Intervista al giornalista Sergio Tursi Prato, ideatore del "Movimento nazionale dei liberi pensatori"

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RENDE - Incontro del "Movimento Nazionale dei liberi Pensatori" con grande successo di ascolto e presenza. A presenziarlo, in una assemblea tenutasi lo scorso 16 giugno, l’ideatore, il giornalista Sergio Tursi Prato, cui è rivolta la nostra intervista.

La relazione è stata tenuta in videoconferenza da Vincenzo Ferrari, ordinario di Diritto Privato, presso l’Unical. Sono intervenuti nel corso del dibattito: Pietro Marino, presidente di Vitambiente, Antonietta Fazio, ambasciatrice Epale, Carlo Franzisi, direttore di Assaporagionando Cosenza, Giovanni Misasi, presidente di Biologi Senza Frontiere, Mario Li Trenta, segretario Provinciale Uil Trasporti Cosenza, Sergio Tomaino, Acu Calabria, Francesco Lucirino, segretario Nazionale Cosnil, Amedeo Colacino, avvocato, Stefano Vecchione, storico, e Domenico Mammolenti, ex funzionario amministrativo della Casa Circondariale di Cosenza. L'iniziativa è stata messa in onda su www.migawebtv.it

- Il "Movimento nazionale dei liberi pensatori" è un sodalizio nuovo, ma che cosa ci si aspetta di diverso dai cosiddetti movimenti populisti?

«La differenza sta già nella titolazione "Movimento Nazionale dei liberi Pensatori", in Italia non esiste, originale nell’aver trovato, in un momento difficile della storia del nostro Paese e del mondo in generale, un momento di aggregazione sociale e culturale che si occupi di valorizzare, professionalità e associazioni e di andare incontro a un nuovo modo di stare insieme».

- Per Sergio Tursi Prato qual è il nuovo modo di stare insieme e che cosa manca al vecchio modo, a parte il momento che impone il distanziamento sociale?

«È un modo di poter progettare, di riscontrare nuove affinità sul campo, nella serata del sedici scorso il confronto ha posto valutazioni progettuali tra associazioni presenti, sindacati e singoli cittadini, ma anche professionalità come quella dei Biologi senza frontiere, difesa dei consumatori, uno sguardo importante all’ambiente. Già questi gruppi hanno di loro prodotto importanti risultati nei loro campi, non si tratta di associazioni virtuali».

- Che cosa è emerso dalle varie relazioni e interventi nella serata di presentazione?

«Intanto è un Movimento apartitico con finalità culturali e sociali. I Partiti appaiono sempre più scatole vuote oggi, a cui la gente non partecipa. Il nostro movimento a livello economico è autonomo formato da professionisti, che non si lasciano incantare dalle sirene del potere economico».

- Quali sono gli obiettivi di questo Movimento?

«Intanto organizzare dei tavoli tematici di discussione, attorno essi, di cui faranno parte professionisti, imprenditori, e responsabili d’associazione si metteranno in cantiere molte idee in area di riflessione attorno: ambiente, sociale, lavoro, istruzione. Ed elaborare da ciò una sintesi che apra a progetti da portare avanti e da presentare in Europa, progetti a carattere anche occupazionale, che creino lavoro, i fondi ci sono e vanno utilizzati anche e soprattutto a questo scopo».

- Quanto l’essere docente l’ha aiutata a coinvolgere il mondo dei giovani sempre più distaccato dalla partecipazione sociale e politica?

«I miei alunni saranno coinvolti attivamente nel Movimento, fondamentale humus da cui l’idea nasce. Durante una lezione di storia e filosofia discutendo del “libero pensiero nel settecento“ e del tema della Libertà fino ad oggi è nata una relazione che doveva esser presentata nella serata del sedici scorso, ma da settembre i ragazzi saranno coinvolti in laboratori sul Libero Pensiero, coinvolgerli è obbligatorio così il mondo giovanile e della scuola diviene fisiologico al Movimento stesso».

- A livello di contenuti i media oggi sono sempre più appiattiti, assistiamo a un cercare di non affrontare i veri problemi della società. Questo Movimento che ha alle spalle un giornalista attento come lei, che cosa può apportare di nuovo al mondo dell’informazione?

«Di certo avendo a disposizione la possibilità di accedervi tramite una rete tv potrò dare spazio ai reali contenuti di cui l’informazione oggi appare sempre più sprovvista e che però sono urgenti per la società e comunità prima. La gente ha di certo voglia di rendersi protagonista, di partecipare, avere spazio con le proprie idee ai tavoli decisionali. Una sorta anche di sfogatoio sociale».

- Ma il suo scendere in campo come candidato a Sindaco della città di Rende quanto ha influito nella decisione di continuare ad essere comunque presente, anche se diversamente, sul territorio?

«Con più di ottocento voti anche se non sono entrato in consiglio comunale, la candidatura mi ha dato un imput a continuare nella mia partecipazione attivamente sul territorio, creando una palestra comunque di formazione e da cui la politica poter attingere in futuro, magari essere diversi sul territorio e poter attingere a nuove condizioni e idee dal rapporto ragione e passione».

- Si sta parlando di Città unica Rende-Cosenza, come si inserisce in questo discorso il Movimento, ammesso che lei sia in accordo con questo obiettivo?

«Intanto ci sono urgenze come quella dei rifiuti che andrebbe presa in immediato esame prima di ogni riferimento alla costruzione di una città unica, poi vi è la questione indebitamento di alcuni comuni che è allarmante, poi atre situazioni in predissesto finanziario importante. Vanno risolte questioni importanti per la collettività come i trasporti la crisi idrica e poi la città unica è sempre una questione che riguarda ogni singolo cittadino che nella massima democraticità debba sempre esprimersi. E guardare sempre il dato del numero dei cittadini previsti per garantire un accorpamento con uno sguardo alla parte burocratica, che deve essere primaria questione prima di procedere in qualsiasi direzione di città unica».

- In ultimo si parla di Europa più che mai in questo momento, il movimento come si colloca?
«In modo positivo e propositivo, i fondi ci sono e nella Scuola sono più che importanti e vanno utilizzati con i partners giusti per poter utilizzare i fondi nel miglior modo possibile, già nel movimento vi sono figure adatte che si sono messe a nostra disposizione, L’Europa garantisce un grande blocco di stabilità e di grandi convergenze nazionali, perché non usare ciò che ci mette a disposizione».

Per concludere, a Settembre ci saranno le adesioni ufficiali da cui il Movimento prenderà ufficialmente vita. Una buona fortuna a questa bella realtà di pensiero e ragione che parte col piede giusto e con tanta vitalità giovanile e associativa attorno. Vi terremo informati!

Lucia De Cicco, Odg Calabria
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