Una giornata di comunità, cultura e accoglienza tra laboratori, trekking e cucina condivisa
di Fernando Crispino
SCIGLIANO — Per un giorno, gli antichi ruderi del Castello di Scigliano hanno smesso di essere solo pietre e memoria. Il 4 luglio si sono riempiti di voci, colori e passi, affacciati su quella vista panoramica che domina l'antica via Popilia e l'intera valle del Savuto. L'occasione era la Giornata Mondiale del Rifugiato, celebrata quassù con una festa promossa dal progetto SAI Scigliano e da Nuove Frontiere, in collaborazione con l'APS ARCI Rinascita di Scigliano, l'associazione Noi per Voi, la Pro Loco, il Centro di Aggregazione, l'associazione di trekking cammina con noi, e Sturni.
Una ricorrenza che nasce per ricordare le condizioni di milioni di persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, violenze e persecuzioni. E che a Scigliano ha preso la forma più semplice e più potente: lo stare insieme. Il programma non ha lasciato fuori nessuno. I più piccoli, pennello in mano, si sono lasciati ispirare dalla natura e dal panorama per dare vita a piccole grandi opere d'arte; gli adulti si sono ritrovati attorno a una cooking room di ricette tipiche del territorio, tra profumi di casa e mani che impastavano storie diverse. E poi il trekking, lungo i sentieri che salgono fino ai ruderi del castello, passo dopo passo.
Ma la giornata è stata molto più di un evento isolato. Si inserisce in una programmazione estiva dedicata all'inclusione attiva, costruita insieme alle associazioni del territorio, con un obiettivo chiaro: trasformare il Castello di Scigliano — bene di valore storico-archeologico oggi al centro di un progetto di valorizzazione culturale — in uno spazio vivo, aperto, di tutti.
Tra chi ha messo le mani nella terra, chi ha cucinato e chi ha semplicemente condiviso una giornata all'aria aperta, un messaggio è emerso su tutti: l'integrazione non si proclama, si cammina. Insieme, passo dopo passo. Perché — come ha ricordato una scritta a pennello comparsa tra i tavoli — ciò che resta di giornate come questa è una parola sola: speranza.










