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La Voce del Savuto

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Saremo fedeli all’esecutivo Gallo a condizione che...
sabato 30 agosto 2008

di Francesca Gabriele

Il segretario Aldo Gabriele
Il segretario Aldo Gabriele
Aldo Gabriele il suo credo nel comunismo ce l’ha nel sangue. E’ inevitabile non accorgersene. La fede politica statica, chiusa, esaltata solo dal passato e da valori oramai superati sembra proprio non appartenergli.

Il confronto con la gente comune, l’essere critico, l’aprirsi ai concetti moderni e democratici contraddistinguono il pensare del neo segretario del partito di Ferrero.. Con Gabriele un nuovo percorso si apre per Rifondazione Comunista. Sul cammino tracciato da Sicilia e con la forte speranza che i vecchi compagni che da questa esperienza politica hanno preferito distaccarsi possano ritornare. Per farcela tutti insieme.

- Aldo Gabriele nuovo segretario di Rifondazione Comunista.

«Le confido subito che la mia candidata alla segreteria del partito era Marsia Coccimiglio (la notizia è stata data tempestivamente dal nostro portale www.lavocedelsavuto.it, ndr). Una compagna giovane, ma anche di esperienza, e determinata. Il direttivo ha però deciso all’unanimità (così di solito si dice nei partiti, semplicemente per dimostrare che il partito è unito!) di attribuirmi questo incarico. Posso prendere l’impegno che se per qualsiasi motivo dovessi lasciare la segreteria del Prc (come purtroppo è già avvenuto in passato), farò di tutto per avere la mia candidata come nuova segretaria del circolo ‘Antonio Gramsci’. Ora si tratta comunque di riprendere l’attività e le iniziative del partito, dopo la dura sconfitta elettorale delle ultime elezioni politiche, dopo un periodo di stanca, dovuto soprattutto agli impegni amministrativi dei dirigenti di Rifondazione Comunista ed alla crisi dei partiti politici che attraversa tutta la società italiana».

- L’ex segretario Fernando Sicilia in questi ultimi anni ha fatto un ottimo lavoro…

«Ringrazio il segretario uscente, Fernando Sicilia, che negli ultimi sei anni ha retto con costanza, impegno e molto successo (anche elettorale) le sorti del nostro partito a Rogliano e nella valle del Savuto. Lancio anche un appello a quei compagni (Saverio Filice, Giovanni Clausi e molti altri) che negli ultimi anni hanno lasciato il partito per divergenze che riguardavano soprattutto la linea politica (nazionale, regionale e locale) affinché si riavvicinino al partito, che ha bisogno di tutte le forze e le intelligenze del nostro paese. A loro ripeto una frase che ricordo spesso ai compagni: ‘Non tutti i comunisti hanno una tessera di partito e che non per forza chi è tesserato è per forza comunista’. Spero che in ogni caso chi ha lasciato la tessera del partito si riconcili con lo stesso».

- Una prima apertura c’è stata. Rifondazione Comunista ha un direttivo di tutto rispetto. Ce ne vuole parlare?

«Anche per allargare la base democratica nell’ultimo congresso il direttivo del Prc è stato esteso da nove a diciannove persone, con l’ingresso di almeno metà dei compagni che hanno aderito da poco a Rifondazione. Inoltre, per snellire l’attività del partito e prendere le decisioni in maniera più efficiente e dinamica è stata formata una segreteria di cinque persone: Marsia Coccimiglio, Dora Grandinetti, Diego Coccimiglio, Pasquale Oddo ed il sottoscritto. Io sono il più ‘vecchio’. Il compito della nuova segreteria è quello di rilanciare l’attività del Prc ed avvicinare persone che si vogliono coinvolgere nella politica in un partito di sinistra».

- La segreteria ha già individuato le prime modalità di coinvolgimento dei cittadini.

«Nel mese di settembre si svolgerà la ‘Festa di Liberazione’. Nel corso dell’anno organizzeremo degli incontri di quartiere per parlare con la gente che popola le diverse zone del paese. Ascolteremo i loro bisogni, le loro critiche e le loro proposte. Agli incontri saranno invitati ovviamente tutti gli attuali amministratori in carica, in primis il nostro sindaco e gli assessori del Prc (Fernando Sicilia e Pasquale Oddo, n.d.r)».

- Un’apertura verso l’altro a trecentosessanta gradi…

«Il nostro circolo sarà aperto a tutti ed in particolare ogni sabato mattina saranno presenti i componenti della segreteria per discutere, organizzare iniziative, ascoltare proposte, insieme ai tesserati, ai simpatizzanti ed anche agli antipatizzanti. A livello personale penso di perseguire, come segretario del circolo, quei valori di umiltà e di coerenza che mi hanno contraddistinto negli anni come uomo. In questo periodo ho riscoperto una poesia del compagno Vladimir Majakovskij, che recita: «Il comunismo non vive soltanto nella terra, nel sudore delle fabbriche. E’ anche nelle case, a tavola, nei rapporti, nella famiglia, nel modo di vivere». Se riusciamo a mettere in pratica questi versi penso che siamo ad un buon punto per noi stessi, per gli altri e per il nostro partito».

- Paolo Ferrero nuovo segretario nazionale di Rc. Cosa cambia adesso?

«Non penso cambierà molto. Quello che mi preoccupa un po’ è invece la divisione in due fazioni del partito (tra Ferrero e Vendola). Temo che questa divisione possa portarci ad un ulteriore indebolimento. Allo stesso tempo penso che nel giro di un breve periodo tale contrapposizione sarà risolta e si riuscirà a trovare la sintesi per continuare e rafforzare l’attività del partito nella società e nelle istituzioni. Personalmente ho sempre partecipato ai congressi in maniera quasi estraniata, perché spesso nelle fasi congressuali si creano divisioni, fratture e collisioni tra distinte visioni (nell’ultimo congresso erano presenti cinque diverse mozioni!), che poi incidono negativamente sul futuro prossimo del partito ed a volte anche nei rapporti personali».

- Il vostro leader, l’assessore provinciale Ferdinando Aiello è entrato nel comitato politico nazionale. Una bella soddisfazione per tutti i compagni…

«Una novità dell’ultimo congresso, sulla quale invece mi esprimo in maniera assolutamente positiva, è la nomina del compagno Ferdinando Aiello all’interno del comitato politico nazionale. In tal modo penso che è stata premiata e riconosciuta la lunga ed intensa attività del nostro assessore provinciale all’interno del partito, nelle istituzioni e sul territorio calabrese».

- Rifondazione fuori dall’esecutivo regionale. Un suo commento.

«Questo è uno di quegli argomenti del nuovo segretario nazionale Ferrero che condivido pienamente. Come si fa a non sottoscrivere quello che ha detto nei giorni scorsi, cioè che una partecipazione attiva al governo regionale calabrese ‘sarebbe una cosa pessima dal punto di vista

morale e politico?’. Nonostante io abbia votato la mozione di Vendola non condivido la posizione dei “vendoliani” (abbiamo creato un altro brutto termine politichese), che rivendica l’autonomia degli organismi regionali dai vertici romani per confermare l’imminente rientro nella giunta regionale. Rientrare nella giunta e nel consiglio regionale più inquisito d’Italia sarebbe una sciagura per il nostro partito, ma dall’aria che tira quando sarà pubblicata questa intervista probabilmente Damiano Guagliardi (nominato anch’egli nel Comitato nazionale del Partito, n.d.r.) , sarà il nuovo assessore al turismo della regione Calabria».

- Fedeli all’amministrazione a guida Giuseppe Gallo fino al 2011 come è solito ripetere chi l’ha preceduta oppure è tutto da rivedere?

«Questo è un altro argomento sul quale mi piacerebbe conoscere più che il mio pensiero, quello di Ferrero: fuori da tutte le giunte d’Italia (destra, centro o sinistra) per fare sempre e solo opposizione, oppure restiamo in quelle di centrosinistra che perseguono il programma prestabilito? Se fino al 2011 l’amministrazione Gallo avrà rispettato il programma elettorale ed avrà amministrato bene, anche e soprattutto secondo i cittadini roglianesi, potremo essere fedeli alla sua amministrazione anche fino al 2016 (con grande dispiacere del PDL).

Ho molti brutti ‘vizi’: musica, politica, libri, ecc. e tra questi rientra anche quello di conservare i programmi elettorali dei partiti e delle coalizioni che si presentano durante le competizioni elettorali. Tra la mia roba giace anche il programma ‘Punto di riferimento. Programma politico. Giuseppe Gallo Sindaco del 28/29 maggio 2006’. Dopo una lettura sommaria del suddetto programma rilevo che nei prossimi tre anni l’attuale maggioranza dovrebbe:’ripopolare il centro cittadino’ e fare diventare Corso Umberto ‘l’anima del commercio’. Poi si dovrebbe costituire ‘un grande comune di 10.000 abitanti’ e ancora si dovrebbe realizzare ‘la città dei bambini e delle bambine’. Oltre a questo mi aspetto anche una città più ordinata (redigendo, se necessario, anche qualche verbale in più agli automobilisti indisciplinati) e pulita, anche se la raccolta differenziata sta dando buoni risultati.

  In questo caso saremo fedeli fino al 2016 all’amministrazione Gallo, e poi si vedrà. Quello su cui invece non tratteremo, anche perché il nostro nuovo segretario nazionale su questo punto si irriterebbe molto, sarà la possibilità di costituire giunte diverse da quelle con il PD, Comunisti Italiani, Verdi, SD, socialisti o Italia dei Valori. Al limite faremo come dice Ferrero: ‘Meglio soli che male accompagnati’».

- Qualcuno a Rogliano dopo la sconfitta alle recenti politiche ama ripetere una sorta di tormentone: «Rifondazione non fa più paura». E’ così? 

«E’ così. Penso sia meglio così, perché Rifondazione non deve essere un partito che fa paura, ma che deve lottare, combattere e confrontarsi con tanto impegno, per diminuire il divario tra ricchi e poveri; per difendere i diritti dei più deboli (migranti, persone con problemi mentali, anziani, lavoratori precari e disoccupati, bambini, giovani, ecc.); per custodire il patrimonio naturale ed artistico del nostro paese; insomma per costruire una società più giusta. Come sosteneva Karl Marx : ‘Il comunismo per noi non è uno stato di cose che deve essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente’».

 

-Grazie e buon lavoro.

«Grazie a Lei. Continuate ad informare la nostra Valle con affidabilità, ma anche con spirito critico. Mi porti un caro saluto al suo direttore Fiore Sansalone, al quale sono legato da una vecchia amicizia, anche se l’ultima volta che l’ho invitato ad una pizza tra vecchi amici non ha partecipato. Lo scuso solo perché era malato!».

                                                                                    Francesca Gabriele

 

 
 
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