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La Voce del Savuto

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Mare pulito a Falerna. Mare nero nel Golfo di Sant'Eufemia
venerd́ 18 luglio 2008

di Marisa Fallico*

Un tratto della spiaggia di Falerna (Cz)
Un tratto della spiaggia di Falerna (Cz)
Il Golfo di Sant’Eufemia tra le zone costiere calabresi più problematiche dal punto di vista ambientale. Ben undici i provvedimenti di divieto di balneazione in quattro comuni: Lamezia, Curinga, Gizzeria e Nocera Terinese

per complessivi 10 chilometri. Il dato è emerso dal monitoraggio dell’Associazione “Amici della Terra”. Un vero scempio come, ad esempio, lo scarico a mare nel comune di Curinga più volte oggetto di proteste rimaste inascoltate. Liquami e chissà cos’altro scivolano nell’insenatura e trasbordano nelle acque con tutta la loro pericolosità. Sicuramente non più confortante lo spettacolo che offre la spiaggia disseminata di microdiscariche. E non è un caso che proprio a Curinga ben 3.335 metri ovvero il 76,4% del tratto costiero è interessato da divieto di balneazione. Ma anche il lametino fa la sua parte con quasi il 60% di costa vietata ai tuffi in mare. A seguire Nocera Terinese dove i tratti interdetti rappresentano circa il 27%, quindi Gizzeria con i 580 metri del Lido S. Antonio. Infine, Nocera Terinese dove solo – si fa per dire - il 5% della costa è colpito da divieto. Una eccezione per fortuna c’è ed è il comune di Falerna, l’unico del Golfo di Sant’Eufemia a non essere interessato da interdizione alla balneazione. Una situazione che – sottolineano gli esperti dell’Associazione “Amici della Terra” - non è certo rappresentativa di tutta la provincia di Catanzaro, sul versante jonico le cose vanno decisamente meglio, nè di tutta la Calabria seppur i tratti vietati non mancano. Nonostante ciò non ci si può non indignare di fronte a tale devastazione che difficilmente si coniuga con le liturgie della promozione turistica. Certo il malfunzionamento della piattaforma depurativa avrà la sua incidenza, probabilmente gli scarichi degli autospurgo direttamente in mare da queste parti sono prassi consolidata, la pulizia delle spiagge si sa è difficile da assicurare, ma come è possibile ridurre in uno stato di grave degrado uno dei tratti più belli del tirreno catanzarese? Ci saranno pure delle responsabilità? E come mai non si riesce ad intervenire?

*Giornalista dell’emittente televisiva Ten

 
 
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