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La Voce del Savuto

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Dodici ragazzi grimaldesi all’Agorà dei giovani italiani
venerdì 11 gennaio 2008
Per un gruppo di giovani grimaldesi l’Agora rimarrà sempre un’esperienza indimenticabile, di quelle che lasciano un segno indelebile nel cuore e nell’anima. Gianmario Coltellaro, Nilde Coltellaro, Antonella Notarianne, Emanuele Oliverio, Elisa Pagnotta, Lina Pagnotta, Roberto Pagnotta, Antonio Potestio, Maria Wanda Potestio, Mauro Potestio, Antonio Pucci, Loredana Stilla, questi sono i nomi dei ragazzi partiti da Grimaldi per vivere la grande festa della fede, della gioia, della vita, insieme a migliaia di giovani come loro, provenienti da tutta l’Italia.

Accompagnati da suor Mirta Bibbò, i pellegrini grimaldesi si sono uniti ai cinquecentomila che nelle giornate di sabato 1 e domenica 2 settembre scorsi hanno affollato la spianata di Montorso, alle porte di Loreto, per raccogliersi in preghiera insieme a Papa Benedetto XVI. Con loro una rappresentanza della diocesi di Cosenza, quindi altri giovani, e i sacerdoti: don Tommaso Scicchitano di Donnici; don Franco Iaconetti di Piane Crati; don Luigi Spina di Belsito; il congolese don Emmanuel e tre seminaristi. Due giorni e due notti, sicuramente faticosi da trascorrere insieme a mezzo milione di persone, ma certamente vissuti intensamente. Muniti di sacco a pelo; sacca del pellegrino, cappello, torcia, corona del rosario (questi ultimi consegnatigli dal parroco di Grimaldi, don Alfonso Vulcano, durante la messa del 25 agosto scorso); cibo e bevande, i ragazzi hanno affrontato il viaggio in pullman ed hanno percorso a piedi ben quindici chilometri prima di raggiungere la spianata di Montorso. Partiti qualche giorno antecedente all’incontro con il Papa, i giovani si sono fermati a Jesi ed hanno trovato ospitalità presso alcune famiglie marchigiane. Per loro si è trattato senza dubbio di un’importante occasione d’incontro che gli ha offerto l’opportunità di scambiarsi esperienze e condividere gli aspetti fondamentali della vita, ma soprattutto gli ha permesso di dialogare con Papa Ratzinger su temi di grande rilevanza, quali la famiglia, la droga, l’amore, l’ambiente. Il Pontefice, che ha lanciato l’invito a tutti di partecipare alla giornata mondiale della gioventù dell’estate 2008 che si celebrerà a Sidney, in Australia, ha spronato i giovani a salvare il pianeta prima che sia troppo tardi ed a scegliere uno stile di vita ispirato all’umiltà e alla sobrietà, senza aver paura di andare controcorrente rispetto ai modelli culturali dominanti, basati sulla violenza e sul successo. La notte del 2 settembre si è chiusa con il colore degli effetti luminosi e il calore delle note musicali. Sul palco sono saliti artisti di fama mondiale come Lucio Dalla, Claudio Baglioni, Andrea Bocelli, ma anche attori quali Giancarlo Giannini, Alessandro Preziosi, Bianca Guaccero. Fra le tante voci che si sono susseguite, una in particolare ha scosso la platea: quella di padre Giancarlo Bossi, il missionario italiano rapito nelle Filippine per 39 giorni. Giornate intense, dunque, quelle trascorse dai ragazzi grimaldesi, ricche di emozioni, durante le quali sono entrati in contatto con altri giovani come loro ma anche con adulti: sacerdoti, gente comune. Per due di loro, in particolare, questa esperienza si è rivelata ancora più sorprendente. Emanuele e Roberto, infatti, sono stati ospiti dei familiari di Carlo Urbani, il medico italiano dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha lavorato in programmi di salute pubblica in Cambogia, Laos e Vietnam, morto a causa della Sars (Sindrome respiratoria acuta grave). «A casa di Carlo Urbani – hanno detto i due amici - ci siamo capitati per una pura casualità. Solo la sera stessa ci siamo resi conto di trovarci proprio lì. Entrando avevamo visto le foto di un uomo che ci era sembrato di conoscere, poi abbiamo capito. Siamo stati accolti bene dalla moglie e dalle tre figlie».

L’incontro

Al loro arrivo a Grimaldi, abbiamo incontrato ed ascoltato alcuni dei protagonisti di questa bella avventura. Ecco cosa ci hanno detto…

- Ragazzi, cosa vi ha colpito di più di questa Agorà?
Maria Wanda Potestio
: «Il bello di questa Agorà è stato il dialogo di Benedetto XVI con i giovani, il discutere dei nostri problemi concreti. Anche se eravamo molto distanti dal palco, perché il numero dei partecipanti è stato maggiore rispetto alle aspettative, è stata comunque un’emozione forte e un coinvolgimento molto concreto. Inoltre, quando siamo stati a Jesi mi hanno colpito l’umiltà e la semplicità del vescovo, don Gerardo. Sembra il prete di un paesello, gioca con la palla, guida la Panda perchè non ha l’autista. Ricordo che ci ha detto spesso che accogliendo i papaboys la sua diocesi accoglieva Gesù, che era personificato in noi».
Antonio Pucci: «Mi ha colpito il messaggio lanciato ai giovani dal Papa di andare controcorrente, di non seguire le mode ma noi stessi, di vivere nell’umiltà. Anche le persone con cui ho fatto amicizia e il Papa che ho visto per la prima volta. Mi ha colpito la sua freddezza. Non è come Giovanni Paolo II. È  rigido, tedesco».
Roberto Pagnotta: «Il fatto che ci siamo trovati insieme a tanti giovani coinvolti come noi  ed entusiasti di vivere questa esperienza. Ricordo in particolare il pomeriggio di giovedì 30 agosto, quando con i ragazzi di Trento ci siamo sfidati in un festival delle canzoni dialettali. Mi sono divertito molto perché loro non capivano niente».
Antonio Potestio: «Le famiglie che ci hanno ospitato ci hanno trattato con affetto. Anche i ragazzi del luogo ci hanno dato la loro disponibilità, la loro amicizia, insieme alla moltitudine che è arrivata nella spianata di Montorso».
Emanuele Oliverio:«L’aver incontrato tanti giovani e l’aver ricevuto tanto affetto da chi gentilmente ci ha ospitato nella propria casa».

                                                       ANTONIETTA MALITO 


 

 

 
 
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