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La Voce del Savuto

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I Giganti di Piano Semente tra natura e storia
sabato 12 gennaio 2008
"Siamo assolutamente interessati a valorizzare il patrimonio boschivo delle nostre montagne che vanta una storia ultracentenaria e ad esaltarne la specificità, attraverso progetti mirati a far conoscere l'unicità dei nostri luoghi e lanciarla come presupposto di dinamismo turistico. E' puntando su questi aspetti che essi possono diventare polo di attrazione ed attivare flussi inediti per le vacanze montane". Così si è espresso il Presidente della Provincia di Cosenza Gerardo Mario Oliverio in merito alla proposta della Sesta Commissione di salvaguardare il castagneto di Marzi, che vanta nel suo territorio dei veri e propri «giganti» secolari, probabilmente unici al mondo per il diametro del tronco e la spettacolare maestosità nel loro insieme.

La necessità di voler preservare una rarità di castagneto con secoli di vita che è diventato patrimonio dell'intera zona, è stata espressa proprio in seno alla Sesta Commissione Consiliare Permanente dal Presidente Marino Reda il quale, ha incontrato nei giorni scorsi, una rappresentanza di amministratori locali e operatori della zona del Savuto (che ospita il bosco ultrasecolare) promotori e sostenitori, peraltro, di una volontà espressa dalla popolazione di Marzi tesa a valorizzare questo piccolo scorcio di paradiso terrestre.

«Camminando per i boschi di castagno, partendo dalle sponde del Savuto, fino ad un'altitudine di 1.100 m. nel territorio di Marzi, si possono facilmente notare alberi giganteschi risalenti a mezzo secolo fa che altro non sono che castagni da frutto, poiché vi permangono ancora le tracce di viuzze e sentieri, i ruderi di piccoli essiccatoi detti "Caselle" e le grandi ceppaie di castagni plurisecolari, con i contorni ben definiti, segno che l'uomo era intervenuto per rendere più agevole la raccolta dei frutti, gli stessi frutti che nel tempo hanno rappresentato il maggior sostentamento delle popolazioni che abitavano questo territorio». Così Carmela Garofalo, assessore del Comune di Marzi, ha illustrato con entusiasmo ai membri della Commissione «Attività Economiche e Produttive» la particolarità della zona. La prova evidente di ciò è rappresentata appunto dai «giganti di Pianosemente» luogo dove esistono castagni da frutto con tronchi che hanno come diametro una misura che và da 7,80 m. a 8,50 m. ed un altezza fino a 12/14 m.. Il singolare castagneto che ospita  questi monumenti vegetali appartiene al signor Aldo Amato che li ha custoditi con amore, rifiutandosi nel tempo di consentirne, come hanno fatto altri proprietari, il taglio e l'abbattimento. La Commissione ed i rappresentanti della zona del Savuto intervenuti hanno accolto con entusiasmo le dichiarazioni del Presidente Mario Oliverio, il quale si è reso disponibile per operare al più presto un sopralluogo, con l'intento di voler prendere a cuore la valorizzazione di questo territorio, puntando sul valore di quello che c'è e che troppo spesso non è abbastanza conosciuto e reso fruibile, ipotizzando, inoltre, per la zona progetti di sviluppo possibile ed eco compatibile da programmare ed attuare. Nel corso del dibattito si è individuata una serie di interventi per potenziare le produzioni possibili secondo le caratteristiche territoriali. In sintesi: da un altitudine di 800 metri a scendere e nella parte più bassa del Savuto oltre alla vite (simbolo dell’intera valle per via del famoso vino locale) è possibile coltivare asparagi e fichi d'india, erbe aromatiche ed officinali. Per ciò che concerne il castagneto si è palesata la necessità di effettuare alcuni lavori di ristrutturazione tesi a renderli meglio gestibili ed accessibili e maggiormente produttivi con l’inserimento di varietà più idonee alla commercializzazione, soprattutto del fresco, investendo nella meccanizzazione della raccolta con macchina ispiratrice e di maggior parte del ciclo produttivo fino al “confezionamento” . Per quanto riguarda la parte di frutto che non è idonea alla vendita fresca, la destinazione semplice ed immediata è l'essiccazione e di conseguenza la commercializzazione come castagna pelata, o, in alternativa, come farina di castagna. L'essiccazione oggi si può eseguire con sistemi moderni, funzionali, ed economici, come essiccatoi ad energia solare, integrata con caldaia a bio-masse, con la stessa macchina che può essere utilizzata anche per altri usi come, per esempio, per le erbe aromatiche. Al fine di valorizzare ulteriormente il territorio la Commissione ha individuato numerose proposte anche in altri campi, aldilà del castagneto come: la coltivazione di erbe aromatiche ed officinali più adatte al territorio, l’allevamento di capre con relativa trasformazione del latte, l’allevamento di asine con relativa trasformazione del latte o vendita fresco considerata la grande richiesta e la rinomanza del prodotto, la pescicoltura d'acqua dolce sul Cannavino e relativa vendita del fresco o trasformazioni semplici come essiccatura e affumicamento, l’allevamento del maiale nero di Calabria, attività ormai ampiamente sperimentata, creazione di una sorta di turismo rurale e ambientale attraverso la formazione di percorsi naturali guidati come per esempio dal ponte sul Savuto (probabilmente di costruzione romana e facente parte della Capua Regium) a seguire per le cascate del Cannavino, Piano Semente, Orsara, Pallone fino alla vetta dove è possibile vedere le maggiori montagne della Sila, e, nelle giornate particolarmente serene, persino il cono dello Stromboli. L'istituzione comunale, infine, ha sottolineato Carmelina Garofalo, in sinergia con la Provincia di Cosenza, potrebbe valutare la costituzione di un marchio di tutela di origine territoriale, e qualità delle produzioni con attività di controllo. Al vaglio anche la possibilità di progettare e, quindi, eseguire alcune opere necessarie per agevolare le aziende produttrici, come strade, acquedotti e scarichi per dare un apporto a livello infrastrutturale che faccia lievitare strategicamente lo sviluppo di questa area.

                                               ARMANDO CANINO 

 
 
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