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La Voce del Savuto

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La Provincia di Cosenza firma il protocollo Amamir
giovedì 08 gennaio 2009
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Il presidente Oliverio
Un territorio a particolare rischio di dissesto idrogeologico monitorato costantemente per mitigare
in tempo reale conseguenze di eventi disastrosi con relativi problemi per le popolazioni residenti, grazie ad un sistema tecnologicamente avanzato denominato AMAMIR

, gestito dalla sezione di Rende del Consiglio Nazionale delle Ricerche,  Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica.

Il primo caso in Italia di monitoraggio contemporaneo di più Comuni, finanziato dalla Provincia.

Stabilisce questa importante azione il Protocollo d’Intesa firmato questo pomeriggio nella Sala Giunta della sede dell’Amministrazione Provinciale dal Presidente Mario Oliverio e dai Sindaci e rappresentanti istituzionali dei Comuni di Cervicati, Cerzeto, Lattarico, Mongrassano, Montalto Uffugo, Rende, Roggiano Gravina, Rota Greca, San Benedetto Ullano, San Fili, San Marco Argentano, San Martino di Finita, San Vincenzo La Costa e Torano Castello, tutte realtà che insistono su di una estesa area caratterizzata da un elevato grado di dissesto idrogeologico determinato dalla presenza dell’importante faglia regionale sismogenetica San Fili-Cerzeto-San Marco Argentano.

Una faglia che ha predisposto alla franosità tutta la fascia pedemontana della catena costiera, sia indebolendo i terreni a causa della fatturazione ad essa connessa, sia attirando l’acqua di circolazione sotterranea, principale causa della frane. Come quella che il 7 Marzo 2005 rase al suolo gran parte dell’abitato di Cavallerizzo di Cerzeto, laddove, oggi, insieme al comune di San Martino di Finita, è già operativo il sistema di monitoraggio AMAMIR, Azioni di Monitoraggio Avanzato per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico.

Per effetto del Protocollo, AMAMIR sarà esteso a tutti e 14 i Comuni della Media Valle del Crati, già interessati da fenomeni di dissesto, permettendo l’osservazione ed il controllo costanti del territorio attraverso strumentazione di rilievo particolarmente sofisticata. Allo scopo,  la Provincia ha stretto una apposita convenzione con il CNR IRPI per l’attività di monitoraggio con la costruzione di una rete di capisaldi GPS ( 2-3 per ciascun Comune), che inviano continuamente dati  rilevati da sensori posizionati sugli edifici a più alto rischio, lungo le infrastrutture, in prossimità di opere di contenimento, ad altissima precisione (capaci di apprezzare spostamenti dell’ordine del millesimo di millimetro e rotazioni degli edifici nell’ordine del millesimo di grado). Ulteriori sensori misurano la variazione in profondità dei livelli delle falde sotterranee e la variazione delle portate delle sorgenti.

I dati acquisiti dal sistema ogni 15’’ vengono trasmessi in tempo reale in un apposito Centro Elaborazione Dati situato a San Martino di Finita, che li restituisce sul sito Internet www.amamir.cnr.it.

A fronte di variazioni importanti dei parametri, il sistema fornisce elementi per allertare le autorità competenti che possono poi procedere ad attivare  tempestivamente tutte le procedure di emergenza a tutela delle popolazione.

Secondo il Protocollo, è previsto  un corso teorico-pratico  per il personale tecnico dei Comuni, indirizzato all’utilizzo delle tecniche GPS per il monitoraggio di versanti in frana.

”La lezione di Cavallerizzo ha insegnato quanto necessario sia tenere sotto controllo tutti gli indicatori e le informazioni che, elaborati, permettono di avviare tutte le azioni utili a ridurre rischi, soprattutto per la popolazione” ha riferito, introducendo la firma del Protocollo, Carlo Tansi, responsabile del progetto AMAMIR per il CNR IRPI, che ha spiegato nei dettagli il funzionamento del sistema.

“La situazione di dissesto idrogeologico- ha quindi messo in luce il Presidente Oliverio- è una realtà che investe il nostro territorio in modo serio e strutturale. Dobbiamo evitare di constatare questo dato solo in occasione di eventi drammatici e piuttosto costruire una cultura adeguata, nelle istituzioni prima, presso la popolazione poi, che si basi sull’acquisizione di un metodo scientifico. Questo deve divenire la normalità contro la sottovalutazione dei rischi.”

“ In questa direzione- ha proseguito il Presidente della Provincia- occorre investire: il monitoraggio e la conoscenza più attendibile dello stato delle cose consentono di valutare con la  maggiore aderenza possibile tutti gli interventi. Il sistema AMAMIR è un modello che dobbiamo assumere come laboratorio, perché dopo una prima fase applicazione si possa fare un  punto e programmare interventi che, nei limiti del possibile, governino i fenomeni muovendosi sul terreno della loro prevenzione, con una progettualità conseguente che utilizzi in modo mirato risorse disponibili, comprese quelle comunitarie”

“ La Provincia di Cosenza- ha sottolineato in conclusione Mario Oliverio- intende proseguire sulla strada che oggi imbocca, pur non avendo visto completamente trasferite le funzioni di Protezione Civile dalla Regione. Un passo che riteniamo importante, che consentirebbe di affrontare un capitolo così delicato in maniera organica, poiché il governo sicuro del territorio consente di costruire lo sviluppo urbanistico, le attività economiche e sociali.”

“Una importante azione condivisa, attesa nelle comunità” il commento, infine, dell’Assessore Pietro Mari.

 

Alla firma di questo pomeriggio erano presenti, tra gli altri, gli Assessori al Governo del Territorio, Pietro Mari ed alla Viabilità Arturo Riccetti, l’ing. Salvatore Gabriele, Dirigente di Ricerca del CNR IRPI.

La Voce del Savuto ringrazia i colleghi dell’ufficio stampa della Provincia di Cosenza per questo comunicato

 

 
 
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