Sono parole cariche di commozione, quelle pronunciate dal sindaco Gianmarco Cimino all’indomani del tragico ritrovamento del corpo senza vita del dottor Antonio Blaganò. Un dolore che ha scosso l’intera comunità di San Mango d’Aquino e non solo, lasciando dietro di sé un silenzio carico di domande, di riflessioni e di affetto.
«Un abbraccio alla famiglia Blaganò, a nome di tutta la comunità di San Mango», ha dichiarato Cimino in un messaggio pubblico intriso di umanità e riconoscenza. «Sono giorni che tutti noi speravamo in un finale diverso. La notizia della scomparsa del dott. Antonio Blaganò ci lascia addolorati, scossi, pieni di domande e silenzi.»
Il sindaco ha voluto sottolineare come tragedie simili, improvvise e inspiegabili, lascino segni profondi: «Questi eventi ti colpiscono nel profondo, ti fanno riflettere sul senso della vita, sulla fragilità di ogni giorno, ma anche sulla bellezza della solidarietà che sa nascere nei momenti più difficili.»
E proprio alla solidarietà ha rivolto un sentito ringraziamento. «Grazie a tutte le Forze dell’Ordine, ai Vigili del Fuoco, ai volontari, al Soccorso Alpino, al Gruppo Speleologico, ai Cacciatori di Calabria, alla Protezione Civile. A tutti quelli che, senza sosta, hanno dato il massimo. Un ringraziamento speciale al Prefetto di Catanzaro per la sua presenza concreta e al collega sindaco di Nocera Terinese, Saverio Russo, con cui abbiamo condiviso pensieri, azioni e speranze in questi giorni così duri.»
Poi l’abbraccio più sentito, quello rivolto alla famiglia del medico: «Alla famiglia del dottor Blaganò va il mio abbraccio personale e quello dell’intera comunità. Ci stringiamo a voi con rispetto, affetto e vicinanza. Non dimenticheremo.»
La vicenda ha toccato profondamente tutta la Calabria. Blagano' era un volto noto della sanità lametina, stimato per la sua professionalità e amato per la sua umanità. La sua improvvisa scomparsa, avvenuta nella notte tra il 24 e il 25 luglio mentre era in servizio di turno presso la Guardia Medica di Nocera Terinese, aveva innescato una mobilitazione straordinaria.
Il mattino seguente, l’allarme: la sua Fiat Seicento blu, con il motore ancora acceso, era stata ritrovata abbandonata in una zona impervia nei pressi del fiume Savuto, nel territorio di San Mango d’Aquino. All’interno, uno dei suoi due cellulari; l’altro telefono e il portafoglio erano stati lasciati in ambulatorio. Due giorni fa il ritrovamento dei suoi occhiali aveva riacceso le speranze. Poi, purtroppo, il tragico epilogo.
Ieri, dopo oltre una settimana di ricerche serrate tra alte temperature, vegetazione fitta e condizioni difficili, il corpo senza vita del medico 67enne è stato rinvenuto in un canneto lungo il fiume Savuto. A individuarlo sono state le squadre di soccorso impegnate instancabilmente sul campo, coordinate da un posto di comando avanzato. Ancora avvolte nel mistero le cause della morte.









