Oggi Aiello Calabro si ferma per ricordare una ferita profonda, che risale a 120 anni fa, ma che ancora oggi parla al cuore di chi abita questo borgo: il terremoto dell’8 settembre 1905.
Era una sera di fine estate quando la terra tremò con una violenza inaudita. Un sisma tra i più forti mai registrati in Calabria, che colpì duramente Aiello Calabro e l’intera regione. Ventitré persone persero la vita, tante altre rimasero ferite. Le case crollarono, le strade si riempirono di macerie, il silenzio lasciò spazio al dolore e allo smarrimento.
Eppure, da quella tragedia nacque un senso di comunità, una voglia di rialzarsi, che ancora oggi si respira tra le vie del paese.
"Il terremoto del 1905 è parte della nostra identità," ha ricordato il sindaco Luca Lepore.
"Abbiamo il dovere di ricordarlo e di raccontarlo alle nuove generazioni. Conoscere il nostro passato è l’unico modo per costruire un futuro più consapevole, e più sicuro."
Tra le zone più colpite ci fu il Rione Patricello, che divenne fin da subito il simbolo della ricostruzione. In quei giorni drammatici, Aiello non fu lasciata sola, perché da Milano arrivarono aiuti, così come dai Vigili del Fuoco di Roma. Braccia forti e cuori generosi che si unirono agli aiellesi per aiutare, scavare, curare, ricominciare.
Un gesto di solidarietà che nessuno ha mai dimenticato.
Nel corso degli anni, le varie amministrazioni comunali hanno scelto di non limitarsi a commemorare, ma di fare della memoria un impegno concreto attraverso percorsi educativi, attività culturali, iniziative di prevenzione sismica, pensate soprattutto per i più giovani.
Come quell’incontro del febbraio 2023, quando gli studenti ebbero l’occasione di ascoltare le parole di Arcangelo Francesco Violo, allora Presidente dell’Ordine Nazionale dei Geologi, insieme al dottor Gervasi della Protezione Civile Regionale.
"È stato un momento prezioso – ha raccontato ancora Lepore – non solo per spiegare ai ragazzi cosa accadde nel 1905, ma per aiutarli a capire come comportarsi oggi in caso di emergenza. La conoscenza può davvero salvare delle vite."
La cerimonia ufficiale per il 120° anniversario era attesa proprio in questi giorni, ma è stata rimandata a causa dei lavori di riqualificazione ancora in corso nel Rione Patricello. Presto verrà comunicata una nuova data, che sarà occasione non solo per ricordare le vittime, ma anche per celebrare la forza, la dignità e la speranza che Aiello ha saputo trovare, anche nei momenti più bui.
"Il nostro impegno oggi è duplice," ha concluso il sindaco: "Mantenere viva la memoria e formare cittadini più consapevoli. Viviamo in una terra splendida, ma fragile. Solo conoscendo la nostra storia possiamo davvero costruire un futuro più sicuro e responsabile."









