di Stefania Pettinato

Il Savuto si prepara a una vendemmia 2025 all’insegna dell’ottimismo. Le prime stime parlano di una produzione in aumento tra il 10% e il 20% rispetto allo scorso anno e di uve che, dai primi riscontri, oscillano dal buono all’ottimo. Un risultato che nasce da un clima complessivamente favorevole, nonostante qualche criticità primaverile che altrove in Calabria ha lasciato il segno.

«I nostri vignaioli e le cantine stanno dimostrando grande competenza» raccontano gli operatori locali, sottolineando la capacità di affrontare le sfide del cambiamento climatico e leggere con attenzione i bisogni del vigneto. Le alte temperature di giugno e luglio hanno accelerato la maturazione, anticipando l’inizio della raccolta: già a metà agosto si partirà con le varietà bianche precoci, come lo Chardonnay, mentre per i vitigni tipici medio-tardivi – Magliocco e Greco nero su tutti – ci sarà da attendere ancora qualche giorno. 

L’anticipo non ha penalizzato la qualità: i grappoli sono sani, ben formati e con un grado zuccherino promettente. In una regione che conta circa 9.000 ettari di vigneti e un patrimonio di vitigni autoctoni sempre più apprezzato anche all’estero, il Savuto sta ritagliandosi un ruolo di rilievo. Negli ultimi anni, la promozione nelle fiere internazionali e nei circuiti enogastronomici ha rafforzato la presenza sui mercati, pur tra le incognite legate ai dazi USA.

L’export resta una sfida importante, ma la domanda interna cresce, spinta anche dall’enoturismo e dall’immagine di qualità che il vino calabrese – e savutese in particolare – si sta conquistando. Qui il vino è anche lavoro: centinaia di persone impegnate tra campagna, cantine e distribuzione, con sempre più giovani e donne in ruoli decisionali, portatori di idee e energie nuove. 

Agosto sarà decisivo per fissare il destino dell’annata: piogge o sbalzi termici potrebbero influire sulla maturazione. Ma, se il tempo terrà, il 2025 potrebbe consegnare al Savuto non solo una vendemmia abbondante, ma una delle più espressive degli ultimi anni, capace di raccontare – in ogni calice – il carattere di questa valle.

STEFANIA PETTINATO
Author: STEFANIA PETTINATO
Biografia:
Maria Stefania Pettinato Vive a Scigliano, è madre di due figli e lavora nel comparto scuola come operatrice addetta alle aziende agricole. Ha studiato come agrotecnico e operatore agrituristico. Il suo mondo ruota attorno alla famiglia, alla natura, all’agricoltura e al silenzio che queste sanno offrire. Dal 2009 al 2023 ha conseguito vari attestati, tra cui: • Corso di potatura dell’olivo a vaso policonico • Tecniche agronomiche di potatura e innesto a vari livelli • Conservazione della biodiversità Ha partecipato a sei campionati regionali calabresi di potatura dell’olivo, classificandosi anche al terzo posto. Nel 2010 è nato il suo sogno: “Antica Fattoria – Azienda Agricola Elicicola di Stefania Pettinato”, dedicata all’allevamento e alla vendita di lumache da gastronomia. Nel 2018 ha avviato anche la produzione di caffè di cicoria, bevanda usata nel periodo di guerra e resa celebre dal commento di Totò come “una ciofeca”... ma che, in realtà, è un caffè salutare e benefico. Sin da bambina, grazie alla fortuna di crescere con i nonni, conosce le erbe aromatiche, selvatiche e officinali: una passione che ancora oggi coltiva preparando tisane, unguenti, oleoliti e creme. È in possesso di patente agricola e forestale, appassionata di trekking e qualificata anche come operatrice socio-sanitaria. Ha frequentato un corso di formazione per volontari della Croce Rossa Italiana. E poi… ama sorridere, essere empatica e vivere profondamente la vita e la terra: godere del sole, della pioggia, della neve e delle stagioni. Ama la vita e la libertà di viverla.


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