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GRIMALDI – L’esecutivo De Marco a poco più di un anno dall’insediamento prosegue con il proprio programma, nonostante le numerose difficoltà dovute alla gestione delle problematiche relative all’emergenza sanitaria, ma sulle quali viene prodotto il massimo sforzo.
Tra i progetti presentati assume rilevanza il progetto definitivo per l’efficientamento energetico dell’edificio scolastico di corso Trento in base al bando Por Calabria Fesr-Fse 2014-2020 Asse 4 Efficienza energetica e Modalità sostenibile - Azione 4.1.1 e Azione 4.1.2 così come indicato nel programma elettorale.
Ad occuparsi dei progetti finanziabili è l’ingegner Gianni Cuglietta, consigliere comunale con delega alle Politiche ambientali. «Nella relazione tecnica generale - spiega Cuglietta - viene descritto come l’edificio sia stato realizzato verso la metà degli ottanta e si presenta in discreto stato di conservazione; le strutture portanti compresi i muri perimetrali non presentano lesioni, ma sono evidenti una serie di criticità quali ampie macchie di umidità alla base delle murature dovute essenzialmente alla mancanza di isolamento da terra. I solai intermedi e molte partiture interne sono in buono stato, ma sono presenti fenomeni di umidità. Gli infissi esterni in alluminio sono obsoleti e privi di isolamento. In tutti gli ambienti, interni ed esterni, gli impianti sia elettrici che termici sono obsoleti. Per questi motivi - ha concluso il consigliere - si è ritenuto di dover procedere con un intervento finalizzato al miglioramento dell’efficienza ed al risparmio energetico, secondo il protocollo di Kyoto ed Europa 2030. Per poter conseguire l’obiettivo di “Classe energetica A”, l’intervento prevede l’adozione di strategie bioclimatiche ed ecologiche».

Piero Carbone, giornalista pubblicista

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«Pensavo di averle viste tutte ma sbagliavo. Ieri sera è stata trasmessa la pagina più buia per la nostra terra».
È quanto afferma Graziano Di Natale, segretario-questore dell’Assemblea regionale, a seguito dell’intervista all’ex commissario alla sanità Cotticelli, durante il programma “Non è l’Arena” su La7, in cui dichiarava: "Non so in quel momento cosa mi sia successo. Non connettevo. Il Piano anti-covid l'ho fatto io. Sto cercando di capire con un medico se ho avuto un malore durante l'intervista".
Ecco, il consigliere eletto nella lista “Io Resto in Calabria” resta stupito da tali parole e sostiene quanto segue: «Qualora le sue parole fossero vere, non ci sarebbe bisogno di nessun atto per andare via, basta avere un minimo di pudore. Cotticelli ritorni in sè e segua il mio esempio, salga le scale della Procura della Repubblica e denunci. Il Governo nazionale - prosegue - liberi la Calabria e affidi la gestione dell’emergenza sanitaria a persone legate non ad un colore ma ad un valore. Precisamente nell’art. 32 della Costituzione si parla di tutela alla salute come fondamentale diritto dell’individuo. Ecco perché - continua il consigliere regionale - la sanità non può che essere pubblica e, nel caso specifico della Calabria, la Sanità deve essere affidata ai calabresi. La salute - conclude Di Natale - è un bene di tutti, un diritto. E di fronte ai tanti malati e ai tanti che soffrono non si può scherzare. Le Istituzioni devono garantire questo sacrosanto diritto. Ci vuole soltanto onestà».

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GRIMALDI – Il consigliere comunale di minoranza, Attilio Rino, vede nella nomina di Giovanni Minoli a commissario straordinario della Film Commission Calabria, una occasione da non lasciarsi sfuggire essendo Grimaldi sede del Casale della scenografia.
«Con l’incarico dato al noto giornalista e autore televisivo - sostiene Rino - si aprono scenari per sviluppare nella regione un’industria dell’audiovisivo seriale di livello nazionale, e considerato che siamo ancora in una fase iniziale dobbiamo saper cogliere l’opportunità per inserirci in questo progetto, così come stanno già facendo altre amministrazioni, creando dei laboratori o delle sezioni specifiche. La nostra richiesta dovrebbe trovare più facile accoglimento poiché Grimaldi è tra i pochi paesi ad avere una struttura adeguatamente attrezzata che è quella del casale della scenografia, finora poco utilizzata. Per questo, chiedo al sindaco e all’assessore alla Cultura, di contattare la presidente Santelli e il commissario straordinario di Calabria Film Commission per manifestare la volontà dell’amministrazione a partecipare all’iniziativa. Tenuto conto che il commissario Minoli ha dichiarato di conoscere poco la Calabria, soprattutto le zone interne, suggerisco - conclude Rino - di trasmettere una scheda dettagliata delle strutture da mettere a disposizione, accompagnata da un video del centro storico e del territorio».
Piero Carbone, giornalista pubblicista

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Attilio Rino, consigliere comunale de Il sogno per Grimaldi, si rivolge al presidente della Provincia di Cosenza, Iacucci, ed al responsabile del servizio viabilità.
«Illustrissimi, in qualità di consigliere comunale di Grimaldi, con reale spirito di collaborazione, mi faccio portavoce delle numerose istanze che quotidianamente mi arrivano dalla cittadinanza, preoccupata per il degrado delle nostre strade, in particolar modo i tratti delle Strade provinciali Grimaldi-Maione(Altilia) e Grimaldi- Aiello Calabro. Relativamente alla Grimaldi- Maione, segnalo lo stato di degrado del marciapiede su tutto il tratto di Via A. Moro: buche e mattonelle divelte rendono quasi impossibile il transito pedonale e delle carrozzelle. Gli ostacoli presenti sul marciapiede costringono le persone a camminare sulla sede stradale, mettendo così a rischio la loro stessa incolumità. Il pericolo è altissimo in quanto la strada è ad alta intensità di traffico poiché èun’alternativa all’autostrada Savuto Piano Lago, ma anche perché è trafficata da mezzi pesanti. Per quanto riguarda la Grimaldi Aiello Calabro, segnalo l’inadeguatezza dell’altezza del parapetto sul ponte che collega Piazza P. Mancini a Corso Trento: già in passato si è sfiorata la tragedia a danno di un giovane che è scivolato nel vuotoe solo la presenza di arbusti cresciuti nelle pieghe dei blocchi di muratura ne hanno “rallentato” la caduta, evitando così il peggio. Pur consapevole della situazione economica finanziaria dei nostri enti, confido nella Vostra riconosciuta sensibilità di attaccamento al territorio e compiere uno sforzo finalizzato alla sicurezza e al decoro pubblico».

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«Con la presente mozione d’ordine il gruppo consiliare “Comune in Comune” intende responsabilizzare l’intero consiglio comunale sul modo in cui è stato organizzato il servizio scolastico locale, il trasporto alunni, lo stato in cui versano gli interventi per il recupero del plesso scolastico di santa Maria, e quali suggerimenti fornisce l’assemblea per migliorare le condizioni socio-ambientali del mondo della scuola e della conoscenza».
Così ha esordito la capo gruppo consiliare di Comune in Comune, Ida Paola Cerenzia che si è fatta carico di sottoporre all’assemblea consiliare la Mozione d’ordine sul tema della scuola, argomento trascurato nell’ordine del giorno ufficiale e al quale diligentemente ha inteso rimediare la coordinatrice del gruppo, ricorrendo allo strumento della mozione e superando in tal modo l’ordine di discussione dei punti dell’ordine del giorno.
«La presente mozione ha sottolineato - Ida Paola Cerenzia - impegnerà la Sindaca e l’assessore al ramo di relazionare periodicamente in Consiglio comunale sull’andamento delle attività della scuola, ritenuta un bene primario e insostituibile per la formazione dell’individuo».
Il Consiglio comunale è passato, quindi, a discutere gli argomenti ufficiali collocati all’ordine del giorno, approvando il nuovo regolamento della Tari. Rinviato, invece, su proposta della maggioranza, il punto riguardante il Piano Finanziario, non ancora definito dall’amministrazione comunale. Approvate, invece, con i soli voti della maggioranza, le tariffe Tari 2020. La minoranza consiliare ha votato No dopo che si è vista respingere la proposta di 2non far pagare le tasse locali ai giovani che intendessero avviare attività economiche nel centro storico, rimasto spoglio di qualsiasi attività produttive e di servizio. Ampio spazio, infine, è stato riservato al dibattito sul provvedimento emanato dall’Anticorruzione Nazionale con il quale vengono contestate una serie di anomalie sulle procedure di affidamento del servizio pubblico ad una Società esterna. L’opposizione ha contestato duramente l’esecutivo comunale per non aver adempiuto ancora alle indicazioni dell’Anticorruzione, tergiversando sulle risposte da fornire all’organo terzo, espresso negativamente sulle procedure adottate dal Comune nell’affidamento del servizio pubblico. L’opposizione consiliare ha stigmatizzato la scelta della giunta di aver richiesto , ad un legale esterno, un parere su un provvedimento definitivo che non si presta ad interpretazioni, ma che va eseguito in quanto definito dopo aver valutato, in itinere del procedimento, le motivazione dell’amministrazione che confermerebbero quanto contestato dalla stessa Anticorruzione. Il gruppo consiliare ha fortemente contestato la richiesta di rivolgersi ad un legale esterno, sottoponendo il bilancio comunale a sostenere spese inutili e inconcludenti. Le contestazioni si sono ampliate sul piano della incompetenza della giunta ad attuare scelte che spettavano invece, - ha sostenuto la consigliera di minoranza Simona Mancuso - per statuto e regolamento, al civico consesso.
La struttura adibita ad asilo nido, è stata realizzata con fondi europei e con risorse derivanti da un mutuo che l’amministrazione comunale ha contratto a suo tempo e spalmato nelle voci di bilancio con rate ventennali. Il valore del servizio affidato con le procedure contestate dall’Anticorruzione non corrisponderebbe, assolutamente a parere dell’opposizione, al valore reale stimato per definire il canone di locazione, individuato dall’amministrazione comunale. Nella stima non sarebbe stato tenuto in considerazione il fatto che l’edificio sia stato adeguatamente arredato e dotato di pannelli fotovoltaici e di accreditamento da parte della regione Calabria, che hanno richiesto ingenti impegni di risorse pubbliche per ospitare e avviare il servizio pubblico sul territorio. La proposta del gruppo consiliare” Comune in Comune” di adempiere subito alle contestazioni mosse dall’anticorruzione nazionale, provvedendo alla revoca immediata del contratto di fitto del plesso stipulato pochi mesi fa con la società locataria, è stata respinta dalla maggioranza consiliare. Bocciata inoltre la proposta avanzata sempre dal gruppo consiliare Comune in Comune di gestire direttamente il servizio dell’asilo Nido, utilizzando le professionalità e le competenze che esistono sul territorio per come dimostrato dai fatti vissuti.
Il consiglio, infine, è passato a trattare le criticità collegate alla depurazione delle acque reflue e trattamento degli scarichi e rifiuti, argomento inserito tra i punti proposti all’ordine del giorno su richiesta specifica dell’opposizione consiliare.

Gruppo "Comune in Comune"

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di Francesco Saccomanno *

Prima Carlo Levi ci ha edotti sul fatto che “le parole sono pietre”, denunciando le sopraffazioni subite dai contadini siciliani, privati dei diritti costituzionali per garantire i privilegi dei benestanti. Poi, Dario Paccino, a metà degli anni 90’, nell’epoca della comunicazione globale, ci ha resi consapevoli del fatto che le stesse parole diventano o possono velocemente diventare persino macigni.
In sostanza, ci hanno fatto capire il peso del linguaggio che è null’altro che “il peso della sedimentazione della cultura dominante nel senso comune”. Invitandoci a percepirne la gravità e considerando che le idee dominanti sono quelle delle classi dominanti, di cui il linguaggio è il veicolo fondamentale atto a permeare pesantemente il senso comune. Per cui, nel mondo globalizzato e del pensiero unico liberista (pensiero che si traduce facilmente in prassi concreta!), il linguaggio, un certo tipo di linguaggio dei potenti, orienta e cerca di orientare il popolo verso la guerra tra poveri, individuando come bersaglio gli ultimi ed indicando simbolicamente i migranti (“i negri”), i Rom (gli zingari) e gli omosessuali (“i froci”).
Ci tocca fare riferimento alla potenza del linguaggio per denunciare la pericolosità pervasiva delle deliranti affermazioni dell’attuale, ahinoi, vicepresidente leghista e razzista della Giunta della Regione Calabria, al secolo Nino Spirlì, titolare addirittura della delega alla Cultura.
Il personaggio, se non fosse per il ruolo istituzionale che occupa, potrebbe tranquillamente diventare un fenomeno da baraccone per spettacoli triviali di quart’ordine, quale, appunto, la kermesse della lega a Catania in cui si è esibito insieme ad altri colleghi di pari rango.
In questo caso, alimentando una vera e propria diffusione di idee retrive, antidemocratiche e di odio verso la diversità; ovvero verso quelle idee di accoglienza e di solidarietà messe in atto, proprio qui in Calabria, dal compagno Mimmo Lucano e dalla mirabile esperienza della Riace di cui ormai si parla in tutto il mondo. Non a caso, attaccata ferocemente dal leghismo veicolato dagli Spirlì, dai Trifoli e dai loro capi e capitani.
Per questo, facciamo nostre le preoccupazioni espresse dal compagno Mario Vallone, coordinatore dell’Anpi calabrese, e dallo sportello “Soumaila Sacko” della Piana, e denunciamo con loro le pervasive forme di apologia del razzismo e del fascismo veicolate da tali personaggi.
Che, attenzione, e qui ci rivolgiamo ai tantissimi cittadini democratici, non vanno scambiate per forme di espressioni popolari contro il politicamente corretto, ma vanno identificate per quello che sono: macigni sotto cui si tenta di seppellire, in questo mondo ancora “grande e terribile”, la democrazia, le relazioni sociali e la nostra capacità stessa di Restare Umani.
Presidente Santelli, il signor Spirlì è libero di dire quello che vuole a casa sua ma se afferma talune bestialità mentre svolge un ruolo istituzionale diventa, al contempo, complice ed istigatore delle tante, troppe violenze quali quelle cui abbiamo assistito anche di recente. E Lei, restando in silenzio, ne diventa correa.

* Segretario provinciale Cosenza del PRC-SE

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Domenica 20 settembre (dalle 07:00 alle 23:00) e lunedì 21 settembre (dalle 07:00 alle 15:00), si voterà per il referendum costituzionale sul taglio di 345 parlamentari.
Gli elettori saranno chiamati a confermare o respingere la legge sul taglio sopracitato. Essi dovranno votare Sì oppure No al quesito referendario: se vince il Sì viene confermata la riforma costituzionale degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione, con il taglio di 115 senatori e 230 deputati (il prossimo Parlamento sarà così composto da 200 senatori e 400 deputati). Se, invece, dovesse vincere il No, il Parlamento non subirebbe nessuna modifica.
E' un referendum confermativo (regolato dall'articolo 138 della Costituzione), "senza quorum", cioè i risultati della consultazione sono validi indipendentemente dalla percentuale dei votanti. Vince il fronte che ottiene anche un solo voto in più.
Nelle stesse date, 20 e 21 settembre, si vota anche (non in tutte le Regioni) per alcune elezioni regionali e amministrative per il rinnovo dei consigli regionali e comunali interessati.
Nella storia della Repubblica, precedentemente, si sono svolti altri tre referendum costituzionali confermativi. Il primo, nel 2001, per confermare o meno la riforma del Titolo V della Costituzione, che passò. Il secondo, nel 2006, sulla riforma costituzionale del governo Berlusconi, la cosiddetta "devolution", che venne bocciata. Nel 2016, il terzo referendum costituzionale: la maggioranza dei votanti respinse il disegno di legge costituzionale della cosiddetta riforma Renzi-Boschi, che puntava al superamento del bicameralismo perfetto, alla revisione delle competenze fra Stato e Regioni, all'eliminazione delle province e del Cnel (Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro).
Ecco, infine, il quesito sottoposto agli elettori:
"Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari" approvato dal Parlamento e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n. 240 del 12 ottobre 2019?".

Giuseppe Pizzuti, docente

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