PRIMA PARTE
Era una mattina di primavera quando un gruppo di giovani curiosi si riunì al Ponte di Annibale di Scigliano, un antico ponte romano che attraversava luoghi incantati. Erano lì per iniziare un viaggio meraviglioso, insolito, che li avrebbe portati a scoprire i segreti della Calabria e a imparare l'intelligenza artificiale.
Il loro percorso sarebbe stato lungo e avventuroso, seguendo la via romana Popilia, una delle più antiche strade dell'Impero Romano.
La prima tappa fu la Necropoli di Torre Toscana, a Belsito, un sito archeologico pieno di storia e mistero. I giovani si fermarono a esplorare le tombe e a scoprire la vita dei loro antenati.
Proseguendo il viaggio, arrivarono sulle colline di Paterno e Dipignano per scoprire le Grotte Millenarie, un complesso di caverne naturali che avevano ospitato gli uomini primitivi. Si meravigliarono della bellezza della natura e impararono come gli antichi avevano utilizzato queste grotte per sopravvivere.
Visitarono pure antichi mulini e impararono come si produceva la farina, incontrando un gruppo di contadini che insegnarono loro come coltivare la terra e allevare gli animali.
Una tappa importante fu la Chiesa della Motta, un antico edificio religioso con l’affresco della Madonna del Latte. Lì, incontrarono un gruppo di esperti di intelligenza artificiale che insegnarono come creare start-up innovative. Subito, crearono un'app di realtà aumentata che permetteva di vedere gli affreschi in 3D e scoprire la storia dell'edificio.
Utilizzando l'intelligenza artificiale, analizzarono gli affreschi e crearono un sistema di riconoscimento delle immagini che permetteva di identificare i personaggi e le scene rappresentate.
Ma il viaggio non era ancora finito.
Scoprirono Domanico e Mendicino, paesi con una storia e una cultura uniche: visitarono le loro chiese.
Si divisero in gruppi e iniziarono a creare app per sistemi di irrigazione intelligente per l'agricoltura e piattaforme per la promozione del turismo.
Arrivarono a Carolei, il paese della seta. Scoprirono la storia della produzione della seta e come gli antichi artigiani avevano creato tessuti preziosi.
Crearono un'app che permetteva di visualizzare in 3D i tessuti di seta e di scoprire i segreti della loro produzione. L'app utilizzava algoritmi per analizzare le immagini dei tessuti e riconoscere le tecniche di lavorazione.
Inoltre, misero a punto un sistema che permetteva di vedere come sarebbero stati i tessuti di seta se fossero stati utilizzati per creare abiti e accessori. Il sistema utilizzava la visione artificiale per riconoscere gli oggetti e sovrapporre i tessuti di seta in tempo reale.
Dopo aver visitato Carolei, si diressero verso il fiume Jassa, dove scoprirono l'argilla e la terra cruda e impararono come gli antichi avevano utilizzato questi materiali per creare oggetti di uso quotidiano. Un sistema di riconoscimento delle forme e della struttura dell'argilla e della terra cruda, permise loro di analizzare le immagini e riconoscere le caratteristiche dei materiali. Con l’aiuto di un esperto del luogo, realizzarono oggetti di argilla e terra cruda in 3D.
Continuarono il loro viaggio, scoprendo nuovi luoghi e creando progetti innovativi.
La tappa successiva fu Donnici, il paese dei vigneti e degli uliveti secolari. Qui scoprirono gli alberi di fico con i frutti piu’ buoni della zona e ne presero nota sui loro taccuini di viaggio.
Quindi si incamminarono verso Mangone, il paese del pane di Zia Teresina. Si immersero nell’ambiente dell’antico forno, assaporandone il profumo ed insieme alla panettiera scoprirono le tecniche di lavorazione di questo magnifico bene primario, raccontandone la storia nella loro app.
Giunti a Santo Stefano di Rogliano, non potettero fare a meno di recarsi al Santuario di Santa Liberata, un importante punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona, e protagonista di ricorrenti eventi religiosi.
A Rogliano si diressero al vicolo Annunciata, la stradina nota per le sue tegole parlanti, dipinte e lavorate a mano. Utilizzando l'intelligenza artificiale, crearono un sistema di progettazione di ceramica che permetteva di realizzare oggetti personalizzati.
SECONDA PARTE
Poco distante, Paterno. Qui i giovani studenti si imbatterono nella storia di San Francesco di Paola, un santo calabrese del XV secolo: visitarono il Convento di San Francesco di Paola, un antico edificio religioso fondato nel 1400, meravigliandosi della sua bellezza e della sua storia.

Utilizzando l'intelligenza artificiale, rivissero la vita del Convento e dei suoi frati nel XV secolo.
Inoltre, anche qui, come a Dipignano, crearono un sistema di riconoscimento delle immagini che permetteva di identificare i personaggi e le scene rappresentate negli affreschi del chiostro.

Dopo aver scoperto la storia di San Francesco di Paola, decisero di utilizzare l'intelligenza artificiale per custodire il dialetto dei luoghi che avevano visitato. Sapevano che il dialetto fosse una parte importante della cultura e dell'identità di un popolo, e volevano fare qualcosa per preservarlo.
Con la tecnologia, analizzarono le parole e le espressioni del dialetto locale, utilizzando la tecnologia di riconoscimento vocale per trascrivere le registrazioni e creare un dizionario.
Iniziarono a registrare le persone anziane del luogo, che erano le ultime depositarie del dialetto originale. Registrarono le loro storie, le loro canzoni e le loro espressioni quotidiane, creando un archivio prezioso della lingua e della cultura calabrese.
L'app, chiamata "Dialetto Jassa", divenne presto popolare tra i giovani del luogo, che iniziarono a utilizzarla per imparare il dialetto e connettersi con le loro radici. Fu creato un gruppo di social media per condividere le registrazioni e le storie, e per incoraggiare le persone a contribuire all'archivio.
Il progetto "Dialetto Jassa" fu un successo, e i giovani studenti furono invitati a presentarlo a una conferenza internazionale sulla preservazione delle lingue minoritarie.
Dopo aver custodito il dialetto dei luoghi, decisero di utilizzare l'intelligenza artificiale per preservare anche le antiche ricette delle nonne. Sapevano che la cucina tradizionale era una parte importante della cultura e dell'identità di un popolo, e volevano fare qualcosa per non disperderle.
Registrarono e analizzarono le ricette tradizionali calabresi: trascrissero tutte le ricette per un prezioso archivio digitale.
Iniziarono a registrare le nonne del luogo, che erano le depositarie delle ricette tradizionali. Registrarono le loro storie, i loro segreti e le loro tecniche di cucina.
L'app, chiamata "Ricette delle Nonne", divenne presto popolare e fu diffusa all’estero.
Anche il progetto "Ricette delle Nonne" fu un successo, e i giovani furono invitati a presentarlo a una conferenza internazionale sulla cucina e la cultura locale.
TERZA PARTE
Dopo aver meglio conosciuto i luoghi e realizzato progetti specifici, il gruppo era consapevole della ricchezza naturale e culturale presente, ma anche della mancanza di opportunità per gran parte dei giovani. Nacque così un sistema di pianificazione territoriale che aiutava a identificare le aree più adatte per lo sviluppo di attività economiche e turistiche: il sistema utilizzava dati sulla geologia, la vegetazione, la fauna e le infrastrutture per creare mappe e piani di sviluppo.
Il gruppo presentò il progetto a tutta la popolazione, alle altre associazioni e ai comuni, per collaborare e insieme creare un piano di sviluppo territoriale che includeva visite guidate alle Chiese, alle grotte, ai ponti, alle aree archeologiche, al dialetto, alle ricette, alla musica popolare, alle antiche coltivazioni: un progetto di conoscenza.
Il “progetto di conoscenza" fu un successo e furono invitati a presentarlo a una conferenza internazionale sulla pianificazione territoriale. La loro app fu anche selezionata come uno dei migliori progetti di intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile.
Crearono anche un sistema di monitoraggio ambientale che aiutava a proteggere la fauna e la flora locale: il sistema utilizzava sensori e droni per monitorare le condizioni ambientali e avvertire le autorità in caso di problemi.
Il “progetto di conoscenza" continuò a crescere e ad evolvere, e i giovani studenti furono riconosciuti come leader nella comunità per la loro creatività e innovazione: erano diventati i protagonisti della promozione del turismo sostenibile in quest’area della Calabria, una delle piu’ belle ma anche una delle piu’ fragili. Avevano permesso ai turisti di scoprire i luoghi più belli e meno conosciuti della regione, e di scegliere opzioni di trasporto e alloggio sostenibili.
Classificarono opere d'arte, monumenti, siti naturalistici; con la geolocalizzazione identificavano la posizione del visitatore e suggerivano itinerari personalizzati.
Crearono un sistema di monitoraggio delle coltivazioni che utilizzava sensori e dati satellitari per rilevare le condizioni climatiche e del suolo, e suggerire ai contadini le migliori pratiche di coltivazione: coltivazioni antiche e tradizioni agricole erano al centro della loro attenzione, e consentivano di partecipare a laboratori di cucina e di artigianato.
Le mappe dettagliate dei terreni, identificavano le aree che richiedevano attenzione speciale. I giovani studenti lavorarono con i contadini locali per raccogliere dati e migliorare il sistema, che presto divenne uno strumento indispensabile per l'agricoltura di precisione nella zona.
In tal modo, i contadini potevano:
- prevedere le condizioni climatiche e del suolo con precisione
- identificare le aree che richiedevano irrigazione o concimazione
- ottimizzare la raccolta e la gestione delle colture
- ridurre l'uso di pesticidi e fertilizzanti chimici
Furono anche create nuove varietà di piante più resistenti alle malattie e alle condizioni climatiche estreme.
QUARTA PARTE
IL CAMMINO TRA I BORGHI
I giovani studenti di Destinazione Jassa crearono un cammino emozionale che collegava i luoghi più belli e significativi della zona. Il percorso iniziava a Mendicino, un paese incantevole con una storia antica, e proseguiva verso Carolei, noto per la sua produzione di seta.
Da lì, si dirigeva verso Domanico. Dalla rupe che ospita la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, alla motta, una vista mozzafiato sulle vallate circostanti.
Il cammino continuava verso Dipignano, un paese con una importante storia di artigianato e tradizione del rame. Fecero tappa al Museo del Rame, creando un laboratorio di artigianato dove i visitatori potevano imparare le antiche tecniche di lavorazione e creare oggetti in rame.
Da Dipignano, si raggiungeva il fiume Jassa, dove i visitatori potevano fare una passeggiata lungo le sue rive e godere della natura incontaminata.
Quindi Belsito, un paese con una storia di produzione di vino e olio d'oliva. I giovani studenti crearono un punto di degustazione dove i visitatori potevano assaggiare i prodotti locali.
Da Belsito a Malito, borgo del benessere e paese della via Popilia. I giovani studenti crearono un punto di osservazione con una vista panoramica sui Campi di Malito.
Il cammino conduceva a Grimaldi, un paese con una storia di produzione di miele e prodotti apicoli e sede di un bellissimo museo civico.
Infine Aiello Calabro e il suo incantevole castello, un luogo storico con una vista mozzafiato sul mar Tirreno. E da lì … arrivarono in spiaggia.
Il viaggio lungo i luoghi di Destinazione Jassa si concluse con una presentazione di tutti i progetti creati dai giovani studenti. Erano orgogliosi del loro lavoro e anche grazie all'intelligenza artificiale avevano imparato molto sulla cultura della Calabria: avevano creato ricchezza, attirato l’attenzione e investimenti.
Dimenticavo: i giovani nelle loro scorribande, non erano mai soli. E molti di loro … scelsero di restare!
Nicoletta Toselli










