando, infine, la poca disponibilità dei manager la cui audizione è scandita in termini orari rigidi, apprezza la disponibilità al confronto della Giunta regionale che, a suo dire, precedentemente non c’era, auspicando scelte definitive e coraggiose».

INTERVENTO DEL CONSIGLIERE NICOLA ADAMO (Pd)

« Giudicato stimolante l’intervento del consigliere Gentile, soprattutto riguardo alla dichiarata disponibilità ed al sostegno offerto al lavoro della Commissione, afferma di condividere l’impostazione dei lavori, sottolineando che la Commissione dovrà impegnarsi a lavorare sul Piano sanitario con la consapevolezza di dover determinare l’atto che potrebbe essere il più qualificante l’intera legislatura, in riferimento al valore che esso potrebbe rappresentare per l’intera Calabria. Apprezzando la disponibilità di collaborare con la Commissione del Dottor Consoli e ricordato che in conferenza dei Capigruppo è stata manifestata la volontà di approvare il documento entro la fine di luglio, osserva che oggi più che nel passato dicembre (mese in cui è stato approvato dalla Giunta regionale il Piano sanitario) vi è la contezza necessaria per poter affrontare la discussione, alla luce sia della relazione Riccio-Serra, sia dell’imminente nomina degli advisor.Nel merito del provvedimento, preliminarmente ritiene che sia incoerente nominare il documento come Piano sanitario per il 2007/2009, ma che sarebbe innanzitutto auspicabile che il Piano si riferisse addirittura al triennio 2009 – 2011, alla luce dei necessari tempi di attuazione e della coerenza dei tempi di riferimento con quelli di perseguimento degli obiettivi. Invita, dunque, i consiglieri al “coraggio ad osare” abbandonando le logiche che hanno segnato il passato per affrontare con i dovuti mezzi legislativi i cambiamenti radicali della realtà che necessita, invece, di una programmazione efficace e capace di realizzare il desiderio di cambiamento da più parti enunciato, con riguardo sempre allo stato finanziario ed alla compatibilità delle risorse con le modifiche eventualmente da apportare. Auspicando una caratterizzazione del piano attraverso un avvicinamento dei servizi al cittadino, con una logica di deospedalizzazione che consideri anche il recente avviato processo di accorpamento (il cui esito verrà riferito nelle audizioni dai Direttori generali) e ritenendo ci siano le condizioni per razionalizzare e contenere la spesa, favorendo anche nuovi investimenti all’interno dei margini consentiti dalla legge, sostiene che l’organizzazione dei servizi debba avvenire tramite una concezione di rete che consenta una riduzione dei costi e la risoluzione degli squilibri concernenti le risorse umane nelle diverse strutture. A suo dire, è necessario accertare le criticità, puntando ad un esame che vada oltre il singolo presidio ospedaliero, ma abbia riguardo alla qualità dei servizi, anche riguardo al rapporto tra pubblico e privato, evidenziando che il nesso tra programmazione e disponibilità finanziaria è necessario per conferire credibilità al Piano sanitario, attraverso una rimodulazione che non potrà penalizzare le aspirazioni dei cittadini per una sanità che funzioni. Sostiene, quindi, come sia indispensabile avere un quadro finanziario chiaro che consenta di sapere con precisione quali siano le azioni che possono essere intraprese, anche attraverso l’ipotesi di un tetto massimo di spesa per singoli interventi di sistema e con la previsione di norme di indirizzo e orientamento. Riferito, infine, che il “Corriere della sera” ha pubblicato una ricerca per la quale la Regione Calabria non sarebbe la prima per spesa pro capite sanitaria, contrariamente a quanto si immaginava, e premesso di essere favorevole ad una forma di federalismo fiscale solidale che preveda il fondo perequativo, propone di creare una sorta di federalismo economico locale per le aziende sanitarie, attraverso forme di premialità fiscale per i cittadini delle ASP che riescono a contenere la spesa e ricadute fiscali sui territori in cui ciò non avvenga, di modo da instaurare forme di responsabilità nei cittadini che diventerebbero di fatto soggetti controllori dei servizi e degli eventuali sprechi. Ritiene opportuno che la Commissione venga a conoscenza anche del quadro epidemiologico presente sul territorio in modo che gli investimenti vengano orientati anche in considerazione di questo. Afferma che ideologicamente non è contrario alla sanità privata ma che questa partita deve essere valutata approfonditamente in modo da riuscire a premiare il privato che vuole rischiare e a penalizzare il privato che invece tende a speculare senza migliorare il proprio servizio».

FONTE DELLA NOTIZIA: SITO UFFICIALE DELLA REGIONE CALABRIA.

 

 

Ultimo aggiornamento ( lunedì 16 giugno 2008 )
 
 
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