di Antonietta Malito
Da Mongrassano (Cosenza) alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Gianfranco Bellusci, 50 anni, volontario dell'Associazione Nazionale Alpini, Gruppo di Castrovillari appartenente alla Sezione di Napoli, ha vissuto un'esperienza destinata a rimanere tra i ricordi più importanti della sua vita.
Un percorso iniziato quasi per gioco, con l'invio di una semplice domanda di partecipazione culminato con la selezione tra i 180 volontari della Difesa chiamati a supportare la Joint Task Force impegnata nell'organizzazione dei XXV Giochi Olimpici e XIV Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
«Avevo fatto domanda quasi senza pensarci troppo», racconta. «Poi, a dicembre, è arrivata la telefonata. Da quel momento è iniziata un'avventura che non dimenticherò mai».

La selezione e il duro percorso di formazione
Prima di poter essere impiegato sul campo, Gianfranco ha dovuto affrontare un intenso programma formativo.
Il progetto "Volontari della Difesa", svoltosi dal 25 dicembre 2025 al 21 gennaio 2026, gli ha consentito di conseguire 28 crediti formativi, maturati attraverso 21 giorni di formazione operativa e 7 giorni di formazione a distanza in modalità e-learning certificata.
Le lezioni online sono state numerose e incentrate su sicurezza sul lavoro, gestione delle emergenze, medicina di montagna, sanità alpina, guida e movimento sulla neve, oltre a numerosi altri moduli specialistici.
Successivamente è stato convocato presso la Caserma "7° Reggimento Alpini" di Belluno, una delle sedi simbolo del Corpo degli Alpini, dove dal 5 al 13 gennaio ha preso parte alla fase in presenza del progetto organizzata dal Centro Addestramento Alpino.
Per dieci giorni i volontari hanno affrontato prove fisiche, esercitazioni pratiche e corsi specialistici dedicati alle emergenze in ambiente montano, al soccorso e all'assistenza sanitaria.
«Per un civile poter entrare in quella caserma è già qualcosa di straordinario», afferma con emozione. «Farmi fotografare davanti alla Bandiera di Guerra degli Alpini, un simbolo storico e sacro per il Corpo, è stato uno dei momenti più intensi».

L'unico calabrese tra i Volontari della Difesa
Completato il percorso formativo, Gianfranco è stato impiegato a Bormio, una delle sedi principali delle competizioni olimpiche. Ha prestato servizio per una settimana durante le Olimpiadi e una seconda settimana in occasione delle Paralimpiadi. Tra i 180 volontari selezionati è stato l'unico calabrese e, di fatto, l'unico rappresentante del Sud Italia. Un primato che però è rimasto quasi in silenzio. «Nessuno lo ha sottolineato, nessun giornalista lo ha scritto - ammette con rammarico -. Eppure, credo che per un cittadino di un piccolo paese come Mongrassano partecipare come Volontario della Difesa, nella Joint Task Force e con il Corpo degli Alpini, sia qualcosa di speciale». Ma il riconoscimento più grande non è arrivato dai riflettori, bensì dall’esperienza vissuta.
Le Paralimpiadi: "I veri campioni"
Tra tutti i momenti vissuti durante Milano-Cortina, quello che gli è rimasto maggiormente nel cuore è stato il servizio prestato durante le Paralimpiadi, che ha svolto nelle sedi di Borca di Cadore e Cortina d'Ampezzo.
«È stata un'esperienza ancora più coinvolgente delle Olimpiadi. Vedere gli atleti con disabilità affrontare le piste da sci è stato qualcosa di emozionante. Per me loro sono i veri campioni». Parole che raccontano quanto questa esperienza abbia lasciato un segno profondo sul piano umano prima ancora che su quello organizzativo.
Il giorno più emozionante: Verona e il cappello alpino
Uno dei momenti simbolicamente più importanti è arrivato il 18 aprile. Nella splendida cornice di Piazza Bra, a Verona, durante la cerimonia di saluto ai volontari impegnati nelle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina, l'Esercito ha consegnato ufficialmente ai nuovi Volontari della Difesa il cappello alpino.
Per Gianfranco ha rappresentato il coronamento di un sogno. «Quel cappello adesso è anche mio. È stata una cerimonia bellissima e molto emozionante». Per l’occasione ha voluto portare con sé anche un pezzo della sua terra. Ha infatti donato alcune serigrafie dedicate al monumento agli Alpini di Mongrassano, realizzate dal maestro Giacomo Vercillo di Rende, che ha consegnato agli ufficiali presenti.
Un gesto simbolico per far conoscere qualcosa di unico nel suo genere.
Quello di Mongrassano, infatti, è considerato il primo monumento dedicato agli Alpini nel Sud Italia. L'opera originale, realizzata in bronzo dallo scultore Ierace, venne requisita durante il periodo fascista per essere fusa e trasformata in materiale bellico. Successivamente fu ricostruita con materiali diversi.
«Lo guardo sempre», confida. «Forse è proprio osservandolo che è nato dentro di me il desiderio di entrare a far parte del mondo degli Alpini».


L'orgoglio di sfilare a Genova
Dopo Milano-Cortina è arrivata un'altra importante esperienza.
Dall'11 aprile al 31 maggio, Gianfranco ha preso parte alle attività organizzative della 97ª Adunata Nazionale degli Alpini, culminata nei giorni 8, 9 e 10 maggio a Genova.
È stata la sua prima Adunata ma anche la prima occasione per sfilare indossando il cappello alpino ricevuto poche settimane prima a Verona.
«Ha avuto un valore ancora più profondo - racconta - . Ho sfilato con orgoglio indossando quel cappello».
Durante il soggiorno a Genova ha alloggiato nei pressi del porto. «Dalla finestra vedevo l'Amerigo Vespucci partire per il suo viaggio. Anche questo è un ricordo che porterò sempre con me».

Una vita dedicata al volontariato
Dietro questa esperienza c'è una lunga storia di volontariato.
Da anni Gianfranco opera nella Protezione Civile Intercomunale di Cervicali - San Marco Argentano ed è impegnato anche nella Protezione Civile dell'Associazione Nazionale Alpini.
«L'amore per il volontariato è ciò che mi ha spinto a intraprendere questo percorso».
Un impegno che continua ancora oggi, con la speranza di poter dare nuovamente il proprio contributo.
Tra i ricordi più belli di questa esperienza conserverà soprattutto le amicizie nate durante quei mesi.
«Ho conosciuto persone straordinarie - ammette - . Ovunque sono andato mi sono sentito accolto».
Oggi custodisce con orgoglio il cappello alpino ed è consapevole d'aver realizzato un sogno che sembrava irraggiungibile.
Partire da Mongrassano, entrare nella grande famiglia degli Alpini, rappresentare la Calabria come unico Volontario della Difesa ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina e sfilare all'Adunata nazionale di Genova sono traguardi che raccontano la sua storia, fatta di passione, determinazione e spirito di servizio.
Una storia che dimostra come i sogni, quando sono sostenuti dall'impegno e dalla dedizione verso gli altri, possano davvero diventare realtà.









