Un nuovo tassello si aggiunge all’inchiesta sugli assalti ai bancomat che da settimane stanno mettendo in allarme la Calabria. Nelle prime ore della mattina di oggi, 18 gennaio 2026, i carabinieri hanno fermato un uomo ritenuto coinvolto nel furto con esplosivo che ha colpito lo sportello ATM della Banca Centro Calabria a Santo Stefano di Rogliano.
Il provvedimento, disposto dalla Procura della Repubblica di Cosenza, è maturato al termine di una serrata attività investigativa avviata subito dopo il raid avvenuto nella notte tra il 16 e il 17 gennaio. Le indagini, condotte dai militari della Compagnia di Rogliano sotto il coordinamento dell’autorità giudiziaria, avrebbero consentito di raccogliere gravi indizi a carico del sospettato, considerato un presunto concorrente nell’azione criminale.
Il fermo, come previsto dalla legge, dovrà ora essere sottoposto al vaglio del giudice per le indagini preliminari, chiamato a pronunciarsi sulla convalida e ad avviare il contraddittorio con la difesa.
UN’ESCALATION DI COLPI
L’episodio di Santo Stefano di Rogliano non è isolato. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe dell’ottavo assalto riconducibile alla cosiddetta “banda della marmotta”, un gruppo specializzato in esplosioni di sportelli automatici, già entrato in azione in diverse località tra le province di Cosenza e Catanzaro.
Già nelle ore immediatamente successive all’esplosione del bancomat erano emerse indiscrezioni su un primo sospettato individuato e bloccato dagli investigatori, anche se inizialmente non era stato chiarito se il fermo fosse avvenuto sul posto o a seguito di successive attività di ricerca.
Determinanti, secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, sarebbero stati alcuni elementi raccolti nel corso di precedenti attività tecniche, comprese registrazioni che avrebbero indirizzato l’attenzione su un soggetto ritenuto parte del gruppo, originario della Puglia.
INDAGINI ANCORA IN CORSO
L’inchiesta resta aperta e prosegue con l’obiettivo di delineare l’intera struttura della banda e accertare eventuali collegamenti con altri assalti esplosivi registrati non solo in Calabria, ma anche in altre regioni del Paese. Gli investigatori puntano ora a risalire ai complici e a ricostruire ogni fase dell’organizzazione dei colpi, dalla preparazione all’esecuzione.









