"A spasso nel bosco… ops nella gastronomia di montagna”
Uno chef fuori dal comune, o meglio fuori dall’Appennino, per utilizzare una metafora, parliamo di Enea Braglia, professionista del settore della gastronomia e non solo. Originario del suggestivo borgo di San Martino, nel comune di Polinago, nella ridente provincia di Modena. Un sentiero intrapreso nei meandri nascosti del gusto per il talentuoso chef , un viaggio di emozioni che parte lontano: grazie ai consigli della sua mamma e alla passione innata di Enea per questo settore.
Enea Braglia, dopo il percorso di studio alberghiero, inizia una carriera poliedrica, che porta l’artista del piatto a spasso per l’Europa, con contaminazioni anche in Calabria, precisamente nella valle del Savuto e in Sila. Enea non è solo uno chef, ma può essere definito uno studioso attento della tradizione, un vero e proprio “scrittore” del suo territorio, che ama in maniera viscerale. Trasforma il passato, declinandolo nelle sue mille sfaccettature, e narra, quasi come un’opera inedita dei fratelli Grimm, nelle sue creazioni il gusto. La cacciagione, il profumo delle castagne, il pane appena sfornato, la pasta fatta in casa sono gli ingredienti di questa bellissima fiaba. La location perfetta delle sue poesie gastronomiche? La montagna, grande Guest Star di questa storia.
“Mi ispiro ai paesaggi, ai colori e alla storia dei territori per plasmare e tratteggiare un capolavoro nel piatto. Lo chef è anche uno storico, deve documentarsi sulle procedure, sulle preparazioni e anche sui prodotti. Come arriva un prodotto in un determinato luogo e come si cristallizza in maniera granitica? Questi sono i primi quesiti che analizzo prima di mettermi ai fornelli”, afferma Enea Braglia. “Stiamo lavorando a quattro mani, con Carla Ofelia Berti, scrittrice e cuoca dall’alto profilo professionale per una pubblicazione che rappresenti la storia, il territorio. La cucina è artigianalità”, ci confida Braglia. “Il trucco per il piatto perfetto non esiste, per raggiungere la qualità bisogna rispecchiare la territorialità con l’occhio rivolto sempre al passato”, conclude lo chef dell’Appennino tosco-emiliano.
Il viaggio di Enea Braglia ricorda la sceneggiatura di un capolavoro cinematografico, scritto dal giornalista Bill Bryson, diretto da Ken Kwapis con l’attore Robert Redford. La storia di due amici in cammino sul misterioso sentiero sulla catena degli Appalachi, tra paesaggi mozzafiato, intrecci rocamboleschi e suggestivi. Proprio, come la trama di questa pellicola iconica, Enea Braglia, avvia la sua avventura a spasso questa volta sugli Appennini, ricercando l' ispirazione da trasformare in opere autentiche, da gustare e da studiare. A spasso nel bosco? No! A spasso nel piatto e nella tradizione. (Foto concesse da Michael Bortolotti).
Comunicato stampa









