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La Voce del Savuto

Saturday
Dec 14th
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Valle del Savuto: ridiamogli la vita!
domenica 13 luglio 2008
Image di Francesco Altomare
Nell'ascoltare i discorsi di anziani signori che hanno vissuto la giovinezza dalle nostre parti, sembra che, quando parlano dei trascorsi fatti e degli incontri avvenuti nelle campagne (un tempo ben coltivate), vogliano ricreare un'immagine di quei luoghi appartenenti a quella che ora viene comunemente definita “la valle del Savuto", non di un luogo, bensì di un'allegra creatura.
Tutto ciò può sembrare un'esagerazione di quella generazione che ancora oggi tende a raccontarsi come povera ma contenta! Ma la realtà forse non si discosta di molto, se si pensa a quante erano le persone che tutti i giorni attraversavano la vallata, tenendo per la cavezza l'ormai estinto "ciucciarellu", in genere in custodia agli uomini di famiglia, mentre la capra e la pecora, che nella famiglia non potevano certo mancare, erano affidate alle donne. In ogni stagione dell'anno, quasi con ritmo costante, per le viuzze che si diramavano come arterie per tutta la vallata e che davano modo di rag­giungere qualsiasi angolo, la vita correva tranquilla e felice. Le voci delle persone e il richiamo degli animali si mescolavano tra di loro come a formare un coro armonioso dalla dolce e semplice melodia.
Era proprio così! Un tempo la valle del Savuto aveva vita e voce, forse era davvero una creatura felice. Ora invece ci appare nascosta da quel verde primaverile che l'estate inesorabilmente sostituirà col nero bruciato. Certo il cambiamento dei tempi è stato un buon alleato di questo degrado, e, laddove ci sono state delle resistenze, sono state fiaccate da una evidente logica del costo ricavo. Ma alla lunga quell'abbandono delle campagne avvenuto man, mano per le decisioni dei proprietari, a poco alla volta si è trasformato in un grosso disagio per l'ambiente circostante. Alle colture di un tempo, i ripetuti incendi non hanno permesso la sostituzione di alberi che, quanto meno, avrebbero procurato dei vantaggi sia dal punto di vista estetico-panoramico, sia per il mantenimento del terreno stesso.Difatti la periodicità quasi annuale di questi incendi ha permesso solo lo sviluppo di rovi e altri arbusti che a poco hanno conquistato la campagna fino a circondare i centri abitati che a loro volta si sono visti sempre più coinvolti nell'estiva lotta contro il fuoco.
A volte viene spontaneo chiedersi se sia giusto lasciar che gli unici interventi dell’uomo sulla vallata debbano essere quelli di deforestazione o passaggi di linee elettriche e telefoniche sulle quali nessuno si sognerebbe di metterne in discussione l'utilità, ma che sicuramente hanno provocato delle violenze sul naturale uso di una vallata che, per contro, non ha ricevuto nessun intervento utile atto a migliorare una situazione di degrado e di abbandono. Di certo una adeguata viabilità risolverebbe già da sola gran parte dei problemi. Ciò si osserva dal fatto che sono state costruite alcune stradine capaci di permettere il transito a piccoli mezzi agricoli, dando la possibilità ai pro­prietari degli appezzamenti adiacenti di reinserire alcune colture quali viti, ulivi e alberi da frutto; tutto ciò sicuramente senza un gran guadagno, ma solo per appagare affetti mai sopiti nei confronti di questi luoghi, quasi a ridare "quell’importante sostegno" che un tempo a molti permise di colmare i morsi della fame. Ci sarebbe anche la definitiva scongiura degli incendi estivi che di certo comportano un costo sia in termini di imbruttimento ambientale che in ter­mini di interventi  mirati allo scioglimento degli stessi. Ma soprattutto ci sarebbe l'orgoglio di consegnare alle generazioni future una valle del Savuto ancora viva come ci è stata consegnata dai nostri predecessori.
La cosa può e deve interessare sia i Comuni che la Comunità Montana, nonché le organizzazioni ambientali. Certo sporadicamente tutti ne parlano e non poche riunioni sono state indette su questo argomento, ma, oltre che ad una più incisiva volontà e ad una maggiore coordinazione sia nella ricerca che nell'utilizzo dei fondi, bisognerà accorciare i tempi di realizzo di progetti che spesso si dicono già approvati e poi mai realizzati, perché ogni anno che passa va a sommare altre difficoltà e altro degrado.
Bisogna poi pensare che man mano che ci abbandoneranno quelli che ricordano la valle del Savuto viva e rigogliosa, ci si potrà convincere che in realtà non è mai stata diversa da come oggi la vediamo. Certo se il miracolo avvenisse, non sentiremmo più belare capre e pecore come un tempo e il raglio degli asini sarebbe sostituito dal rombo di macchine e motocarri; la "voce" della valle non sarebbe più la stessa ma la vita tornerebbe. Perciò, anche se con voce diversa, ridiamo vita alla valle del Savuto, perché in qualche modo saprà ben ricompensarci anche al di là di quel guadagno economico che tanto ha contribuito alla sua malattia.
Fonte della notizia
La Voce del Savuto in Canada
Ultimo aggiornamento ( venerdì 19 agosto 2011 )
 
 
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