CARPANZANO – Un grido che parte dal cuore del Savuto e arriva fino alla Cittadella regionale. È la lettera che Gaspare Amato ha indirizzato al presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per denunciare la grave emergenza che sta colpendo Carpanzano.
“Egregio Signor Presidente, Le scrivo per portarLe a conoscenza della grave emergenza che sta colpendo il mio comune di residenza, Carpanzano, in provincia di Cosenza”, scrive Amato, cittadino carpanzanese che per motivi di lavoro si trova attualmente a Rogliano.
Il maltempo che ha investito il Savuto negli ultimi giorni ha lasciato ferite profonde sul territorio. Frane, smottamenti, strade interrotte. A Carpanzano la situazione è diventata drammatica.
“Come ben saprà, in questi giorni il Savuto, come altre zone della Calabria, è stato interessato da un’intensa perturbazione che ha causato ingenti disagi con frane e smottamenti. A Carpanzano una serie di frane, di cui una molto più importante, ha interrotto la viabilità, isolando di fatto tutta la cittadinanza”.
Un paese tagliato fuori. Una comunità che vive nell’incertezza.
“La situazione è critica e persiste da venerdì scorso senza alcun intervento”, denuncia Amato. “Il paese conta una popolazione in gran parte anziana, circa il 70%. È presente una RSA con 30 persone, e l’interruzione della strada impedisce a ragazzi e lavoratori di raggiungere la scuola, Cosenza e le strutture sanitarie, che sono lontane”.
Il problema non è solo logistico. È sanitario, sociale, umano. L’isolamento di un piccolo centro significa difficoltà per chi ha bisogno di cure, per chi deve lavorare, per chi studia. Significa solitudine.
“È un disagio altissimo che le continue piogge non fanno che aggravare, rendendo la situazione già critica di suo”.
La lettera si chiude con un appello chiaro, diretto, senza polemiche ma carico di preoccupazione.
“Da giorni, insieme ai cittadini residenti e non, abbiamo fatto appelli sui social, giornali e radio locali, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Le chiediamo aiuto, nei limiti del possibile, affinché Carpanzano non rimanga completamente abbandonato. Confidiamo nella Sua vicinanza ai cittadini”.
Parole che pesano.
Parole che raccontano un paese che non chiede privilegi, ma attenzione.
Carpanzano aspetta risposte. E le aspetta adesso.









