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La Voce del Savuto

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Commercio: la proposta di Giovanni de Miglio. Il no al Comitato. Si implora l'intervento del sindaco
martedì 09 settembre 2008

di Francesca Gabriele

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In questi giorni stiamo portando all'attenzione dei nostri lettori la grave crisi che da anni interessa il commercio a Rogliano.

Una crisi che nell’ultimo periodo è diventata insostenibile tanto da mettere in ginocchio la categoria che, chiede, misure urgenti e soprattutto che siano applicate le promesse al riguardo, poste in essere in campagna elettorale (anno 2006), dall’attuale esecutivo guidato da Giuseppe Gallo. Giovanni De Miglio è figlio di commerciante. Conosce bene il mercato, le sue sfumature. Ha inteso intervenire avanzando delle proposte davvero interessanti. «Per prima cosa –scrive in una lunga email indirizzata alla nostra redazione - occorrerebbe un censimento serio ed affidabile sul commercio a Rogliano che abbia come scopo non solo conoscere il numero preciso degli imprenditori ma anche i loro campi di attività, i loro problemi quotidiani (fornitori, clienti, banche, istituzioni, parcheggi, ecc.ecc.). Poco tempo fa un tentativo del genere è stato messo in essere dall’Amministrazione ma, a quanto mi risulta, l’Azienda incaricata ha fatto il suo lavoro poco e male.
E’ primario il fatto di rimettere mano al documento inerente ad una nuova dislocazione del mercato domenicale: è assolutamente necessario, in altri termini, che lo stesso venga spostato lungo Viale Antonio  Guarasci, Corso Umberto e Via Regina Elena, il tutto, evidentemente, supportato da un piano viario adeguato nel pieno rispetto della Legge.
Per realizzabile quanto detto basterebbe una maggiore collaborazione rendendo fruibile ai Consumatori quelle stesse aree che sono godibili in occasioni di Notti Bianche, isole pedonali, feste padronali e quant’altro.
Non sfugge a nessuno che se il mercato non interagisce con il tessuto imprenditoriale a sede fissa poco abbiamo da fare in termini di imprenditorialità e sviluppo del settore e perdiamo una delle poche iniziative a nostra disposizione per smuovere le cose.
 E’ necessario entrare in un rapporto di chiarezza e di collaborazione con l'amministrazione comunale (di qualsiasi colore politico essa sia: il Comune deve porre in essere – nell’ambito del possibile e dell’immediatamente attuabile - tutte quelle iniziative ad esso deputate quali, ad esempio, una revisione dei tributi locali, una seria campagna promozionale del marchio “Rogliano”, la possibilità di agevolazioni di qualsiasi natura verso quegli imprenditori che vengono ad investire nel nostro paese o che provvedono ad una ristrutturazione sia edile che economica delle loro aziende.
Tanto altro ci sarebbe da proporre –fa notare Giovanni De Miglio – ma, farlo risulterà inutile se non verrà al più presto fondata un’ASSOCIAZIONE FRA COMMERCIANTI che si proponga come valida controparte sia verso le Istituzioni che verso la Clientela.
L’Associazione non dovrà essere supina nei confronti di nessuno, ma contrariamente, dovrà essere disponibile e sensibile verso tutte le istanze provenienti dal mercato, dai Consumatori e dalle Istituzioni».
Per quello che concerne l’istituzione di un’Associazione di commercianti della quale in questi giorni, lo ricordiamo, si è ritornato a parlare, De Miglio, dice: «Vedo di buon occhio l’iniziativa che si sta intraprendendo, però, mi sia consentito dissentire sul metodo con il quale si stanno facendo le cose e mi permetto dare un consiglio ai colleghi odierni promotori dell’iniziativa: ‘Se è vero come è vero che l’unione fa la forza … adesso è il momento di dimostrarlo!’».

Intanto, mentre scriviamo, stanno giungendo in redazione decine di telefonate di commercianti che ripongono tutta la loro fiducia nel nostro settimanale e nell’indipendenza politica di chi lo rappresenta.  Sembra, ci dicono i commercianti, che qualcuno si sia arrogato il diritto di costituire un Comitato che eleggerà il presidente. Dopo si aprirà la campagna di tesseramento. Una scelta che gli esponenti di categoria respingono a priori, invocando l’intervento «imparziale» del primo cittadino, Giuseppe Gallo. Profetiche, in tal senso, le ultime battute dell’intervento di Giovanni De Miglio. «Da sempre il Commercio a Rogliano è stato il solo volano su cui ha girato l’economia locale che agendo con l’attiva impiegatizia (soprattutto su Cosenza) ed una minima attività agricola locale ha dato alla Città quella posizione di riferimento assoluto nel bacino del Savuto. Oggi quella posizione di riferimento si è persa a vantaggio di altre realtà a cominciare da PianoLago.
Negli anni '90 ho avuto la responsabilità di essere il Commissario della locale sezione della Confcommercio e fra i compiti affidatimi figurava la riorganizzazione di una sezione dell'Associazione Commercianti affiliata ovviamente alla Confederazione da rappresentata.
I tentativi esperiti sono stati tanti, anche e soprattutto grazie all'aiuto di moltissimi Colleghi che hanno profuso tutte le proprie energie allo scopo di organizzarci, ma i risultati sono stati scarsi.
Sembrava che la soluzione fosse ad un passo dall’essere raggiunta ma l'atavica problematica della sistemazione del mercato domenicale e l'ancor più atavica concezione di ‘coltivare il proprio orticello’ da parte di noi Commercianti hanno bloccato il tutto fino ad addormentare il problema prontamente risvegliato in occasione delle elezioni comunali.
La passata Consiliatura (sindaco Piero Oliveti, assessore al commercio Pietro Buffone, ndr), aveva posto in essere un piano relativo alla nuova dislocazione del mercato domenicale: tale tentativo è stato stroncato sul nascere da un parere, per carità assolutamente legittimo ma sicuramente criticabile, da parte del Comando Vigili i quali, dopo opinabili osservazioni, hanno dato il loro ‘no’ all'iniziativa per motivi di traffico e quant'altro.
E' siamo ad oggi !
E’ mio fermo convincimento che il tentativo che si vuole mettere in campo è assolutamente meritevole di essere aiutato e portato avanti !
Quello che il sottoscritto ha sempre sostenuto che non è possibile portare avanti una qualsiasi iniziativa da soli o in pochi, come parrebbe - alla luce dei fatti.
E' mio sommesso parere che la Categoria debba essere coinvolta nella sua interezza e poi - magari - delegare ad un Comitato Promotore (investito all'uopo di tutti i poteri necessari e di tutte le necessarie direttive) tutti i compiti inerenti la fondazione di una locale Associazione Commercianti.
Dividersi e combattere una guerra fra poveri –conclude Giovanni De Miglio - non giova a nessuno: non giova alla Categoria costretta a confrontarsi quotidianamente da una parte con la propria Clientela che giustamente pretende qualità prezzi e servizi, dall'altra parte con una concorrenza spietata da parte della grande distribuzione che poco margine lascia alla piccola impresa, e non giova all’economia locale»

 

 

 

Ultimo aggiornamento ( martedì 09 settembre 2008 )
 
 
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