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La Voce del Savuto

Wednesday
Dec 11th
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Santa Barbara / Centocinquanta dipendenti sul piede di guerra
giovedì 27 novembre 2008

di Francesca Gabriele

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Un gruppo di ospedalieri roglianesi
Più di centocinquanta persone ogni giorno varcano i cancelli del Santa Barbara per recarsi sul posto di lavoro.

Con sfiducia, tensione, preoccupazione per il proprio destino lavorativo e per quei tanti pazienti che chiedono loro ogni volta notizie e ricercano nella risposta un brandello di certezza sul futuro del nosocomio. Questo il vero stato d’animo degli ospedalieri presenti al Consiglio comunale straordinario e aperto richiesto dai consiglieri di minoranza del Pdl. Le ultime notizie giornalistiche che vorrebbero l’assessore regionale alla salute, Vincenzo Spaziante, pronto a chiudere otto presidi sanitari della provincia di Cosenza, Santa Barbara compreso, non li rassicura per niente. A tranquillizzarli non sono neanche i tanti segnali che arrivano ogni giorno che passa e non percepibili dall’esterno. Gli ospedalieri sono stati chiari, anzi, molto espliciti, nel corso dell’assise tenutasi lo scorso 11 novembre. Prima di ogni cosa hanno precisato come in questi anni piuttosto che aggiungere, all’ospedale è stato tolto. E se qualcuno ha già deciso che il nosocomio debba finire sul territorio dovrebbe anche spiegare come potrebbe mai essere annesso all’azienda sanitaria senza una pianta organica. Sintetizzando: a detta degli operatori del Santa Barbara, la struttura è stata defraudata, tra le altre cose, di un posto di primario per il reparto di Anestesia. «Qualora dovesse essere nominato un primario, questo dovrà prendere servizio all’ospedale di Rogliano, la sua sede». Su tale punto i dipendenti non transigono, come non intendono sorvolare su quella che è l’applicazione dell’Atto che prevede il day – surgery unico aziendale e il servizio di chirurgia articolare. Le forze politiche, dovranno, chiedere la sospensione delle procedure concorsuali in atto. nell’attesa di conoscere i programmi, Il 15 gennaio dovrebbe entrare in funzione il reparto che ospiterà i dializzati. Davvero toccante il commento degli ospedalieri: «…non sappiamo neanche se arriveremo a tale data. Per essere completato questo reparto servirebbero solo altri cinque giorni di lavoro».

 
 
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