La morte di una persona buona lascia sempre un silenzio diverso. Più pesante. Più profondo. È il silenzio di chi, senza fare rumore, aveva imparato ad abitare il cuore degli altri con la semplicità dei gesti veri, degli abbracci sinceri, della presenza discreta ma indispensabile. Fausto era questo. Un uomo perbene. Uno di quelli che non chiedono nulla, ma che riescono a dare tutto.
A Rogliano il suo nome era sinonimo di educazione, gentilezza e rispetto. Per anni, da dipendente delle Ferrovie dello Stato, ha attraversato la vita con dignità e umiltà, conquistando l’affetto di colleghi, amici e conoscenti. Ma il suo capolavoro più grande è stato certamente la famiglia: la moglie Fiorella, le amate figlie Maria e Anna, e quei generi che aveva accolto non come “ospiti”, ma come figli veri.
Le parole del consigliere comunale Diego Sicilia arrivano dritte al cuore:
“È stato bello percorrere questo tratto di vita insieme a te. Mi sei stato accanto nei momenti bui e vicino in quelli felici, avvolgendomi nell'amore della tua famiglia che è diventata anche la mia. Ti terrò sempre nel mio cuore”.
E poi quel secondo messaggio, firmato insieme all’altro genero Antonio, che sembra quasi una carezza piena di dolore:
“Ci hai accolto nella tua famiglia e ci hai amato come hai fatto con le tue figlie. Avrai sempre un posto speciale nel nostro cuore. Ciao Fausto”.
Ma forse il ricordo più struggente è proprio quello che resta nelle piccole cose. Nel posto vuoto a tavola. In una voce che non si sentirà più chiamare dalla stanza accanto. Nel rumore di una porta che non si aprirà più al ritorno dei propri cari. Perché certe persone non occupano semplicemente uno spazio nella vita: diventano casa. E quando vanno via, portano con sé un pezzo del nostro cuore.
Fausto lascia il ricordo raro degli uomini buoni. Quelli che non cercano applausi, ma che finiscono per essere indimenticabili.
La redazione de “La Voce del Savuto” si stringe con commozione attorno alla moglie Fiorella, alle figlie Maria e Anna, al consigliere Diego Sicilia e a tutta la famiglia, al genero Antonio, condividendo il dolore di una perdita che oggi colpisce l’intera comunità roglianese.









