Teobaldo Aloe nasce a Rogliano il 1° luglio 1948 e si spegne serenamente nella sua casa di Castrolibero la sera del 31 dicembre 2025. Con lui se ne va non solo un uomo di sport, ma un pezzo autentico della memoria collettiva di Rogliano e di tutta Cosenza, che oggi si stringono in un silenzioso e composto abbraccio.
C’è chi lascia tracce con i trofei e chi, come Teobaldo, lascia segni profondi nei cuori. Storico capitano della Morrone, punto di riferimento del calcio cosentino, Teobaldo Aloe ha incarnato un’idea di sport che va oltre il risultato: il rispetto dell’avversario, la lealtà, il sacrificio quotidiano, l’amore per la maglia. In campo era guida, equilibrio, esempio. Fuori dal campo era uomo capace di ascoltare, consigliare, sostenere.
Il suo legame con il Rogliano Calcio è stato speciale, quasi viscerale. Non solo calciatore, ma allenatore e giocatore-allenatore, ha messo a disposizione della sua comunità esperienza, passione e senso di appartenenza. In seguito ha scelto di dedicarsi ai più giovani, convinto che il calcio potesse e dovesse essere una scuola di vita prima ancora che di tecnica. Molti ragazzi sono cresciuti sotto il suo sguardo attento, imparando che vincere non è mai più importante di essere uomini corretti.
Ma ridurre Teobaldo Aloe al solo profilo sportivo sarebbe ingiusto. È stato marito amorevole, padre presente, nonno orgoglioso, fratello e zio profondamente legato alla sua famiglia di origine. In ogni ruolo della sua vita ha portato gli stessi valori: dignità, equilibrio, umanità, senso della responsabilità. Valori che non si insegnano a parole, ma che si trasmettono con l’esempio quotidiano.
La Città di Rogliano lo riconosce oggi come esempio autentico di cittadinanza attiva e di sport vissuto come strumento di educazione, aggregazione e rispetto reciproco. Un uomo che ha dato senza chiedere, che ha costruito legami, che ha lasciato un’eredità morale destinata a durare nel tempo.
I funerali si sono svolti questa mattina, venerdì 2 gennaio, alle ore 11, nella chiesa di San Domenico, tra il raccoglimento di una comunità profondamente colpita. In quello stesso silenzio, però, vive un grazie sincero.
Perché ci sono persone che non se ne vanno davvero mai. Restano nei racconti, nei campi polverosi, negli sguardi dei ragazzi che oggi calciano un pallone con rispetto. Restano come capitani invisibili, che continuano a indicare la strada.
Ciao Teobaldo. Rogliano ti custodirà per sempre.










