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Ingredienti
2 melanzane
200 g di scamorza affumicata
300 g di pomodorini
40 g di olive taggiasche
15 g di capperi
Olio extra vergine di oliva q.b.
Sale q.b.
Basilico q.b.

Preparazione
Lavate e asciugate le melanzane; eliminate la parte superiore, tagliatele a fette di circa 1,5 e adagiatele sopra una teglia foderata con la carta forno. Con un coltello praticate tre incisioni sulle fette di melanzane, mettete un po’ di olio e di sale su ciascuna di essa e fatele cuocere per 10 minuti nel forno alla temperatura di 200°.
Nel frattempo lavate e tagliate i pomodorini; sciacquate i capperi e metteteli in un piatto insieme ai pomodorini e alle olive, aggiungete il sale, l’olio e mescolate bene. Tagliate a fette la scamorza.
Trascorsi i 10 minuti togliete le melanzane dal forno. Mettete su ciascuna fetta di melanzana, una di scamorza e adagiate su quest’ultima i pomodorini con le olive e i capperi. Fate continuare la cottura in forno sempre alla temperatura di 200° per circa 30 minuti. Servite le melanzane calde con delle foglioline di basilico.

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ROGLIANO - Il nuovo caso di positività al Covid 19 non deve preoccupare più di tanto. Il motivo viene spiegato dal vicesindaco Fernando Sicilia, che precisa come la nuova positività rientra in un nucleo familiare già colpito dal coronavirus e dove esponenti dello stesso risultano già da tempo negativi. «Il dato diffuso nel bollettino Asp, in cui sono indicati 9 casi in isolamento domiciliare, - sottolinea il vicesindaco - non trova riscontro. Erano 5 i concittadini in quarantena, a cui si aggiunge quello accertato ora, e il conteggio porta a 6».
Il numero due della giunta Altomare si è detto preoccupato del troppo tempo che intercorre tra l’effettuazione dei tamponi e la comunicazione dell’esito. Per questo motivo ha inviato a nome dell’amministrazione comunale, e della comunità rappresentata, una lettera al presidente della Regione. «La prego - scrive Sicilia a Jole Santelli - di registrare gli intollerabili ritardi che si stanno verificando nel processare i tamponi di diversi cittadini colti dalla recente virulenza, in un territorio che ella, opportunamente, ha già individuato come “Zona rossa”. Sono valse, sin qui, a ben poco, se non proprio a nulla, le sollecitazioni rivolte alle competenze dell’Asp, che stentano a dare le dovute risposte, almeno nei tempi ragionevolmente accettabili. Sta di fatto, che la tempistica si sta protraendo oltre ogni misura. Chi scrive ha patito, con quarantena, ricovero e convalescenza, l’angoscia del contagio e conosce le ripercussioni psico-fisiche e psicologiche che questo mostro provoca. Per il che è superfluo rassegnare alla sua attenzione e sensibilità la dura condizione di persone che, pur essendo asintomatiche, da oltre quaranta giorni in quarantena domiciliare obbligatorio, si trovano costrette ad osservare, responsabilmente, le prescrizioni loro rivolte. Queste persone sono in attesa di essere sottoposte ai tamponi di verifica della loro auspicata ed eventuale negativizzazione o in attesa di conoscere gli esiti dei test che sono già stati effettuati. Alcuni cittadini, esausti ed esasperati, si dicono pronti ad assumere determinazioni di tutela legale. Hanno accolto il mio invito a soprassedere, grazie all’assicurazione data loro che avrei segnalato il problema alla massima autorità regionale. Voglia, pertanto, intervenire ed adottare ogni iniziativa utile a rimuovere questo stato di cose, che non può non avere contraccolpi anche sulle famiglie interessate e, in qualche modo, sull’intera collettività».

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I Militari dell’Arma di Grimaldi, nel cuore della Valle del Savuto, si sono resi conto che qualcosa non tornasse nella vita di una 41enne del posto già nota alle Forze dell’Ordine per le proprie molteplici vicissitudini con la giustizia, prima delle ultime festività natalizie. I Carabinieri avevano infatti notato come il figlio maggiorenne della donna avesse iniziato a prestare attività lavorativa quale manovale nelle ditte boschive attive nell’area; tale mutamento ne aveva comportato il trasferimento dalla casa paterna a quella materna per ragioni di comodità. I meticolosi accertamenti condotti dai Militari, insospettiti dalla vicenda e che già in passato avevano vagliato la regolarità della posizione della donna, hanno però portato ad accertare come la stessa si fosse ben guardata dal fornire alcuna notizia agli enti preposti né dell’avvenuto allargamento del nucleo famigliare, né delle maggiori entrate derivanti dall’attività lavorativa del ragazzo. Riscontrato dunque il comportamento volontariamente fraudolento della 41enne, i Militari hanno proceduto al sequestro della tessera del reddito di cittadinanza assegnatale: il Provvedimento preventivo è stato convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari di Cosenza e la donna dovrà ora rispondere dei reati di Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e Comunicazione non veritiera dello stato di famiglia, nonché darsi da fare per reperire i circa 3.000,00 € frodati all’INPS e che dovranno essere presto restituiti. 

Legione Carabinieri Calabria – Compagnia di Rogliano.

 

 

 

 

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Un terremoto di magnitudo 2.9 è stato registrato alle ore 22:02:46 di questa sera. 
Il sisma, che ha interessato la costa Calabra sud occidentale (Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria), è stato avvertito anche in alcuni comuni del Savuto. La scossa tellurica, rilevata dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) di Roma, si è verificata a una profondità di 10 chilometri, ed è stata localizzata a 33 km di distanza da Lamezia Terme.
Non si registrano danni a cose o persone.

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PARENTI – Dopo un mese esatto di ricovero nel reparto di pneumologia dell’Annunziata di Cosenza, Paolo Angotti ha potuto finalmente fare ritorno nel suo paese. Ormai negativo al coronavirus (questo l’esito dell’ultimo tampone), il 51 enne parentese si prepara ad affrontare i quindici giorni di quarantena che, per precauzione, trascorrerà in solitudine, lontano dalla casa familiare, ma comunque nel suo comune di residenza.
Sposato e padre di due figli (di 25 e 18 anni), Angotti, impiegato presso il centro manutenzione dell’Anas, il 10 aprile scorso era stato trasportato d’urgenza, con un’ambulanza del 118, presso il nosocomio cosentino per una grave insufficienza respiratoria.
Ricoverato alla pneumologia, suo compagno di stanza, per una settimana, è stato il consigliere comunale di Rogliano, Antonio Simarco.
L’amministratore con delega alla cultura, già in via di guarigione e forte della sua esperienza, lo ha supportato moralmente incoraggiandolo a superare quella fase iniziale di grande sconforto e paura. Nei giorni successivi, dopo il rientro di Simarco a Rogliano, Angotti ha continuato a combattere con forza contro il virus in quella stanza d’ospedale, senza mai mollare, e alla fine ha vinto la sua battaglia.
Con grande emozione, nella giornata di ieri è tornato nel suo paese, per la gioia di familiari e amici.
A Parenti, fino ad oggi, sono stati eseguiti quattordici tamponi e tutti hanno dato esito negativo. Oltre a Paolo, il comune del Savuto conta un altro guarito dal coronavirus, quest’ultimo asintomatico.

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Grimaldi perde oggi un altro “pezzo” del suo cuore e della sua storia: Rosario Amantea, per tutti don Rosario. La sua morte ha commosso l’intera comunità, che unanime ha espresso su Facebook un sentito e partecipato cordoglio alla sorella Erminia.
Come dimenticare don Rosario? La sua figura di uomo buono, mite e solitario resterà per sempre impressa nella mente di tutti noi che lo abbiamo conosciuto.
La sua vita, per niente facile, lo aveva segnato nell’anima e nel corpo fin da giovane.
Discendente di un nobile casato (uno dei suoi avi fu l’illustre Filippo Amantea Mannelli, presidente della prestigiosa Accademia Cosentina), Rosario aveva coltivato, fin dai tempi della scuola, una grande passione per le materie umanistiche.
Fu studente universitario nella città di Bari, ma un destino avverso non gli consentì di giungere alla laurea. Pare che alcune frequentazioni “sbagliate”, intraprese nella città pugliese, lo avessero allontanato da quello che sembrava il fine primario della sua esistenza, tanto che per richiamarlo all’ordine, la famiglia lo fece rientrare a Grimaldi.
Nel suo paese, Rosario iniziò a lasciarsi andare pian piano, rinunciando per sempre ai suoi sogni. Giorno dopo giorno, la sua vita prese una direzione diversa da quella sperata.
Lo ricordo sempre solo e chiuso in se stesso, perso nei suoi pensieri come nel fumo delle sigarette che non esitava a chiedere ai passanti.
Fino a qualche anno fa, lo si vedeva spesso in giro per le vie del paese, solo e smarrito in un mondo tutto suo. Un mondo fatto di silenzi, nel quale si muoveva chino sui suoi passi cadenzati e lenti, probabilmente alla ricerca di se stesso e di un passato ormai lontano.
Tuttavia, don Rosario era ben contento quando qualcuno gli rivolgeva la parola. Aveva una dote rara: l’empatia. Riusciva a percepire subito gli stati d’animo dei suoi interlocutori, ne intuiva la personalità solo osservandone i gesti o ascoltandone poche parole. Indovinava il segno zodiacale di ognuno, pur ignorandone la data di nascita. Questa sua abilità mi impressionava e mi affascinava al tempo stesso.
La passione per la letteratura non l’aveva mai abbandonato: conosceva il latino, ricordava a memoria alcuni canti della Divina Commedia e, spesso, annoverava i grandi autori e le loro opere.
Da tempo, non lo si vedeva più in paese. Per via della sua salute precaria era ricoverato in una residenza sanitaria assistenziale, dove si è spento.
Credo che avesse poco più di 70 anni, ma non ne sono certa.
Quello che so con certezza, invece, è che resterà per sempre nella memoria dei grimaldesi, che oggi lo ricordano con affetto, perché Rosario Amantea era una persona silenziosa e sensibile, probabilmente un incompreso, ma un uomo che aveva dentro un mondo di bellezza e di buoni sentimenti.
 
(Foto di Domenico Valenti)

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Scacco al Coronavirus, il secondo carabiniere A.C. della Compagnia  di Rogliano, colpito dal virus,  tornerà a casa nella giornata di domani. Un sospiro di sollievo per tutti i suoi commilitoni. Ricordiamo che il militare,appartenente al nucleo radiomobile del Savuto,  è stato nel reparto di terapia intensiva per diverse settimane. 

La compagna,  emozionata per bella  notizia, ha così dichiarato al nostro giornale: 

<<Per me è la fine di un incubo, sono veramente contenta, aspetto con gioia la giornata di domani. Grazie veramente a tutti per il sostegno. Grazie ancora per la forte vicinanza dimostrataci in questo momento così particolare per tutto il Paese>>

Omar Falvo

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