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La Voce del Savuto

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Scuola/ L'iniziativa di Canino, Citino, Falbo e Mancuso
martedì 04 novembre 2008
ImageROGLIANO - Il Decreto Legge recante “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” approvato al Senato il 29 ottobre u.s. e iscritto all’o.d.g. della seduta consiliare del 3 ottobre 2008,

nel merito, è da noi pienamente condiviso per i seguenti motivi:

Con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze (due insegnanti per una stessa ora di lezione) si libereranno più maestri per aumentare il tempo pieno;

Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare al massimo a 26 per classe;

Al maestro unico, che esiste in tutti i Paesi d’Europa, saranno affiancati un insegnante di inglese e uno di religione;

Lo studio delle lingue alle elementari non subisce alcuna variazione. Alle medie, se richiesto dalle famiglie, lo studio delle lingue sarà potenziato a 5 ore settimanali (3 ore di inglese + 2 ore di una seconda lingua comunitaria sostituita dall’inglese se richiesto dalle famiglie);

Sarà razionalizzato il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno. In Italia c’è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno ogni tredici, eppure non abbiamo le migliori scuole d’Europa. Ciò vuol dire che avere più insegnanti non significa per forza avere una scuola migliore;

Non diminuiranno gli insegnanti di sostegno. Rimarranno anche in futuro gli attuali 93.000;

Non chiuderanno le scuole di montagna. Sarà unificato il personale amministrativo con un unico preside e un unico segretario per due scuole vicine (come previsto precedentemente dal governo di centrosinistra);

Solo in casi assolutamente gravi (come il teppismo, il bullismo, la violenza all’interno della stessa scuola) si può essere bocciati con il 5 in condotta, ma perché questo possa essere possibile ci dovrà essere il consenso e il via libera del consiglio di istituto e di quello di classe;

Nella scuola primaria la valutazione degli alunni sarà espressa in decimi;

I competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili;

L'adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale.

 

Fermo restando che tutti i posti di lavoro dovranno essere salvaguardati, i sottoscritti ritengono che sarebbe stato più opportuno, da parte del Governo, adottare un metodo diverso improntato alla concertazione e alla discussione con le parti coinvolte. Accogliamo quindi con soddisfazione le aperture delle ultime ore con cui il Governo preannuncia una riforma complessiva sulla quale si aprirà un confronto con l’opposizione e con il mondo universitario. Tuttavia, abbiamo deciso di non partecipare ad un Consiglio Comunale che riteniamo strumentale e funzionale a far sì che il nostro Comune si accodi a quella che è una battaglia tutta politica contro il Governo nazionale, che si vorrebbe invece contrabbandare per una lotta a favore della Scuola e dell’Università. La strumentalizzazione degli studenti degli atenei italiani è indecorosa in quanto il “decreto-Gelmini” non affronta nessuna delle questioni riguardanti il mondo dell’Università. È certo, però, che una riforma dell’Università è urgente e necessaria per consentire il rilancio del sistema-Paese. Di seguito riportiamo qualche anomalia tutta italiana:

 

L’università italiana produce meno laureati del Cile;

Non c’è un’università italiana tra le migliori 150 del mondo;

Ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente;

327 facoltà non superano i 15 iscritti;

Ci sono 94 università più 320 sedi distaccate in posti non strategici;

In Italia abbiamo 5500 corsi di laurea, in Europa la metà con 170.000 materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea;

Nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500;

Negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000. Nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro;

I ragazzi sono sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre;

Nella selezione dei ricercatori negli atenei spesso la meritocrazia viene messa da parte a vantaggio delle fedeltà ai soliti “Baroni”;

Nelle università italiane non c’è trasparenza nei bilanci;

Il Governo dovrebbe conoscere tutti i bilanci delle università e avviare controlli in 5 di queste con buchi in bilancio (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino).

 

Per quanto riguarda Rogliano facciamo notare che il numero degli alunni delle scuole locali è in costante diminuzione da diversi anni, ciò significa che nei prossimi anni si arriverà a una chiusura di nuovi plessi scolastici. Infine, non partecipiamo ai lavori dell’odierna seduta consiliare anche perché riteniamo che questo Consiglio debba affrontare i problemi più impellenti che riguardano il nostro territorio (Ospedale, Rifiuti, Commercio, Viabilità e Trasporti, Area Urbana, Metroleggera, Area Industriale di Piano Lago ecc. ecc.) anziché farsi dettare l’agenda da una parte politica nazionale in difficoltà, che tenta di guadagnare consensi facendo disinformazione e sobillando la piazza.

Con l’occasione si porgono distinti saluti.

 

Rogliano, lì 3 novembre 2008

I Consiglieri Comunali

Ferdinando Falbo

Natale Mancuso

Leonardo Citino

Mario Canino

Ultimo aggiornamento ( martedì 04 novembre 2008 )
 
 
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