Questa immagine racconta molto più di ciò che si vede.
Immersa nel silenzio del bosco, tra rami spogli e foglie che coprono il terreno come un tappeto di memoria, questa antica casella per l’essiccazione delle castagne a Carpanzano appare quasi sospesa nel tempo. È un luogo semplice, essenziale, ma carico di storia. Le tegole consumate, i muri segnati, la piccola apertura scura: tutto parla di un passato fatto di lavoro, pazienza e gesti ripetuti con cura.
Qui si custodiva un sapere antico. Qui il tempo aveva un ritmo diverso.
Queste strutture non erano solo spazi di produzione, ma veri e propri simboli di una civiltà contadina che viveva in equilibrio con la natura. La castagna non era solo alimento: era sopravvivenza, era comunità, era identità.
Oggi resta il silenzio. Ma non è vuoto.
Katiuscia Rizzo









