Password dimenticata?
  • Narrow screen resolution
  • Wide screen resolution
  • Auto width resolution
  • Increase font size
  • Decrease font size
  • Default font size
  • default color
  • red color
  • green color

La Voce del Savuto

Saturday
Dec 14th
Home arrow Notizie arrow Storia arrow La solitaria rivoluzione di Mileti
La solitaria rivoluzione di Mileti
giovedý 26 giugno 2008

di Luigi Michele Perri

Image
Continuò in solitudine la “sua” rivoluzione: dopo quella risorgimentale, che lo lasciò deluso, ingaggiò la lotta sociale, che lo logorò sino alla patita decisione del non rassegnato rientro nella sua sfera privata, scelta a cui consegnò la sua tormentata speranza.

Carlo Mileti è considerato “autentica tempra di patriota” (“Dizionario del Risorgimento nazionale”, curato da Michele Rosi, docente alla Regia università di Roma, ed. Vallardi, Milano, 1931), espressione d’una tradizione familiare che con lui chiuse ben tre generazioni di cospirazioni antiborboniche, iniziate con il rivolgimento del 1799 e proseguite, sempre in prima linea, tra patibolari carcerazioni e mortali persecuzioni. Egli nacque a Grimaldi nel 1823. Il padre Costantino, per ben due volte, fu condannato a morte e tre suoi zii paterni furono giustiziati: il vicario capitolare di Nicastro, Carlo, suo omonimo, noto anche per avere favorito la cattura e la condanna capitale, poi eseguita, di Vincenzo Federici, il Capobianco di Altilia, mitico fondatore della Carboneria in Calabria, a seguito di una sua delazione agli intendenti della polizia francese; Raffaele e Pietro, quest’ultimo tra i capi delle barricate napoletane il 15 maggio del 1848 e dei successivi moti in Calabria, che lo lasciarono ucciso nel bagno di sangue della feroce reazione borbonica e decapitato con la esposizione del teschio, conficcato in una picca, per le strade di Cosenza. Lo zio materno, Pasquale Brunetti, arrestato, fu rinchiuso nelle buie e umide segrete di Castel dell’Ovo, a Napoli, carcere dei rei di Stato: ne uscì tanto provato da morirne di lì a poco. Il cugino Pasquale cadde nella battaglia di Milazzo (1860). Carlo Mileti, laureato in legge all’università partenopea, prese parte con lo zio Pietro agli scontri del 15 maggio del ’48. Nel ’51 fu condannato a morte, insieme con altri della stessa setta repubblicana, “col quarto grado di pubblico esempio” (massima sanzione che prevedeva, secondo il codice all’epoca vigente, il “trasporto del condannato nel luogo della esecuzione  e piedi nudi, vestito di nero, con un cartello in petto in cui sia scritto a lettere cubitali: l’uomo empio”). Riuscì a fuggire. Fu prima a Malta, poi a Genova, dove rimase nove anni, partecipando con gli altri esuli alla preparazione della spedizione garibaldina in Sicilia. Strinse rapporti con Agostino Bertani e Mauro Macchi, esponenti della estrema sinistra mazziniana. Fu amico, non sempre acquiescente, dello stesso Mazzini, ma anche di Carlo Pisacane. Garibaldi lo tenne in aperta stima come propugnatore instancabile dei “santi principi del diritto e della coscienza”. A Napoli fu funzionario della dittatura garibaldina. Nel ’63 diresse “Il Popolo d’Italia”, giornale fondato tre anni prima da Mazzini. Dal ’67 in poi si legò a Bakunin, l’agitatore russo, anarchico, fautore della lotta di classe. Nel ’73 fu costretto ad interrompere la pubblicazione del giornale e nell’articolo di commiato dai lettori scrisse:” C’eravamo fatta una ragione della guerra aspra sì, ma logica che ci si è sempre fatta dai legittimisti, dai clericali e dai consorti governativi; non sapevamo però comprendere la guerra occulta e gesuitica, che si faceva da molti che credevamo amici”. Fu consigliere comunale e assessore a Napoli, ma si dimise ben presto. Si sentiva tradito dalla rivoluzione che egli aveva contribuito a fomentare nel sogno di una nuova Italia. Quel sogno, radicalrepubblicano e socialista, rivelatosi impossibile, restò nei suoi pensieri nel ritiro domestico, a Napoli, dove la morte lo colse nel 1892.           

Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Fonte della notizia:Image

Ultimo aggiornamento ( sabato 28 giugno 2008 )
 
 
Benvenuti sul portale de La Voce del Savuto!
 
Entra in Chat                                                         

LA VOCE DEL SAVUTO

IL CALENDARIO DEL SAVUTO