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La Voce del Savuto

Friday
Dec 06th
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Tsunami sulla scuola, sindacati: una vergogna
venerdì 18 luglio 2008

di Marisa Fallico*

Una classe della Scuola Media di Rogliano
Una classe della Scuola Media di Rogliano

Le decurtazioni previste del decreto legge approvato dal governo il 25 giugno scorso e che di fatto tagliano 100 mila posti per docenti e 43 mila per il personale ATA nelle scuole 

nel corso del prossimo triennio, un taglio di ben 8 miliardi di euro, avranno ripercussioni pesantissime sul sistema scolastico calabrese,

già in affanno e già penalizzato da ritardi storici e da un tessuto economico fragile. E cosi la CGIL proclama lo stato di agitazione anche nelle scuole, nelle università, negli enti di ricerca della nostra regione. Se è vero che le continue riforme hanno indebolito quello che era tra i migliori sistemi scolastici d’Europa, è altrettanto vero che con questi ultimi provvedimenti sia di sottrazione di risorse sia di rivisitazione organizzativa si paventa il rischio di sfaldare un presidio fondamentale per una regione come la Calabria, quello della istruzione, della formazione, della cultura. Unica dote che i giovani di questa terra possono vantare attese le difficoltà occupazionali. L’aumento degli alunni per classe, il ritorno al maestro unico nelle scuole primarie, il taglio del tempo pieno e prolungato, il ridimensionamento degli istituti tecnici , la riduzione degli insegnanti di sostegno avranno effetti devastanti non solo perchè il settore della scuola è uno dei pochi presidi di lavoro in questa regione, ma anche per la conformazione geomorfologica della Calabria. Infatti, già molti centri montani si sono visti chiudere i plessi scolastici con grave pregiudizio per gli alunni, le famiglie, la tenuta sociale, se ora si vanno ad operare ulteriori tagli, in nome di un presunto contenimento delle spese, si rischia che tanti piccoli comuni calabresi resteranno senza scuola. Cosi come – spostandoci a livelli universitari – con queste decisioni saranno fortemente ridimensionate le opportunità di fare ricerca negli atenei calabresi disperdendo intelligenze e patrimonio culturale e scientifico. Da qui l’appello della CGIL calabrese alla classe politica regionale di assumere iniziative forti e agli operatori scolastici di partecipare alla manifestazione indetta a Roma per il prossimo 22 luglio.
*Giornalista dell’emittente televisiva TEN

 
 
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