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La Voce del Savuto

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Un bambinello nero per non dimenticare chi soffre
martedì 06 gennaio 2009

di Antonietta Malito

ImageGRIMALDI - A prima vista potrebbe sembrare un presepe come tanti: tradizionale, con la grotta, le luci, i pastori, le montagne, le pecore e via dicendo.

Ma non lo è. Basta soffermarsi un attimo ad osservarlo per rimanere rapiti da quello che ne rappresenta l’elemento dominante: il bambinello Gesù.

Adagiato su un batuffolo di cotone, in mezzo alla paglia, al centro della mangiatoia, tra la Madonna e San Giuseppe, il bue e l’asinello, non c’è un piccino biondo con gli occhi azzurri, ma un tenero bambinello nero.

Il presepe in questione è stato realizzato in casa dalla famiglia Pagnotta, composta dai coniugi Pino e Teresa e dai loro quattro figli: Anna, Antonio, Pasquale e Roberto.

L’idea di deporre nella mangiatoia un bambinello di colore nasce, come ci spiegano i Pagnotta, dal desiderio di non dimenticare gli ultimi e i più bisognosi. «In un periodo come quello delle festività natalizie, in cui tutti dovremmo essere più vicini e solidali con gli altri – affermano - abbiamo voluto che nel nostro presepe nascesse un Gesù col volto dei tanti innocenti, ammalati, dimenticati, che chiedono la nostra attenzione e il nostro aiuto». Il loro pensiero non è rivolto soltanto al continente africano ed ai suoi mille problemi, ma al mondo intero, dilaniato da guerre, violenza, malattie, povertà, emarginazione.

Il bambinello nero che giace nella grotta vuole dunque rappresentare un messaggio di amore e speranza affinché – concludono i Pagnotta - «l’egoismo lasci il posto all’altruismo e gli uomini diventino più umani ed attenti ai bisogni del prossimo».

Questo è l’augurio che parte da Grimaldi, da una famiglia molto credente ed unita, questo e l’augurio che estendiamo a tutti, perché il nuovo anno ci renda più buoni e pronti a tendere una mano a chi ne ha bisogno.

Ultimo aggiornamento ( martedì 06 gennaio 2009 )
 
 
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